Corso gratuito di preparazione all’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione di psicologo (sez. A)


L’Istituto di Gestalt HCC Italy organizza un corso di preparazione all’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione di psicologo (sez. A) presso la sede di Palermo.
Il corso fornisce conoscenze pratiche e indicazioni per poter affrontare la seconda prova (la progettazione di interventi complessi) e la prova orale (legislazione e deontologia professionale) dell’Esame di Stato.

In cosa consiste l’Esame di Stato?

  1. Prima prova scritta su aspetti teorici e applicativi avanzati della psicologia, progettazione di interventi complessi su casi individuali, in ambito sociale o di grandi organizzazioni, con riferimento alle problematiche della valutazione e dello sviluppo delle potenzialità personali;
  2. Seconda prova scritta su progettazione di interventi complessi con riferimento alle problematiche della valutazione dello sviluppo delle potenzialità dei gruppi, della prevenzione del disagio psicologico, dell’assistenza e del sostegno psicologico, della riabilitazione e della promozione della salute psicologica;
  3. Terza prova scritta (applicativa) concernente la discussione di un caso relativo ad un progetto di intervento su individui ovvero in strutture complesse;
  4. Prova orale su argomenti delle prove scritte e su questioni teorico-pratiche relative all’attività svolta durante il tirocinio professionale, nonché su aspetti di legislazione e deontologia professionale.

Il corso organizzato dall’Istituto è gratuito, rivolto a laureati in psicologia, ma destinato a un numero limitato di partecipanti fino a esaurimento posti.
Per conoscere il programma dei singoli incontri clicca qui

 

Ricorda che per iscriversi è necessario inviare una richiesta a questo link.

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Ti aspettiamo!

 

 

 

 

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Il ruolo del perito psicologo nei processi di nullità matrimoniale


Cosa è la perizia in ambito canonico?

La perizia in ambito canonico è un’area di applicazione della psichiatria forense e della psicologia giuridica. Al perito psicologo o allo psichiatra viene richiesto di valutare la capacità matrimoniale, ogni qualvolta è necessario un parere tecnico motivato e fondato su determinate conoscenze scientifiche, in questo caso in materia psichiatrica e psicologica. Il compito dell’esperto è quello di rilevare eventuali cause psichiche, presenti al momento della celebrazione del matrimonio, che possano determinarne la nullità, tramite le teorie e le metodologie tipiche della propria disciplina applicata al settore forense.

heartsickness-428103_1280Quante sono le richieste di nullità matrimoniale in Italia per cause di natura psichica?

Le richieste di nullità del matrimonio per cause di natura psichica sono in continuo aumento, come rilevano le statistiche dei vari Tribunali Ecclesiastici. Diversi studiosi collegano tale aumento all’intrinseco legame tra le caratteristiche della società liquida post-moderna e lo svilupparsi di fragilità psicologiche e disagi familiari, culturali, sociali e religiosi che vedono coinvolte, soprattutto, le nuove generazioni.

Per quali capi di nullitá viene richiesta la perizia dell’esperto in scienze psicologiche o psichiatriche?

Sono quelli che fanno riferimento al Canone 1084 (impotentia coeundi) e al Canone 1095 § 1, 2 e 3 (carenza di sufficiente uso di ragione, grave difetto di discrezione di giudizio circa la scelta matrimoniale, incapacitá di assumere gli oneri coniugali per motivi di natura psichica).

Quale è il ruolo dello psicologo nei processi di nullità matrimoniale?

Lo psicologo, chiamato dal giudice in qualità di perito, dovrebbe:

– essere in grado di riconoscere i disturbi di natura psichica;

– valutare se tali disturbi sono antecedenti o meno all’epoca delle nozze;

– esprimersi sull’immaturità psicoaffettiva della persona, sulle sue capacità volitive ed elettive;

– esprimersi sul suo grado di libertà interiore nell’esprimere un atto decisionale importante come quello del consenso matrimoniale.

sunset-3087474_640Quali passaggi deve seguire uno psicologo per valutare i casi di nullità matrimoniale?

