L’estetica della relazione di cura.


Il 23 Novembre 2018 a Milano si terrà il convegno internazionale con Jean-Marie Robine dal titolo “L’estetica della relazione di cura. Riflessioni tra clinica, formazione e società.” organizzato dall’Istituto di Gestalt HCC Italy.

In un lento processo, la crisi delle relazioni nella nostra società ha portato ad una preoccupante destabilizzazione delle istituzioni e alla desensibilizzazione attuale dei giovani, alla mancanza di contenimento delle relazioni educative, al deterioramento delle condotte sociali e alla confusione di ruoli.

Tutte le relazioni di cura hanno bisogno di un nuovo sguardo e di nuove tecniche. Come Merleau-Ponty (1965; 1979) ci ricorda, la conoscenza fenomenologica implica ogni volta un “ri-apprendere a guardare” e dunque è strettamente legata al giudizio estetico.

L’approccio gestaltico propone strumenti fenomenologici in un’ottica di campo: chi fornisce la cura e chi la riceve condividono un campo esperienziale, in cui è possibile ricostituire il senso di sé e riconoscere il processo di adattamento creativo che ogni sofferenza implica. Ciò consente alla psicoterapia di passare da un modello estrinseco di salute ad un modello estetico, basato sulla percezione attuale dell’incontro tra terapeuta e paziente, quindi su fattori intrinseci alla relazione.

Il convegno ospiterà un dialogo sull’ottica estetica nella clinica, nella formazione e nella società e sui valori rivoluzionari che essa porta in questi ambiti.

Durante il convegno sarà presentato il libro:
Sé. Una polifonia di psicoterapeuti della Gestalt contemporanei
A cura di J.M. Robine (2018), FrancoAngeli editore

Destinatari
Psicoterapeuti, psicologi, medici, sociologi, assistenti sociali, professionisti delle relazioni d’aiuto ed educative, studenti universitari.

 

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Formazione internazionale all’Istituto di Gestalt di Minsk


Tra il 7 e il 9 settembre 2018, Margherita Spagnuolo Lobb ha condotto l’ultimo seminario di formazione sulla terapia gestalt familiare presso l’Istituto Gestalt di Minsk, presieduta da Elena Lasaja.

Il programma è durato 3 anni e ha incluso argomenti riguardanti la terapia gestaltica di famiglia, la terapia gestaltica con i bambini, la terapia gestalt delle coppie e un modello estetico per lavorare con i genitori.

Altri conduttori sono Silvia Tosi e Piero Cavaleri, dell’Istituto di Gestalt HCC Italy.

I partecipanti erano tutti psicologi, psichiatri e medici già formati in terapia della gestalt.

Tre anni pieni di incontri profondamente umani – e strumenti clinici per lavorare con famiglie, bambini, genitori e coppie.

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Jean-Marie Robine sarà ospite dell’Istituto di Gestalt HCC Italy


Il 23 Novembre 2018 a Milano Jean-Marie Robine sarà ospite dell’Istituto di Gestalt HCC Italy al convegno internazionale dal titolo ” L’estetica della relazione di cura. Riflessioni tra clinica, formazione e società.” un tema attuale poichè, in un lento processo, la crisi delle relazioni nella nostra società ha portato ad una preoccupante destabilizzazione delle istituzioni. Dalla posizione della società narcisistica che attribuiva al benessere personale il valore delle relazioni, al pensiero debole che cercava di accogliere il limite come fonte di nuovi territori, allo scarto prometeico descritto da Anders, in cui l’individuo non sa più per chi e per cosa lavora, la ribellione a oltranza sembra essere diventata il valore (vuoto) a cui attingere.

Come una lunga coda, questa crisi si è snodata fino alla desensibilizzazione attuale dei giovani, alla mancanza di contenimento delle relazioni educative, al deterioramento delle condotte sociali e alla confusione di ruoli. Tutte le relazioni di cura hanno bisogno di un nuovo sguardo e di nuove tecniche. Come Merleau-Ponty (1965; 1979) ci ricorda, la conoscenza fenomenologica implica ogni volta un “ri-apprendere a guardare” e dunque è strettamente legata al giudizio estetico.

