Congratulazioni alla nuova psicoterapeuta della Gestalt!


Il 27 Settembre 2019, presso l’Istituto di Gestalt HCC Italy della sede di Milano, ha conseguito il Diploma di Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt la Dott.ssa CRAVERI LAURA ANNA , presentando una tesi dal titolo:“Una cooperativa sociale: analisi dell’organizzazione secondo una prospettiva gestaltica”.
A supporto del suo lavoro la relatrice, direttore della Scuola, Dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb. 

Questo l’augurio che noi tutti le facciamo
Che tu possa vedere la profondità dell’esistenza sia in te che nelle persone a cui la tua cura sarà rivolta.

Istituto di Gestalt HCC Italy
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Auguri ai nuovi Psicoterapeuti della Gestalt!


Il 5 luglio 2019 è stato un giorno di festa per la sede di Palermo dell’Istituto di Gestalt HCC Italy. Sei allieve, accompagnate dallo staff didattico familiari ed amici, hanno discusso le loro tesi di specializzazione e consegnate al mondo come psicoterapeute della Gestalt. 

  1. CHIARA CARACO’
    “I Passi verso un posto nel mondo: riflessioni gestaltiche sul caso clinico di un’adolescente”
    Relatore: Dott.ssa Angela Basile;
  2. MONIA CRIMALDI
    “Le interazioni caregiver-bambino come danza co-creata. Un’esperienza di ricerca”
    Relatore: Dott.ssa Serena Iacono Isidoro e Dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb; 
  3. FEDERICA NASO
    “La visione relazionale della psicoterapia della Gestalt.  L’ecologia come cura dell’ambiente umano e non umano”
    Relatore: Dott.ssa Gina Merlo;
  4. DE DOMENICO MARIA
    “Psicoterapia della Gestalt un’avventura creativa”
    Relatore: Dott.ssa Borino Teresa; 
  5. ORIANA LUPO
    “Disturbo di Panico e Approccio Gestaltico: Prospettiva terapeutica e di confronto”
    Relatore: Dott.ssa Borino Teresa;
  6. ORNELLA FRANCESCA PURPURA
    “Il contatto emerge nell’emergenza. Il Piano di Emergenza dell’Aeroporto “Leonardo Da Vinci” in caso di incidente aereo e l’assistenza psicologica ai passeggeri, familiari e soccorritori”
    Relatore: Dott. Antonio Roberto Cascio.

 

In questo giorno di dibattito scientifico e di festa siamo stati ospitati nella cornice sociale di CASA DELLA COOPERAZIONE, un bene confiscato alla mafia che oggi è luogo di condivisione e promozione di eventi culturali, arte, pratiche di sviluppo condivise e partecipative, pratiche di cooperazione e solidarietà.

Auguriamo alle nuove terapeute di poter sempre portare avanti la passione che le ha contraddistinte in questi anni di formazione nella loro vita e nella loro pratica professionale.

 

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Congratulazioni ai nuovi Psicoterapeuti della Gestalt – Siracusa


Giorno 25 Giugno 2019, nella sede dell’Istituto di Gestalt HCC Italy di Siracusa hanno ottenuto il diploma di Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt:

  1. BARBAGALLO ROSA ANNA Titolo Tesi “I Disturbi del Comportamento Alimentare: l’esperienza in gruppo con soggetti obesi e bulimici, secondo una visione gestaltica” – Relatore: Dott. Giuseppe Mirone.
  2. BUFALINO CHIARA Titolo Tesi “I Gruppi Multifamiliari nell’ottica della Psicoterapia della Gestalt” – Relatore: Dott. Salvatore Greco e Dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb; 
  3. DELL’AQUIA MARZIA Titolo Tesi “Al confine di contatto con gli anziani, la ricerca di vitalità dietro una superficie dolorosa” – Relatore: Dott.ssa Paola Vianello;
  4. D’AMBRA VALERIA Titolo Tesi “Giovani adulti con Sindrome Down: il lavoro di gruppo in Psicoterapia della Gestalt” – Relatore: Dott. Giuseppe Sampognaro.

Mille auguri dall’Istituto di Gestalt HCC Italy e tutto lo staff!

 

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Auguri ai nostri nuovi specializzati in Psicoterapia della Gestalt!