Il giudice normalmente nomina un perito, scelto tra i professionisti che hanno segnalato al Tribunale la loro competenza documentata in questo settore. E’ facoltà del giudice nominare più di un perito, richiedendo in tal caso una relazione unica o due distinte relazioni. Come avviene in ambito civile e penale, anche nel campo canonico il giudice non è vincolato al parere espresso dai periti, ma è ovviamente interessato a leggere la perizia e al fatto che il lavoro svolto sia altamente professionale.

Dopo aver ricevuto l’incarico dal giudice, lo psicologo, presa visione degli atti di causa, organizza una serie di incontri con una delle due parti coinvolte e/o con entrambe per un approfondimento psicodiagnostico della personalitá e della storia relazionale della coppia. I colloqui possono essere seguiti dalla somministrazione dei tests, se il perito lo ritiene necessaio.

La perizia dovrà quindi ripercorrere la storia della coppia sin dall’epoca del fidanzamento, contenere una parte descrittiva della personalità, una diagnosi psicopatologica secondo le categorie diagnostiche universalmente riconosciute ed esprimersi, infine, sui quesiti specifici del giudice relativi al singolo capo di nullitá.

L’ importanza della formazione in ambito peritale

Come spesso accade, le capacità di un professionista si costruiscono gradualmente con una serie di esperienze formative che partono dall’università e si completano con corsi ad-hoc.

La proposta che l’Istituto di Gestalt HCC Italy da diversi anni sta portando avanti in ambito forense (vedi Master forense, Master psicodiagnostica, etc..) è quella di affiancare strumenti pratici (quali roleplaying, case-studies, esercitazioni guidate in piccoli gruppi) alla teoria sviluppata nel campo della psicoterapia della Gestalt e all’esperienza di professionisti del settore.Viene quindi proposto un corso breve ECM dal titolo “Il matrimonio nel diritto canonico e i casi di nullità matrimoniale. Il ruolo del perito psicologo” che si svolgerà a Palermo il 27-28 ottobre 2018 al fine di chiarire la funzione del perito psicologo nei procedimenti canonici di nullità matrimoniale.

Il seminario sarà introdotto dall’avvocato canonista Sergio Bellafiore, iscritto all’albo degli avvocati presso il TEIS (Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Siculo) che tratterà i seguenti moduli:

– il matrimonio come atto giuridico e sacramento nell’ambito del diritto canonico,;

– l’iter processuale necessario per ottenere la dichiarazione di nullità matrimoniale da parte del Tribunale Ecclesiastico competente;

– i capi di nullità (singoli motivi) per cui è possibile adire il tribunale.

La parte tecnica dell’avvocato è affiancata dalla psicoterapeuta, dott.ssa Angela Basile, iscritta all’albo dei periti del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Siculo, la quale tratterà il ruolo del perito psicologo nei processi di nullità matrimoniale.

Il secondo giorno di corso sarà dedicato alle esercitazioni pratiche sulla stesura della perizia psicologica e all’esemplificazione di varie tipologie di casi trattati.

Per informazioni sul programma, attestato ECM e costi è disponibile questa pagina web

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Master in Arteterapia.


Arteterapia come arte del contatto: la creatività nelle relazioni di aiuto.

Perchè partecipare al Master in Arteterapia?
La psicoterapia della Gestalt, in accordo con le più accreditate teorie delle neuroscienze, sostiene da tempo ciò che oggi è universalmente riconosciuto: tutti noi siamo creativi nella nostra quotidianità, poiché possediamo la dote innata di entrare in risonanza con lo stato emotivo di coloro con cui stabiliamo un contatto. Possiamo, però, vivere questa creatività relazionale in modo più pieno ed efficace se impariamo a sviluppare la nostra capacità di sentirevedereascoltare, narrare, muoverci e stupirci di fronte al dolore nostro e dell’altro, e nel cogliere la bellezza nascosta anche nella sofferenza. E’ questa – assieme al superamento della paura del ridicolo e della vergogna –  la base ottimale per instaurare una relazione di aiuto che, in ogni ambito (terapeutico, educativo, riabilitativo), può risultare efficace e facilitare il contatto umano attraverso la co-creazione di forme artistiche.

