Formazione internazionale all’Istituto di Gestalt di Minsk


Tra il 7 e il 9 settembre 2018, Margherita Spagnuolo Lobb ha condotto l’ultimo seminario di formazione sulla terapia gestalt familiare presso l’Istituto Gestalt di Minsk, presieduta da Elena Lasaja.

Il programma è durato 3 anni e ha incluso argomenti riguardanti la terapia gestaltica di famiglia, la terapia gestaltica con i bambini, la terapia gestalt delle coppie e un modello estetico per lavorare con i genitori.

Altri conduttori sono Silvia Tosi e Piero Cavaleri, dell’Istituto di Gestalt HCC Italy.

I partecipanti erano tutti psicologi, psichiatri e medici già formati in terapia della gestalt.

Tre anni pieni di incontri profondamente umani – e strumenti clinici per lavorare con famiglie, bambini, genitori e coppie.

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Summer Programme for Gestalt Psychotherapists


Si è conclusa la seconda edizione del Summer Programme, un evento annuale dedicato agli psicoterapeuti, offrendo uno spazio e un tempo per se stessi e per confrontarsi su nuove questioni cliniche.
Il corso, in lingua inglese, si svolge ogni anno nella città di Siracusa ed è condotto da Margherita Spagnuolo Lobb. In molti nelle due edizioni hanno accolto piacevolmente questa proposta formativa provenendo da paesi da tutto il mondo.
Per saperne di più  clicca qui
Così Margherita Spagnuolo Lobb saluta i partecipanti:
Buon rientro a casa, cari Colleghi, partecipanti al Summer Programme for Gestalt Psychotherapists del 2018! Sperimentare il tempo e lo spazio per respirare, concentrarci e accettare la cura dell’altro ha prodotto il miracolo di potere essere pienamente presenti, come psicoterapeuti, nel mondo in cui viviamo. Un mondo che cambia velocemente, e che subisce un forte impatto da fenomeni sociali quali la globalizzazione, i flussi migratori, la minaccia del terrorismo e le crisi economiche.
Abbiamo sperimentato l’impatto che queste sfide hanno in noi, nei nostri pazienti, e nello sviluppo della psicoterapia della Gestalt.
Ci siamo salutati con il senso di essere più radicati, e pronti ad esserci nella nostra comunità
Grazie dal profondo del cuore!
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La ricerca sulla psicoterapia della Gestalt ad Amsterdam


Le ricerche sulla  psicoterapia della Gestalt  sono state presentate in una Tavola Rotonda dal titolo: ” Sfide della ricerca nell’approccio esistenziale-esperienziale della terapia della Gestalt”.
La Tavola Rotonda è  stata  coordinata  da Jan Roubal, con interventi di Madeleine Fogarty ( la Gestalt Therapy Fidelity Scale), Pablo Herrera Salinas (Single Case Time Series, una metodologia per esplorare l’efficacia e il cambiamento nei setting  clinici) e Margherita Spagnuolo Lobb (Uno strumento osservare la fenomenologia e l’estetica delle relazioni primarie: i  ” passi di danza ”  tra  caregivers e bambino).

Tutti gli interventi hanno presentato diverse applicazioni  alla  ricerca dell’epistemologia della psicoterapia della Gestalt, che sono state poi  commentate in modo molto interessante da Tomas Rihacek, dell’Università di Brno.

Altri interventi di rilievo sono stati: quello di  Silvia Alaimo che ha condotto, insieme a Michele Cannavò, una  relazione  teorico pratica estesa  su “Dream-working: images, embodied aesthetics and neuroscience”; quello di  Roberta La Rosa e Silvia Tosi  che hanno presentato un a   brief lecture su ” Una ricerca di risultato nella terapia della Gestalt condotta con CORE-OM”; quello di  Jelena Zeleskov Doric e Michele Cannavò  che hanno presentato un breve articolo “Psicoterapia della Gestalt con  offenders: esplorazione quantitativa e qualitativa”.

Margherita Spagnuolo Lobb ha coordinato una relazione  estesa strutturata sul suo studio “I  ‘ passi di danza ‘ tra psicoterapeuta e  paziente: uno strumento di osservazione estetico, fenomenologico e orientato  a l campo per gli psicoterapeuti”. Hanno partecipato alla discussione strutturata  Jan Roubal, Masaryk University di Brno, Repubblica Ceca; Wolfgang Tschacher, Università di Berna, Svizzera; Silvia Tosi, Istituto di Gestalt HCC Italy.

Molti altri hanno partecipato più liberamente alla discussione, in particolare Pablo Herrera Salinas, Madeleine Fogarty, Peter Schulthess, Tine van Wijk, dando preziosi suggerimenti per continuare la ricerca.