L’approccio gestaltico propone strumenti fenomenologici in un’ottica di campo: chi fornisce la cura e chi la riceve condividono un campo esperienziale, in cui è possibile ricostituire il senso di sé e riconoscere il processo di adattamento creativo che ogni sofferenza implica.
Ciò consente alla psicoterapia di passare da un modello estrinseco di salute ad un modello estetico, basato sulla percezione attuale dell’incontro tra terapeuta e paziente, quindi su fattori intrinseci alla relazione.

Il convegno ospiterà un dialogo sull’ottica estetica nella clinica, nella formazione e nella società e sui valori rivoluzionari che essa porta in questi ambiti.

 

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Wolfgang Tschacher e l’Istituto: quale contributo per la formazione?


Di cosa trattava il convegno organizzato dall’Istituto di Gestalt HCC Italy?

Il convegno internazionale di studio Corporeità e psicopatologia. Psicoterapia della Gestalt e nuovi sviluppi scientifici sulla sincronia terapeutica ha permesso di dialogare intorno al tema della sincronia come elemento centrale della relazione, dalla relazione terapeutica a quelle primarie.

Dal contributo di  Wolfgang Tschacher che ha esposto le sue ricerche sul tema mostrando come sia possibile utilizzare una metodologia quantitativa in un campo esplorato principalmente dalla ricerca qualitativa, e dal contributo di Margherita Spagnuolo Lobb, che ha illustrato il modello osservativo dei passi di danza grazie a cui è possibile notare la diade caregiver-bambino nella loro interazione reciproca, si sono svolte riflessioni su come la sincronia sia possibile nelle diverse condizioni di sofferenza psichica anche grazie all’apporto fornito dalle Neuroscienze.

Dott. Francesco Lotta

Qual è il pensiero nuovo che ha apportato e a cosa serve nella relazione di cura? 

Il pensiero nuovo apportato dalle giornate del congresso è che la sincronia è un elemento della relazione incarnata traducibile in chiave quantitativa. Le ricerche di Wolfgang Tschacher hanno, infatti, reso possibile una discussione sulla rilevazione dei parametri fisiologici dei movimenti sincronici tra terapeuta e paziente, tra caregiver e bambino e nelle coppie.

Dagli studi presentati è emerso come la sincronia, definita dallo stesso Tschacher il qui e ora gestaltico, sia correlata positivamente con l’alleanza terapeutica, con l’attaccamento sicuro del paziente e con la self-efficacy di quest’ultimo. Come nell’esempio dei metronomi, inizialmente desincronizzati e, con il supporto del campo, in un secondo momento coinvolti in un movimento sincronico, allo stesso modo, nel corso del processo terapeutico è possibile rilevare come a partire da una desincronizzazione tra paziente e terapeuta, si arrivi, attraverso un campo che sostiene, a una sincronizzazione.

Parlare di sincronia implica, pertanto, un riferimento alla condizione del tempo, un “tempo-con”, un tempo che si declina nella relazione con l’altro. In altre parole, il tempo è sempre situato in una situazione vissuta tra corpi, assume significato in una dimensione intercorporea, in un contesto relazionale incarnato, in un processo che viene condiviso e co-costruito con l’altro. La psicopatologia è, dunque, una mancanza di sintonia, di riconoscimento dell’altro.

I dati empirici sulla sincronia possono risultare un valido supporto nella cura della sofferenza attuale, poiché sincronizzare i movimenti del corpo aiuta a stabilire una intesa inter-cerebrale; da qui l’importanza, in un setting strutturato, di osservare la reciprocità tra paziente e terapeuta come strumento di costruzione di un ground sicuro. Tale riflessione è, dunque, fondamentale a livello clinico-terapeutico: occorre interrogarsi su come ripristinare i processi sincronici attraverso la regolazione nella relazione tra organismo e ambiente.

Dott.sse Alessandra Vela e Marilena Di Pasqua 

Che cosa dice di specifico la psicoterapia della Gestalt secondo il direttore e i didatti dell’Istituto?

La Psicoterapia della Gestalt propone lo sviluppo di un modello in cui la sincronia si declina come incontro di due unicità: chi si prende cura e chi si affida all’altro.