 

Quali sono gli obiettivi del Master?
Fornire ai partecipanti esperienze di sensibilizzazione e di sperimentazione creativa attraverso:

  • la consapevolezza del sentire e del movimento corporeo
  • l’uso delle immagini e della fotografia
  • la scrittura creativa
  • la lettura del linguaggio cinematografico
  • l’espressione musicale del sé

Particolare attenzione è posta nel far sì che i corsisti sviluppino una mentalità creativa – ispiratrice del modello terapeutico gestaltico – che consenta di: prendere consapevolezza della propria duttilità espressiva; facilitare la stessa consapevolezza nella persona di cui ci si prende cura; utilizzare i diversi canali espressivi (arte come “ponte” relazionale) per entrare in risonanza con l’Altro;  integrare le varie esperienze in modo da poter elaborare percorsi personali e originali, secondo le inclinazioni e le finalità di ciascuno.

 

SCOPRI TUTTI I DETTAGLI 
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La psicoterapia della Gestalt con le coppie.


Corso ECM di perfezionamento e supervisione per psicoterapeuti condotto da Margherita Spagnuolo Lobb.

Nel lavoro psicoterapeutico con le coppie convergono due problemi fondamentali della società contemporanea: la desensibilizzazione corporea e la difficoltà di restare nelle relazioni. L’evoluzione sociale ha portato ad un disorientamento nelle relazioni di coppia: quando si può dire di essere coppia? E come si fa a restare coppia? Le difficoltà delle coppie oggi non riguardano più, come un paio di decenni fa, il diritto di realizzarsi al di là del legame. Oggi le coppie patiscono un addormentamento dei sensi, una confusione nel desiderio verso l’altro o una noia. Il richiamo dell’altro è debole e incostante.

Lo psicoterapeuta deve trovare strumenti metodologici nuovi per aiutare le coppie a vivere la relazione con l’altro in modo piacevole e rilassato, imparando a sentirsi a casa nella terra straniera che il rapporto di coppia diventa quando non ci si sente visti nel desiderio e nei tentativi di raggiungersi.

Il corso offre un modello pratico di lavoro psicoterapico capace di risolvere queste nuove evidenze cliniche della coppia. E’ stato elaborato da Margherita Spagnuolo Lobb sulla scia della tradizione americana fondata da Sonia Nevis e Joseph Zinker. E’ stato finora pubblicato con il titolo “Essere al confine di contatto con l’altro: la sfida di ogni coppia”, nel libro il linguaggio segreto dell’intimità (curato da R. Lee) e nella rivista Terapia Familiare n. 86, 2008, pp. 55-73.

Programma

Il modello di lavoro gestaltico con le coppie verrà approfondito in due incontri:

Il setting gestaltico: fenomenologia ed estetica del campo di coppia
10 Ottobre 2018 dalle 14.30 alle 19.30

L’intervento gestaltico con le coppie: il sostegno al now-for-next
7 Novembre 2018 dalle 14.30 alle 19.30

La metodologia dei seminari sarà teorico-esperienziale. Ogni partecipante potrà confrontarsi con i propri processi relazionali e collegarli al proprio essere psicoterapeuta. I casi portati in supervisione non devono necessariamente essere riferiti al setting di coppia.

Scarica la brochure del Corso ECM

 

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Corso sui Disturbi dello Spettro Autistico


clinica ed ermeneutica gestaltica
con 50 crediti ECM.

Perchè partecipare?
Le recenti stime epidemiologiche dell’autismo ci informano che questa ‘condizione’ presenta un progressivo aumento della sua prevalenza. Per questa ragione è diventato necessario per gli operatori che si occupano di autismo sviluppare competenze, abilità e capacità di ragionamento clinico basate sulla conoscenza teorica e sull’esperienza pratica.