Venerdì 21 Giugno 2019 presso la sede di Milano dell’Istituto di Gestalt HCC Italy hanno conseguito il diploma di specializzazione in Psicoterapia della Gestalt:

  • MACULAN VALENTINA
    Titolo Tesi “L’approccio gestaltico nella consulenza di carriera”
    Relatore: Dott.ssa Jlenia Baldacchino;
  • FALCO FEDERICA
    Titolo Tesi “Lasciarsi trasformare dal dolore: un modello estetico nella gestione del lutto perinatale per gli operatori sanitari”
    Relatore: Dott. Fabrizio Demaria;
  • PANTO’ FRANCESCA
    Titolo Tesi “Corpi in movimento nella prospettiva gestaltica Un’esperienza di danzamovimentoterapia con pazienti gravi”
    Relatore: Dott.ssa Silvia Tosi;

  • CORSIGLIA FEDERICA
    Titolo Tesi “Psicoterapia della Gestalt e Yoga: un incontro possibile?”
    Relatore: Dott.ssa Maria Mione.

Trovare la bellezza non vuol dire solo arrivare ad una meta ma godersi la strada..
Auguri ai nuovi specializzati della Gestalt..che questa vostra meta apra a nuovi affascinanti percorsi!

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Seminari di perfezionamento e supervisione per psicoterapeuti con Margherita Spagnuolo Lobb


I seminari di supervisione sono un’occasione di scambio tra colleghi e di aggiornamento sulle nuove competenze terapeutiche oggi richieste.
Il ruolo dello psicoterapeuta è fondamentale nella società contemporanea. Essere efficaci con i pazienti implica dare un contributo generativo alla comunità di cui gli psicoterapeuti fanno parte.

I campi psicopatologici della violenza
Viviamo in un mondo sempre più desensibilizzato e violento. I traumi frequenti (sperimentati in modo diretto o mediato) e le condizioni difficili della nostra società minacciano il senso di sicurezza delle persone, che non riescono a sintonizzarsi sulle emozioni (proprie e altrui) e creano campi esperienziali in cui vige la paura e la violenza, agita o subita. Queste esperienze di violenza e di paura arrivano nei nostri studi e ci trovano a volte impreparati come psicoterapeuti. Siamo stati formati a valori di rispetto e ascolto, lontani ormai dalle possibilità percepite dai nostri pazienti. Abbiamo bisogno di riflettere sulle nostre prassi psicoterapiche, così come sul nostro vissuto personale davanti a gesti e situazioni che una volta erano del tutto impensabili. Nel nostro ruolo terapeutico, non possiamo anche noi abituarci alla paura e alla violenza.
I tre seminari di supervisione offriranno chiavi di lettura gestaltiche per le varie forme di violenza percepita, inserendole in un frame psicopatologico capace di orientare la nostra comprensione e i nostri interventi.
Come risensibilizzare il confine di contatto e favorire la capacità di accogliere la novità inaspettata, non perdendo il senso unitario del sé? Questo il problema che si pone allo psicoterapeuta oggi.
La focalizzazione sul tema della violenza nelle varie esperienze psicopatologiche non esclude la possibilità di supervisioni di altri casi.

 

Primo seminario
Il campo narcisistico della violenza 

Secondo seminario
Il campo borderline della violenza 

Terzo seminario
Il campo traumatico della violenza

Per conoscere le date, gli orari e avere maggiori dettagli su ogni seminario: scarica la brochure

 

I seminari di supervisione si svolgono presso la sede dell’Istituto di Gestalt HCC Italy di Milano e di Siracusa.

Verrà rilasciato un attestato di frequenza al “Corso di supervisione per psicoterapeuti. I campi psicopatologici della violenza – edizione 2019”.
Sono attribuiti al corso crediti ECM, per psicologi e medici (tutte le discipline).

 

Clicca qui per saperne di più

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Psicopatologia a Helsinki


Si è concluso il corso sulla Psicopatologia organizzato da una associazione finlandese Finnish Gestalt Therapy Association. A concluderlo è stato il direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy Margherita Spagnuolo Lobb nelle date 6-7-8 Dicembre 2018. Riportiamo una dichiarazione della dottoressa in merito all’esperienza condotta: 

L’ultimo seminario del programma di psicopatologia a Helsinki è stata un’esperienza di incontro, ognuno con la propria profonda umanità, condividendo esperienze dolorose, sfide professionali e la gioia di stare insieme. Buona vita a tutti!Margherita Spagnuolo Lobb 

