Seminari di perfezionamento e supervisione per psicoterapeuti con Margherita Spagnuolo Lobb


I seminari di supervisione sono un’occasione di scambio tra colleghi e di aggiornamento sulle nuove competenze terapeutiche oggi richieste.
Il ruolo dello psicoterapeuta è fondamentale nella società contemporanea. Essere efficaci con i pazienti implica dare un contributo generativo alla comunità di cui gli psicoterapeuti fanno parte.

I campi psicopatologici della violenza
Viviamo in un mondo sempre più desensibilizzato e violento. I traumi frequenti (sperimentati in modo diretto o mediato) e le condizioni difficili della nostra società minacciano il senso di sicurezza delle persone, che non riescono a sintonizzarsi sulle emozioni (proprie e altrui) e creano campi esperienziali in cui vige la paura e la violenza, agita o subita. Queste esperienze di violenza e di paura arrivano nei nostri studi e ci trovano a volte impreparati come psicoterapeuti. Siamo stati formati a valori di rispetto e ascolto, lontani ormai dalle possibilità percepite dai nostri pazienti. Abbiamo bisogno di riflettere sulle nostre prassi psicoterapiche, così come sul nostro vissuto personale davanti a gesti e situazioni che una volta erano del tutto impensabili. Nel nostro ruolo terapeutico, non possiamo anche noi abituarci alla paura e alla violenza.
I tre seminari di supervisione offriranno chiavi di lettura gestaltiche per le varie forme di violenza percepita, inserendole in un frame psicopatologico capace di orientare la nostra comprensione e i nostri interventi.
Come risensibilizzare il confine di contatto e favorire la capacità di accogliere la novità inaspettata, non perdendo il senso unitario del sé? Questo il problema che si pone allo psicoterapeuta oggi.
La focalizzazione sul tema della violenza nelle varie esperienze psicopatologiche non esclude la possibilità di supervisioni di altri casi.

 

Primo seminario
Il campo narcisistico della violenza 

Secondo seminario
Il campo borderline della violenza 

Terzo seminario
Il campo traumatico della violenza

Per conoscere le date, gli orari e avere maggiori dettagli su ogni seminario: scarica la brochure

 

I seminari di supervisione si svolgono presso la sede dell’Istituto di Gestalt HCC Italy di Milano e di Siracusa.

Verrà rilasciato un attestato di frequenza al “Corso di supervisione per psicoterapeuti. I campi psicopatologici della violenza – edizione 2019”.
Sono attribuiti al corso crediti ECM, per psicologi e medici (tutte le discipline).

 

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La Relazione secondo la PdG


Noi, l’altro e l’ambiente. Gli psicoterapeuti rispondono..

La psicoterapia della Gestalt (PdG) studia il qui e ora della relazione, definito come l’accadere, il rivelarsi dell’esperienza co-creata da organismo-e-ambiente-in-contatto. In PdG la relazione è definita come l’evolversi dei contatti tra un dato “organismo-animale-umano” e una parte del suo ambiente (umano o non umano).
Il termine “contatto” implica l’interesse per l’esperienza generata dalla concretezza dei sensi, e dunque per i valori estetici e processuali della relazione. Il confine di contatto è il luogo in cui si dispiega il sé e la fenomenologia dell’incontro, con le fasi del pre-contatto, contatto, contatto pieno e post-contatto, include sfondi (acquisizioni passate) e figure (determinazioni attuali protese al futuro).
L’aggressività, in quanto forza spontanea destrutturante di sopravvivenza, sostiene l’esperienza di andare verso l’altro, e l’adattamento creativo consente all’individuo di differenziarsi dal contesto sociale, ma anche di esserne pienamente e significativamente parte.

La relazione terapeutica: l’esserci-con del terapeuta e del paziente creano un campo esperienziale in cui l’evolversi spontaneo (non ansioso) del sé al confine di contatto è possibile e l’intenzionalità insita nella richiesta di cura del paziente può attuarsi.

M. Spagnuolo Lobb e P.A. Cavaleri

Definizione tratta da GestaltPedia, l’enciclopedia della Gestalt

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L’esperienza corporea in psicoterapia


Le nostre riflessioni e contributi per il mese di Aprile saranno dedicate all’esperienza corporea, quella che il fenomenologo Edmund Husserl chiamava il “Punto-Zero” dell’esperienza, sua origine e orientamento fondamentale.

L’esperienza corporea è parte integrante del mondo fenomenico in processo, sperimentata da ognuno di noi, nella sua interezza e immediatezza, nel farsi del contatto con l’ambiente. Ne abbiamo consapevolezza quando il nostro “cuore sobbalza”, quando “guardiamo un arcobaleno nel cielo” (William Wordsworth), oppure quando in una seduta di psicoterapia accade un insight, che viene fortemente “sentito e riconosciuto” in un’unità di pensiero, sensazione e azione: l’“esperienza aha!” (Spagnuolo, 2013).

Introduciamo il tema del mese con le riflessioni e un breve esempio clinico di Ruella Frank tratti da: Quaderni di Gestalt, Volume XXVI,  2013/1,
L’esperienza corporea in psicoterapia

Durante una seduta, osservo l’emergere di schemi ripetitivi o profondi nel paziente ed in me. Questi non sono altro che modalità automatiche con cui il paziente ed io gesticoliamo, respiriamo o camminiamo; e sono inoltre la matrice organizzativa dei nostri schemi posturali. Questi schemi accompagnano e sono alla base della nostra “narrazione incarnata” all’interno del campo relazionale.


Per prenotare il libro scrivi a info@gestalt.it
Per conoscere tutte le pubblicazioni curate dall’Istituto di Gestalt HCC Italy clicca qui

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