Il corso consente di acquisire competenze teorico-pratiche nell’ambito dello screening e della valutazione del profilo funzionale della persona con autismo, e  all’implementazione delle più adeguate scelte di trattamento evidence-based. Il corso, inoltre, farà conoscere ai partecipanti le più recenti ricerche scientiche nell’ambito dell’imaging e della robotica applicata all’autismo e le potenziali applicazioni al contesto clinico di tali ricerche scientiche.

Una parte del corso sarà dedicata alla visione e alla supervisione di casi clinici (attraverso la visione di video). In questo modo i corsisti potranno osservare e riflettere con i docenti sulla modalità di interazione terapeutica tra operatore, bambino e genitori.

Infine, durante le ore del Corso, i partecipanti svolgeranno Esperienze Pratiche Guidate (EPG) condotte da relatori con riconosciuta esperienza nazionale e internazionale nell’ambito del disturbo dello spettro autistico.

Chi può partecipare?
Il corso è rivolto a Psicologi, Neuropsichiatri Infantili, Pediatri di libera scelta, Terapisti della Riabilitazione Psichiatrica, Logopedisti, Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE), insegnanti di ogni ordine e grado, laureandi e specializzandi nelle discipline suddette.

Dove e quando si svolge il corso?
Il corso si svolge a Palermo, nella sede dell’Istituto di Gestalt HCC Italy.
Il corso ha una durata di 72 ore, le lezioni iniziano nel mese di ottobre 2018 e terminano nel mese di dicembre 2018 con i seguenti orari: Venerdì 10.00-18.00; Sabato 9.00-13.00, 14.00-18.00; Domenica 9.00-14.00
Il calendario completo delle lezioni sarà disponibile sul sito www.gestalt.it
Inoltre è possibile scaricare la brochure per visualizzare i contenuti dei moduli: clicca qui

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L’Istituto e la formazione internazionale: Training for Gestalt Supervisors


L’Istituto di Gestalt HCC Italy è attento alla formazione internazionale per garantire ai propri allievi un confronto con i maggiori esponenti della psicoterapia della Gestalt.

Nella terapia della Gestalt la supervisione è un processo fondamentale, un ambiente di apprendimento e un supporto necessario per la pratica clinica.
Questo processo è un mezzo per comprendere meglio i casi clinici, per riflettere sulla situazione terapeutica e sulla relazione, per orientarsi nel processo terapeutico.

Il training aumenta la consapevolezza dei campi creati dal terapeuta, dal paziente e dal supervisore. Inoltre supporta l’appartenenza alla comunità professionale per essere in grado di offrire la migliore pratica possibile per i clienti.

Questo programma di formazione fornisce una formazione teorica ed esperienziale che mira a sviluppare le capacità di un supervisore della Gestalt.
Ogni seminario sviluppa un quadro teorico e un metodo per supervisionare gli psicoterapeuti dalla prospettiva gestaltica. Fornirà anche hypervisions (supervisione della supervisione).

L’impostazione del gruppo di formazione è di tipo gestaltico: consentirà a tutti i partecipanti di contribuire con la loro creatività e competenza, supportando la riflessione critica sia a livello teorico che pratico.
Il supporto e la presenza di colleghi provenienti da molte parti del mondo e la bellezza dell’Italia forniranno l’ambiente migliore per nutrire le proprie capacità di supervisore della Gestalt.

Chi sono i didatti?

Miriam Taylor, Gestalt psychotherapist, Academic consultant, London (UK)
Jean-Marie Robine, Institut Français de Gestalt-Thérapie, Bordeaux (France)
Jan Roubal, Gestalt Studia and Masaryk University, Brno (Czech Republic)
Margherita Spagnuolo Lobb, Istituto di Gestalt HCC Italy, Siracusa (Italy)

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Scopri gli eventi internazionali dell’Istituto di Gestalt HCC Italy
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Gruppi di Training Autogeno: cosa sono?