In occasione del convegno internazionale con Wolfgang Tschacher – uno degli studiosi più autorevoli in rapporto alle ricerche sulla sincronia tra terapeuta e paziente – il direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, Margherita Spagnuolo Lobb, ha trattato la sincronia a partire dalle relazioni primarie e ha  presentato il suo modello che guarda alla relazione madre/bambino come una danza il cui focus di osservazione non è più soltanto il bambino ma il campo fenomenologico in cui è inserito e la reciprocità della relazione stessa, il reciproco muoversi verso l’altro che caratterizza la vita di tutti.

“La danza può essere definita come il modo in cui due persone si intuiscono, si vedono e si riconoscono a vicenda, si adattano l’uno all’altro, fanno passi coraggiosi insieme, si divertono, si raggiungono, si lasciano andare all’altro e si prendono cura dell’altro” (M. Spagnuolo Lobb, 2016).

I passi di danza non sono intesi in termini maturativi e sequenziali ma come competenze autonome in interazione reciproca che si sviluppano e si intrecciano nell’arco della vita e che ci aiutano a capire cosa accade nel “tra”, al confine di contatto tra il bambino e il suo ambiente.  In altre parole, la melodia che il bambino impara a suonare fa parte a sua volta di un’opera musicale più ampia, che si crea nel campo fenomenologico. Questo si verifica sia nelle relazioni primarie che nella relazione terapeuta/paziente.

Il direttore, citando gli studi di Stern sul now moment,  mette in luce come il cambiamento avviene all’interno di un sistema caotico e in modo imprevedibile. Durante l’incontro terapeutico, per esempio, avviene qualcosa di assolutamente nuovo che crea il momento propizio; il terapeuta deve coglierlo e farlo diventare momento di incontro e contatto pieno.

I passi di danza sono pertanto per la Psicoterapia della Gestalt un modo per studiare come incontrarci nel momento propizio e la relazione terapeutica è il luogo della cura, il confine in cui avviene l’affidarsi del paziente ad una nuova storia e il configurarsi del terapeuta come altro capace di ascoltare e sentire ciò che precedentemente non è stato ascoltato e sentito.  Secondo la conoscenza relazionale estetica propria della Psicoterapia della Gestalt, il terapeuta è parte del campo esperienzale del paziente, usa la propria risonanza per comprendere la situazione e per  cogliere la sua intenzionalità di contatto. La terapia così concepita, diventa luogo ed esperienza del reciproco riconoscimento.  La scoperta dei neuroni specchio (Gallese, 2006) e delle neurocezioni (Porges) sono l’evidenza scientifica della capacità umana di cogliere l’intenzionalità altrui e dell’intercorporeità dell’esperienza. Il Dott. Pietro A.Cavaleri, didatta e psicoterpaeuta della Gestalt, rifacendosi alla teoria polivagale, spiega la sincronia come esperienza che  si basa  su un processo neurale, distinto dalla percezione e che sfugge alla consapevolezza,  ma che si attiva nel momento dell’incontro con l’altro. Qui –  afferma Cavaleri – si coglie in pieno l’importanza del sincronizzarsi: tutto si decide su elementi neurocettivi mediati dal corpo.

Studi recenti hanno evidenziato che alcuni disturbi psichiatrici sono legati all’incapacità di esprimere comportamenti sociali approppriati. Per questo come sottolineato dall’intervento della Dott.ssa Valeria Rubino, psichiatra, didatta e psicoterapeuta della Gestalt,  l’attenzione alla sincronia diventa indispensabile quando lavoriamo con l’esperienza psicotica, quando cioè non è sufficiente il linguaggio verbale a mediare il rapporto terapeutico. Gli psicotici vivono un’esperienza molto angosciante e, per aiutarli, dobbiamo essere in grado semplicemente di stargli accanto nella loro esistenza, ed è questo stare con l’altro e la sua angoscia a costituire il sostegno allo sfondo esperienziale di cui il paziente necessita per portare avanti la sua tensione verso il cambiamento. In linea con quanto esposto dalla Dott.ssa Rubino, il dott. Miclele Cannavò, psichiatra, psicoterapeuta e didatta dell’Istituto,  presenta un’esperienza di sincronie corporee attraverso l’uso delle immagini condotta in una comunità di cura per pazienti con disturbi gravi.  Diventa di grande importanza il ruolo dell immagini nel sostenere ciò che emerge nel qui ed ora della relazione; esse diventano ground in grado di facilitare l’incontro tra terapeuta e paziente. Infine, particolarmente suggestivo, l’intervento del Dott. Giuseppe Sampognaro, didatta e psicoterapeuta della Gestalt, che ricollegandosi al potere dell’uso dell’immagine per lavorare sul vissuto percettivo della persona, si sofferma sull’esperienza terapeutica come sincronia dei vissuti. Noi come terapeuti della Gestalt, per centrare l’obiettivo del contatto pieno, dobbiamo partire dai sensi e abbandonarci alla dinamica per cui percepire significa “prendere” ciò che a noi serve, ciò che fa figura, ciò che ci punge, per entrare nell’esperienza della persona con cui lavoriamo.