Riportiamo anche le parole di una psicoterapeuta partecipante all’evento:
“In questi tre giorni sono stata circondata dal mare della cura: ho accolto l’alterità, ho assistito alla trasformazione sotto i miei occhi e sono profondamente grata di far parte della famiglia gestaltica. Ringrazio la Finnish Gestalt Therapy Association per aver organizzato questo studio straordinario ” I fondamenti dell’approccio gestaltico alla psicopatologia”. Questo ultimo seminario, tre giorni intensivi di apertura della mente, lo abbiamo trascorso con una grande autrice, psicologa, psicoterapeuta della Gestalt Therapy, il fondatore e direttore dell’Istituto di Gestalt HCC, la dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb che ci ha dato molte nuove nozioni, ad esempio “la conoscenza relazionale estetica”. In questo seminario ci siamo concentrati sul tema “Esperienze narcisistiche e borderline: progressi nella terapia della Gestalt”.  Personalmente sono così felice di questa forte connessione nel mio lungo viaggio con la danza: “La danza è per Margherita il concetto più appropriato per un approccio psicoterapeutico fenomenologico, estetico e sul campo, che descrive nei passaggi di danza procedurale tra psicoterapeuta e paziente. ”- www.gestaltitaly.com

Kirsi Tormi

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Master Breve in comunicazione e competenze relazionali


“..Una bellissima esperienza di crescita e confronto!”

Si è concluso, a Milano, il Master Breve in Comunicazione e Competenze Relazionali.
La formazione offerta dal Master breve è uno strumento fondamentale per tutti coloro che, a diversi livelli, sono impegnati in contesti educativi, sanitari, sociali e aziendali. Grazie all’articolazione della didattica in momenti teorici e pratico-esperienziali, anche i giovani neo-laureati o laureandi (psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, medici, avvocati, insegnanti, economisti , ingegneri, ecc.) possono trarre profitto da questo iter formativo, che si pone come completamento ideale degli studi universitari.

Utilità per la professione
Le competenze comunicative e relazionali acquisite nel Master-breve costituiscono una preparazione fondamentale per coloro che intendono svolgere una professione di aiuto o di coordinamento organizzativo, così come per coloro che, essendo già inseriti in un contesto lavorativo, sentono l’esigenza di sviluppare le proprie risorse, di promuovere e stimolare la consapevolezza personale su specifici temi.
La frequenza del Master-breve consente inoltre di acquisire strumenti operativi per:
– la gestione delle crisi
– il processo decisionale
– l’empowerment

Direttore del Corso
Dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb

Coordinamento didattico ed organizzativo
dott.ssa Susanna Marotta, dott.ssa Veruska Schillaci

Programma
Il Master ha una durata di 100 ore. Include inoltre 9 ore di formazione a distanza tramite piattaforma informatica. Si consiglia di affiancare alla formazione un percorso psicoterapico individuale.
Il Master si svolge in 7 weekend a cadenza mensile.
I seminari si svolgeranno il sabato dalle ore 10.00 alle ore 19.00 e la domenica dalle ore 9.00 alle ore 14.00.

Il Master tratterà approfonditamente i seguenti argomenti:
1. Introduzione al modello come approccio esperienziale-relazionale (Dott. Albino Macaluso)
2. La comunicazione nelle relazioni di aiuto: l’ ascolto empatico, il feedback e l’estetica del contatto (Dott.ssa Susanna Marotta)
3. L’esperienza corporea come competenza relazionale (Dott.sse Fabiola Maggio e Marilena Senatore)
4. Essere coppia oggi: comunicare tra intimità e alterità (Dott.ssa Teresa Borino)
5. La comunicazione creativa con i bambini e gli adolescenti (Dott.ssa Teresa Maggio e Veruska Schillaci)
6. Comunicazione, conflitto e la leadership nei gruppi di lavoro (Dott.ssa Angela Di Martino)
7. La creatività nelle relazioni (Dott.sse Margherita Spagnuolo Lobb e Susanna MarottaVeruska Schillaci)

Per maggiori info clicca qui

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Come il padre sente l’Attesa?


 

Fino ad oggi la letteratura sul tema della genitorialità si è concentrata prevalentemente sulla figura della madre e sul suo ruolo nel rapporto con il bambino appena nato. La paternità è rimasta sullo sfondo, come un dato per scontato: se quello materno è stato per secoli definito un istinto, quello paterno si è configurato come un ruolo prevalentemente economico‐disciplinare.

Solo recentemente la società ha cominciato a sostenere che  la genitorialità è un’impresa condivisa sia dalle madre che dai padri (Cabrera et al., 2000).