E’ necessario chiedersi: Cos’è il Training Autogeno? E’ una tecnica di rilassamento finalizzata a scaricare lo stress, al recupero delle energie psico-fisiche. È indicato:
• per gestire l’ansia
• per potenziare l’attività mentale, l’attenzione, la memoria e la concentrazione
• per migliorare le prestazioni lavorative e sportive
• per favorire il benessere psico-fisico
• per i disturbi psicosomatici: insonnia, ipertensione, cefalea, disturbi digestivi, tachicardia

Nasce il bisogno di offrire strumenti per gestire al meglio tali effetti negativi della quotidianità e per questo il Centro Clinico e di Ricerca in Psicoterapia organizza dei gruppi di Training Autogeno.
Gli incontri prevedono l’apprendimento di una serie di esercizi studiati allo scopo di raggiungere un rilassamento e favorire l’introspezione e la consapevolezza di sé. Il percorso è articolato in 8 incontri di gruppo di un’ora e mezza ciascuno. Il primo incontro di orientamento individuale è gratuito. Durante gli incontri si svolgeranno attività pratiche finalizzate all’apprendimento delle tecniche del Training Autogeno.

I conduttori dei gruppi sono:

Dott.ssa Luana Berlich, Psicologa e Psicoterapeuta della Gestalt e operatore in T.A.
Dott.ssa Perrone Mariacatena, Psicologa e Psicoterapeuta della Gestalt e operatore in T.A.

 

Recupera le tue energie, rigenera il corpo e la mente, riduci l’ansia e lo stress

Per saperne di più clicca qui 

 

 

 

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Mindfulness e psicoterapia della Gestalt: pratiche di consapevolezza


-Corso introduttivo alla Mindfulness Based Stress Reduction-MBSR (II ed.).

 

“Finchè siamo vivi e respiriamo,
c’è molto più di positivo in noi
che non di negativo”
J.Kabat-Zinn

 

La mindfulness viene denita da Jon Kabat-Zinn come la consapevolezza che emerge attraverso il prestare attenzione allo svolgersi dell’esperienza momento per momento, con intenzione, nel presente e con un atteggiamento non giudicante.
Nell’introduzione al primo volume di “Teoria e Pratica della Terapia della Gestalt”, Perls, Hefferline e Goodman affermano che scopo del loro metodo è quello di analizzare la funzione del contatto e di accrescere la consapevolezza della realtà. Nel concetto di consapevolezza la psicoterapia della Gestalt e la  Mindfulness trovano una matrice comune.

L’Istituto di Gestalt HCC Italy propone un corso con protocollo MBSR ( Metodo per la riduzione dello stress basato sulla consapevolezza di mindfulness), sviluppato dal Prof. Jon Kabat-Zinn alla ne degli anni ’70 presso l’Università di Worcester (Boston), che offre un’introduzione alla meditazione di consapevolezza adatta ai contesti clinici e psicosociali.

Negli anni, per le sue potenzialità cliniche, preventive e riabilitative, ha trovato spazio in programmi di intervento negli ospedali, nelle carceri, nelle scuole ed in varie organizzazioni al ne di affrontare molte delle problematiche sia siche che psicologiche legate allo stress.

 

Scopri tutti i dettagli del corso

 

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Seminari di supervisione con Margherita Spagnuolo Lobb


Il confine in evoluzione della psicoterapia
Siracusa, Palermo, Milano 2018 

I seminari di supervisione sono un’occasione di scambio tra psicoterapeuti e di aggiornamento sulle nuove competenze oggi richieste. Come sappiamo il ruolo dello psicoterapeuta è fondamentale nella società contemporanea. Infatti vari traumi sconvolgono ormai la nostra vita: dagli atti terroristici, ai delitti cruenti che si consumano all’interno di relazioni intime, a uragani e terremoti sempre più frequenti e distruttivi, alla povertà che travolge e riduce sul lastrico individui e famiglie che si ritrovano senza casa, senza lavoro e senza la speranza di una vita dignitosa.

Queste condizioni difficili minano il senso di sicurezza e condizionano in modo particolare i giovani, sia nella loro fisiologia in evoluzione (è impossibile rilassarsi, respirare e sentire un senso di sé che si sviluppi armoniosamente); che nella loro anima, orientata a risolvere il problema immediato di sopravvivere più che ad alimentare un sogno proiettato nel futuro.