Dott.ssa Mariacatena Perrone

 

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Aspettando Ruella Frank..


L’Istituto di Gestalt Hcc Italy è pronta ad accogliere Ruella e a partecipare ai seminari che condurrà i giorni 8 e 9 per gli allievi della scuola di specializzazione in psicoterapia della sede di Milano e il 10 e 11  destinato a  psicologi, medici, psicoterapeuti e professionisti del movimento corporeo.

Gli schemi di movimento ci raccontano del paziente che abbiamo di fronte, del modo in cui esprime il suo sé nel mondo, della sua intenzionalità di contatto, della sua storia evolutiva, e dell’insieme dei suoi adattamenti creativi, ed in questo senso rappresentano una lente privilegiata per lo stare-con.

Sarà una grande gioia ospitare Ruella ed imparare dalla sua passione per il corporeo e per il movimento, e riflettere con lei sull’importanza della dimensione cinestetica che, insieme ad una fenomenologica ed estetica,  da forma al tra della relazione paziente e terapeuta.

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Siracusa: la bellezza e l’esperienza della sofferenza umana.


30 psicoterapeuti da tutta Europa e Russia in un simposio a Siracusa.

L’incontro degli psicoterapeuti europei a Siracusa conclude una formazione biennale per esplorare la psicopatologia delle relazioni umane e i disturbi contemporanei.

Margherita Spagnuolo Lobb, Psicologa e Psicoterapeuta, è cittadina siracusana. Ha fondato l’Istituto di Gestalt HCC, già nel 1979, qui a Siracusa, e dirige tra l’altro questa formazione internazionale, assieme a Gianni Francesetti, uno psichiatra di Torino.

“Il nostro scopo è portare psicoterapeuti internazionali nel cuore della bellezza e della cultura siracusana. Godere della bellezza di questa città e nello stesso tempo crescere nelle competenze professionali. Siracusa offre un ambiente in linea con l’estetica a cui si ispira la psicoterapia della Gestalt: fare esperienza della bellezza di Siracusa, delle persone e della sua storia si coniuga bene con la capacità di vedere la bellezza delle relazioni umane nella loro complessità – con le gioie e i dolori della vita”, afferma la dott.ssa Spagnuolo Lobb.

La possibilità di condividere idee ed esperienze fa emergere una verità, come afferma una partecipante: “Essere a Siracusa è in netto contrasto con il clima norvegese, freddo e buio”, dice Helene Fellman, una psicoterapeuta di Oslo. “Questo ci dimostra come la psicopatologia esiste al di là dei confini della propria nazione, delle culture e dei climi. E’ facile pensare che nel sole e nel calore della Sicilia non ci si può sentire tristi, soli o angosciati. Ma è chiaro che sentimenti come la sofferenza o la gioia sono qualcosa di molto più complesso del semplice influsso ambientale”.

I partecipanti al simposio vogliono esprimere la loro gratitudine ai cittadini di Siracusa, per la loro gentilezza e ospitalità, e un caloroso ringraziamento a Margherita Spagnuolo Lobb e a Gianni Francesetti per avere creato questa occasione di crescita e avere generosamente condiviso la loro esperienza con i loro colleghi europei.

Rolf Aspestrand, participant and Gestalt psychotherapist, MNGF (Norway)

 

 

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