Uno dei segnali più rilevanti del cambiamento che ha investito la coppia e il rapporto padre-figlio è la maggiore partecipazione del padre dalla gestazione alla nascita del figlio, testimoniata ulteriormente dalla sua presenza in sala parto. Oggi, infatti, è consuetudine che i futuri papà partecipino ad alcuni incontri dei corsi preparto, siano presenti al momento della nascita dei figli, cambino i pannolini, leggano le favole, siano svegli la notte per cullare i neonati e indossino i marsupi.

La gravidanza, dunque, oltre che per la donna, costituisce un periodo di forte cambiamento e di intense emozioni anche per l’uomo, che deve prepararsi ad un cambiamento di ruolo e di identità.

Nonostante il coinvolgimento paterno durante la gravidanza sia un processo che si evolve in modo più lento rispetto a quello materno, ricerche recenti hanno messo in evidenza come nell’ultimo trimestre di gravidanza gli uomini abbiano già elaborato una rappresentazione del bambino e di sé come padre sufficientemente definita ed emotivamente connotata (Ammaniti, Tambelli, Odorisio, 2006).

Lo scopo del presente studio è indagare su come i padri vivono l’attesa del loro bambino attraverso una lettura gestaltica.
La ricerca si propone di osservare le tre funzioni del sé (es, io e personalità) durante lo sviluppo della genitorialità paterna, dove per sé, in Psicoterapia della Gestalt, si intende la capacità dell’organismo di fare contatto con il proprio ambiente, in modo spontaneo e creativo (Spagnuolo Lobb, 2011).

Nello specifico, si è ipotizzato che:

  • le funzioni del sé si manifestano in maniera diversa nei tre trimestri di gravidanza;
  • lo sviluppo della genitorialità paterna dipende dalla qualità della relazione di coppia.

Materiali e metodi

Allo studio hanno preso parte 114 papà in attesa di un figlio, di età compresa tra i 21 e i 43 anni (M=33), reperiti tra Gennaio ed Aprile 2018 attraverso studi ginecologici privati del Distretto Socio-Sanitario n. 34 di Carini e il Consultorio familiare di Partinico. In conformità con i presupposti della ricerca, il gruppo d’indagine è stato scelto in base all’assenza di:

  • patologie gravidiche;
  • problemi familiari;
  • gravi problemi di salute propri o di persone care;
  • serie difficoltà riguardanti la sfera lavorativa.

Data la scarsità di studi su questo tema in Italia e in linea con gli obiettivi della ricerca, è stato necessario costruire un questionario ad hoc sulle funzioni del sè. Esso, costituito da 18 domande, prende in considerazione tre aree: diventare padre, coppia genitoriale, rapporto con il bambino.

Inoltre, è stato somministrato il Family Adaptability and Cohesion Evaluation Scale (FACES III). Esso rappresenta la terza versione del questionario self-report progettato per valutare la coesione e la flessibilità della famiglia secondo il modello Circonflesso di Olson (1989), che nel campo della psicologia della famiglia rappresenta un’importante guida per la comprensione del funzionamento familiare.

Risultati

Mi sembra doveroso puntualizzare che, benchè nell’esporre la teoria del sé secondo la Psicoterapia della Gestalt sia utile distinguere le tre funzioni (es, io e personalità), in realtà esse operano insieme, dunque, nel prendere in esame i vissuti, è evidente come l’uno sia interconnesso all’altro, tanto da rendere difficile operare una distinzione netta tra di esse. La suddivisione, quindi, è puramente strumentale  ai fini espositivi.

Per quanto riguarda la funzione es, ciò che è emerso dai risultati è che i papà stanno complessivamente vivendo con serenità e tranquillità il periodo della gravidanza, dichiarano di aver provato gioia e felicità nel momento in cui hanno saputo dell’arrivo del bambino e ricordano una sensazione corporea di calore. In nessun caso i papà hanno manifestato gelosia per il fatto di sapere che il bambino c’è ma cresce in un altro corpo, dimostrando di non sentirsi esclusi da questa relazione. Appare significativo come la maggior parte dei papà abbia affermato di aver vissuto alcuni sintomi riconducibili alla sindrome della couvade, da quando hanno saputo dell’arrivo del figlio: nausea e vomito, voglie culinarie e aumento di peso.