Le sofferenze cliniche che riguardano i giovani ci invitano a riflettere su nuove prassi psicoterapiche, così come sul nostro vissuto personale davanti a gesti e situazioni una volta impensabili. Una lettura gestaltica del disagio giovanile ci consente di soffermarci su quell’attimo in cui l’eccitazione può trasformarsi in coraggio, in azione di contatto verso l’altro o, al contrario, in varie forme di sofferenza relazionale.
Il corso di supervisione è articolato in tre incontri. Ogni incontro sarà dedicato ad un tema clinico emergente e includerà momenti teorici ed esperienze personali.

1. Le dipendenze
Le dipendenze diventano sempre più diffuse e variegate tra i giovani. In linea generale, l’eccitazione per il contatto si trasforma in attaccamento a una sostanza o ad una abitudine capace di sedare momentaneamente l’ansia provocata dall’energia di contatto non sostenuta.

Il seminario esplorerà chiavi di lettura per comprendere in che modo il paziente blocca quell’eccitazione e come può superare questo impasse nella relazione terapeutica.

2. I Disturbi alimentari
I disturbi della condotta alimentare oggi sembrano basarsi su vissuti relazionali più primitivi e meno differenziati. La classica anoressia reattiva dell’adolescente che non si identifica con la madre, o l’iperfagia “da manuale” della ragazza arrabbiata con gli uomini che vuole distruggere la propria femminilità, sembrano cedere il passo ad anoressie depressive e iperfagie desensibilizzate, o ad abitudini alimentari monotematiche.

Il seminario affronterà l’evoluzione del vissuto corporeo dei giovani, quando sono incapaci di identificare e accettare il cibo giusto per sé.

3. Le condotte suicidarie
Una delle conseguenze della scarsa e poco articolata percezione corporea è la difficoltà di instaurare un attaccamento emozionalmente chiaro con le figure di riferimento, e dunque un chiaro senso di sé e del proprio orientamento nel mondo. Molte condotte suicidarie degli adolescenti ci sorprendono per la precocità di tale atteggiamento depressivo, in un’età in cui la spinta naturale è verso la vita. Le azioni suicidarie giovanili sono reazioni a frustrazioni percepite come intollerabili, o alla mancanza di consapevolezza del rischio inteso come senso del limite.

Il seminario affronterà le condotte suicidarie nei diversi setting adolescenziali (familiare, genitoriale e individuale), per identificare strumenti e prospettive capaci di favorire la nascita di un senso di sé adulto capace di mantenere l’integrità, nonostante le asperità della vita.

 

Il corso è attivo in tutte le sedi dell’Istituto di Gestalt HCC Italy
Siracusa, Palermo, Milano

 

Per tutte le informazioni sul corso di supervisione clicca qui

oppure scarica la brochure del corso 

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Co-creare una psicopatologia gestaltica


– Giuseppe Sampognaro

L’autore rivolge ai docenti internazionali dei corsi di psicopatologia gestaltica dell’Istituto di Gestalt HCC Italy alcune domande, allo scopo di rivisitare e definire il concetto di psicopatologia nel nostro modello. Le loro risposte convergono sul valore intrinseco della diagnosi estetica e sul concetto di campo relazionale sofferente. Allo stesso modo, sottolineano l’importanza della svolta teorica dello “sviluppo polifonico dei domini” come chiave di lettura diagnostica e traccia terapeutica da seguire nel contatto col paziente. A conclusione, un commento del fenomenologo Gilberto Di Petta e il suo auspicio di una psicopatologia sempre più aderente all’atteggiamento fenomenologico oscillante tra oggettivo e intersoggettivo.

Da tempo la psicoterapia della Gestalt sembra essersi “riconciliata” con il concetto di psicopatologia. Dopo l’iniziale periodo di insofferenza e il tentativo di rifiutare la dipendenza da ogni inquadramento nosologico anche la psicoterapia della Gestalt ha accolto la necessità di “leggere” la patologia e di individuarne la forma e l’origine. Sappiamo infatti che, negli anni, la diffusione del nostro modello anche all’interno delle istituzioni pubbliche relative alla salute mentale ha determinato la necessità di dialogare sia con psichiatri (legati a un’impostazione medica) sia con colleghi di altre Scuole, formati a una mentalità nosografica tradizionale.

L’Istituto di Gestalt HCC Italy è stato dagli anni ’80 ed è tutt’ora leader internazionale in questo processo di integrazione della psicopatologia e della clinica contemporanea nella prassi e nella teoria del nostro approccio. Organizza dal 2012 l’International Training in Psychopathology and Contemporary Disturbances, rivolto a psicoterapeuti della Gestalt di tutta Europa, Russia e Paesi dell’Est. Il riscontro positivo di questa formazione è tale da creare un vero e proprio movimento nella comunità gestaltica internazionale. Abbiamo intervistato i quattro docenti di questo Training, Margherita Spagnuolo Lobb, Gianni Francesetti, Carmen Vázquez Bandín, Jean-Marie Robine. Dalla loro voce possiamo intuire i concetti fondamentali su cui si basa questo modello psicodiagnostico gestaltico.

Abbiamo poi chiesto a Gilberto Di Petta, psichiatra fenomenologo, Vice presidente della Società Italiana per la Psicopatologia Fenomenologica e Socio fondatore della Società Italiana di Fenomenologia Clinica e di Psicoterapia, di commentare tali risposte, al fine di mantenere il modello dell’Istituto in dialogo con la corrente della psichiatria fenomenologica e con la sua tradizionale pro- spettiva sulla sofferenza della relazione.

Margherita Spagnuolo Lobb
Parlare di psicopatologia, e ancor più di diagnosi, è stato certamente un grande passaggio per il nostro approccio che, come tutti gli approcci umanistici, rifiutava, fino agli anni ’80, di occuparsi delle psicosi e dei disturbi gravi. Ricordo un seminario di scambio tra il nostro Istituto e il New York Institute for Gestalt Therapy (l’Istituto in cui la psicoterapia della Gestalt è stata fondata, quello che più di tutti dà valore alla ricerca e allo sviluppo teorico), in cui parlammo di psicopatologia e di sviluppo infantile, suscitando curiosità e conflitti.

La fedeltà al qui e ora era diventata negli anni un ostacolo a parlare di tutto ciò che potesse portare fuori dalla freschezza del momento. Il passaggio alla considerazione del mondo della patologia si rese necessario dopo gli anni ’80, quando i disturbi gravi aumentarono e ci fu bisogno di capire come la percezione psicotica sia diversa da quella nevrotica, insomma di avere strumenti per fare una diagnosi differenziale. Le tecniche gestaltiche, come per esempio chiedere di amplificare un sintomo, risultavano rischiose in alcuni casi (fino a provocare un esordio psicotico) e utili in altri (tanto da fare sentire le persone libere di essere se stesse). La psicoterapia della Gestalt era nata per sostenere le risorse, per apprezzare la bellezza. Il rifiuto di Perls stesso a trattare pazienti gravi, quando era a Esalen, rispecchiava l’interesse della società e della psicoterapia di sostenere la potenzialità umana celata da una società massificante, impositiva, cieca alla creatività individuale.

I cambiamenti sociali degli anni ’80 avevano dunque registrato un aumento dei disturbi gravi. Il bisogno di liberare il potenziale umano creativo e autonomo lasciava il posto ad un bisogno di definirsi. Lo sfondo relazionale sicuro, fatto di ruoli chiari e certezze affettive, lasciava il posto a “intermittenze” relazionali che generavano il senso di inaffidabilità dell’altro, e ad una ricerca di sé attraverso provocazioni (penso ai disturbi alimentari, alle tossicodipendenze, per esempio). Occorreva tradurre i principi gestaltici, nati in una società più solida, nel linguaggio di queste nuove sofferenze. Non ci si poteva più esimere dal trattare i pazienti gravi.


Articolo tratto da Quaderni di Gestalt, volume XXVII, 2014-2, La psicopatologia in psicoterapia della Gestalt
Rivista semestrale di psicoterapia della Gestalt edita da Franco Angeli, pag. 9

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