Rispetto alla funzione personalità, è durante il secondo trimestre che i papà passano dal “sentirsi padre” all’”essere padre”, manifestando in questa fase un senso di appagamento e soddisfazione, dove la prima parola che viene associata alla parola padre risulta essere quella di “amore”. Il sentirsi parte attiva della gravidanza emerge, inoltre nel ritenere il proprio ruolo importantissimo fin dalle primissime fasi della vita del bambino e definendosi come padri affettuosi e giocherelloni.

Rispetto alla funzione io, infine, i papà che rientrano nel terzo trimestre di gravidanza sono quelli che più dimostrano di voler essere presenti e di esserci, non solo assistendo alla nascita del bambino, ma progettando spesso le cose da fare con lui, e di cui dovrà occuparsi dopo il parto, primo fra tutti creare un rapporto con il figlio. Essi sono perfettamente consapevoli che il loro bambino, subito dopo la nascita avrà bisogno di loro.

Nonostante la letteratura abbia delineato i “nuovi padri” come privi di un modello a cui ispirarsi poiché sono loro i pionieri della nuova paternità, i nostri papà sembrano avere le idee chiare su “chi” essere come padre: la nuova espressione della paternità è diventata più affettiva, pur non perdendo l’aspetto normativo. Dai risultati dei questionari emerge infatti che i papà avranno meno dubbi rispetto ai propri padri, su come comportarsi in certe situazioni, e vogliono differenziarsi da essi dando più regole da rispettare. Inoltre manifestano la volontà di una maggiore vicinanza e confidenza con il figlio a cui dimostrare più affetto e con cui trascorrere più tempo insieme.

L’ipotesi secondo cui lo sviluppo della genitorialità paterna è influenzata dalla relazione di coppia risulta essere confermata. Mettendo in relazione le risposte alle domande  riferite alla funzione personalità delle tre aree indagate (diventare padre, coppia genitoriale, rapporto con il bambino) con le risposte date al Faces III, emerge che, i papà con un’insoddisfazione di coppia bassa, ritengono di essere considerati un buon padre dalla propria partner e dimostrano di sentire un senso di appagamento e soddisfazione durante il periodo dell’attesa. Essi ritengono che il proprio ruolo sia molto importante nelle prime fasi di vita del bambino tanto da essere orientati  ad occuparsi più del rapporto con il figlio che non soltanto nel creare un ambiente confortevole o favorire il legame madre-bambino. I papà che provano un grado di insoddisfazione alto all’interno della coppia hanno dichiarato di aver provato confusione quando hanno saputo la notizia dell’attesa del bambino legata ad una sensazione corporea di respiro bloccato. Sono papà che sentono indifferenza nel pensare che il bambino cresce nel corpo della madre e non hanno vissuto nessuna delle condizioni che rientrano tra i sintomi della couvade.

Conclusioni

L’obiettivo da cui è partito il presente lavoro è stato quello di voler osservare, attraverso una lettura qualitativa gestaltica, come le funzioni del sé dei papà si manifestino durante l’attesa di un figlio. Dalla ricerca emerge una figura di padre che sembra avere maturato dei sentimenti paterni e idee abbastanza chiare riguardo all’ esperienza che sta vivendo, dove il legame col figlio sembra vissuto direttamente e non soltanto attraverso la madre. Emerge un padre attivo che vuole essere coinvolto e desidera partecipare alla nascita del figlio non come spettatore, ma come coprotagonista dell’evento. Non sembra avere paure particolari nè sembra voler nascondere sentimenti che un tempo sarebbero stati etichettati come femminili.

Così come confermato dalla presente ricerca, un’adeguata capacità supportiva tra i membri di una coppia e la qualità della loro relazione (essere co-genitori) svolge un ruolo importante anche per lo sviluppo e l’adattamento del bambino, già da quando è feto, se si considera che il nascituro è in uno stato di sviluppo neuro psicologico e i genitori, già in questa fase, instaurano con il figlio esperienze relazionali. Il modo in cui è presente il padre nel mondo interno della madre è determinante per le modalità di organizzazione della relazione con il bambino (Righetti & Sette, 2000).

La mia ricerca, condotta fino a questo punto, ha avuto uno scopo meramente esplorativo e ha proposto una lettura gestaltica del modo di sentire la paternità.

Ritengo, però che ci possano essere altri spunti per studi e ricerche approfondite. Seguendo un’ottica relazionale, come quella della teoria della Psicoterapia della Gestalt, sarebbe molto utile centrare l’attenzione su come cambia l’ambiente in relazione alla nascita del bambino. In particolare, ad esempio, si potrebbe esplorare come il padre sente che è cambiata la relazione con la madre di suo figlio, o ancora come sente sia cambiata la relazione con la propria madre ecc.. Ritengo che questo potrebbe avere una grande valenza a livello clinico.

 

Roberta Italiano
Psicologa, psicoterapeuta della Gestalt 
Specializzata presso Istituto di Gestalt HCC Italy 

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Jean-Marie Robine sarà ospite dell’Istituto di Gestalt HCC Italy


Il 23 Novembre 2018 a Milano Jean-Marie Robine sarà ospite dell’Istituto di Gestalt HCC Italy al convegno internazionale dal titolo ” L’estetica della relazione di cura. Riflessioni tra clinica, formazione e società.” un tema attuale poichè, in un lento processo, la crisi delle relazioni nella nostra società ha portato ad una preoccupante destabilizzazione delle istituzioni. Dalla posizione della società narcisistica che attribuiva al benessere personale il valore delle relazioni, al pensiero debole che cercava di accogliere il limite come fonte di nuovi territori, allo scarto prometeico descritto da Anders, in cui l’individuo non sa più per chi e per cosa lavora, la ribellione a oltranza sembra essere diventata il valore (vuoto) a cui attingere.

Come una lunga coda, questa crisi si è snodata fino alla desensibilizzazione attuale dei giovani, alla mancanza di contenimento delle relazioni educative, al deterioramento delle condotte sociali e alla confusione di ruoli. Tutte le relazioni di cura hanno bisogno di un nuovo sguardo e di nuove tecniche. Come Merleau-Ponty (1965; 1979) ci ricorda, la conoscenza fenomenologica implica ogni volta un “ri-apprendere a guardare” e dunque è strettamente legata al giudizio estetico.

L’approccio gestaltico propone strumenti fenomenologici in un’ottica di campo: chi fornisce la cura e chi la riceve condividono un campo esperienziale, in cui è possibile ricostituire il senso di sé e riconoscere il processo di adattamento creativo che ogni sofferenza implica.
Ciò consente alla psicoterapia di passare da un modello estrinseco di salute ad un modello estetico, basato sulla percezione attuale dell’incontro tra terapeuta e paziente, quindi su fattori intrinseci alla relazione.

Il convegno ospiterà un dialogo sull’ottica estetica nella clinica, nella formazione e nella società e sui valori rivoluzionari che essa porta in questi ambiti.

 

Per maggiori informazioni sull’evento e per richiedere la partecipazione clicca qui 

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Master in Arteterapia.


Arteterapia come arte del contatto: la creatività nelle relazioni di aiuto.

Perchè partecipare al Master in Arteterapia?
La psicoterapia della Gestalt, in accordo con le più accreditate teorie delle neuroscienze, sostiene da tempo ciò che oggi è universalmente riconosciuto: tutti noi siamo creativi nella nostra quotidianità, poiché possediamo la dote innata di entrare in risonanza con lo stato emotivo di coloro con cui stabiliamo un contatto. Possiamo, però, vivere questa creatività relazionale in modo più pieno ed efficace se impariamo a sviluppare la nostra capacità di sentirevedereascoltare, narrare, muoverci e stupirci di fronte al dolore nostro e dell’altro, e nel cogliere la bellezza nascosta anche nella sofferenza. E’ questa – assieme al superamento della paura del ridicolo e della vergogna –  la base ottimale per instaurare una relazione di aiuto che, in ogni ambito (terapeutico, educativo, riabilitativo), può risultare efficace e facilitare il contatto umano attraverso la co-creazione di forme artistiche.

 

Quali sono gli obiettivi del Master?
Fornire ai partecipanti esperienze di sensibilizzazione e di sperimentazione creativa attraverso:

  • la consapevolezza del sentire e del movimento corporeo
  • l’uso delle immagini e della fotografia
  • la scrittura creativa
  • la lettura del linguaggio cinematografico
  • l’espressione musicale del sé

Particolare attenzione è posta nel far sì che i corsisti sviluppino una mentalità creativa – ispiratrice del modello terapeutico gestaltico – che consenta di: prendere consapevolezza della propria duttilità espressiva; facilitare la stessa consapevolezza nella persona di cui ci si prende cura; utilizzare i diversi canali espressivi (arte come “ponte” relazionale) per entrare in risonanza con l’Altro;  integrare le varie esperienze in modo da poter elaborare percorsi personali e originali, secondo le inclinazioni e le finalità di ciascuno.

 

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