In generale, la conferenza SPR 2018  di Amsterdam ha registrato una straordinaria presenza di psicoterapeuti della Gestalt. Circa 20 colleghi da tutto il mondo (tra cui anche Lituania, Georgia e Polonia) hanno presentato le loro ricerche o hanno appena partecipato.

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Wolfgang Tschacher e l’Istituto: quale contributo per la formazione?


Di cosa trattava il convegno organizzato dall’Istituto di Gestalt HCC Italy?

Il convegno internazionale di studio Corporeità e psicopatologia. Psicoterapia della Gestalt e nuovi sviluppi scientifici sulla sincronia terapeutica ha permesso di dialogare intorno al tema della sincronia come elemento centrale della relazione, dalla relazione terapeutica a quelle primarie.

Dal contributo di  Wolfgang Tschacher che ha esposto le sue ricerche sul tema mostrando come sia possibile utilizzare una metodologia quantitativa in un campo esplorato principalmente dalla ricerca qualitativa, e dal contributo di Margherita Spagnuolo Lobb, che ha illustrato il modello osservativo dei passi di danza grazie a cui è possibile notare la diade caregiver-bambino nella loro interazione reciproca, si sono svolte riflessioni su come la sincronia sia possibile nelle diverse condizioni di sofferenza psichica anche grazie all’apporto fornito dalle Neuroscienze.

Dott. Francesco Lotta

Qual è il pensiero nuovo che ha apportato e a cosa serve nella relazione di cura? 

Il pensiero nuovo apportato dalle giornate del congresso è che la sincronia è un elemento della relazione incarnata traducibile in chiave quantitativa. Le ricerche di Wolfgang Tschacher hanno, infatti, reso possibile una discussione sulla rilevazione dei parametri fisiologici dei movimenti sincronici tra terapeuta e paziente, tra caregiver e bambino e nelle coppie.

Dagli studi presentati è emerso come la sincronia, definita dallo stesso Tschacher il qui e ora gestaltico, sia correlata positivamente con l’alleanza terapeutica, con l’attaccamento sicuro del paziente e con la self-efficacy di quest’ultimo. Come nell’esempio dei metronomi, inizialmente desincronizzati e, con il supporto del campo, in un secondo momento coinvolti in un movimento sincronico, allo stesso modo, nel corso del processo terapeutico è possibile rilevare come a partire da una desincronizzazione tra paziente e terapeuta, si arrivi, attraverso un campo che sostiene, a una sincronizzazione.

Parlare di sincronia implica, pertanto, un riferimento alla condizione del tempo, un “tempo-con”, un tempo che si declina nella relazione con l’altro. In altre parole, il tempo è sempre situato in una situazione vissuta tra corpi, assume significato in una dimensione intercorporea, in un contesto relazionale incarnato, in un processo che viene condiviso e co-costruito con l’altro. La psicopatologia è, dunque, una mancanza di sintonia, di riconoscimento dell’altro.

I dati empirici sulla sincronia possono risultare un valido supporto nella cura della sofferenza attuale, poiché sincronizzare i movimenti del corpo aiuta a stabilire una intesa inter-cerebrale; da qui l’importanza, in un setting strutturato, di osservare la reciprocità tra paziente e terapeuta come strumento di costruzione di un ground sicuro. Tale riflessione è, dunque, fondamentale a livello clinico-terapeutico: occorre interrogarsi su come ripristinare i processi sincronici attraverso la regolazione nella relazione tra organismo e ambiente.

Dott.sse Alessandra Vela e Marilena Di Pasqua 

Che cosa dice di specifico la psicoterapia della Gestalt secondo il direttore e i didatti dell’Istituto?

La Psicoterapia della Gestalt propone lo sviluppo di un modello in cui la sincronia si declina come incontro di due unicità: chi si prende cura e chi si affida all’altro.

In occasione del convegno internazionale con Wolfgang Tschacher – uno degli studiosi più autorevoli in rapporto alle ricerche sulla sincronia tra terapeuta e paziente – il direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, Margherita Spagnuolo Lobb, ha trattato la sincronia a partire dalle relazioni primarie e ha  presentato il suo modello che guarda alla relazione madre/bambino come una danza il cui focus di osservazione non è più soltanto il bambino ma il campo fenomenologico in cui è inserito e la reciprocità della relazione stessa, il reciproco muoversi verso l’altro che caratterizza la vita di tutti.

“La danza può essere definita come il modo in cui due persone si intuiscono, si vedono e si riconoscono a vicenda, si adattano l’uno all’altro, fanno passi coraggiosi insieme, si divertono, si raggiungono, si lasciano andare all’altro e si prendono cura dell’altro” (M. Spagnuolo Lobb, 2016).

I passi di danza non sono intesi in termini maturativi e sequenziali ma come competenze autonome in interazione reciproca che si sviluppano e si intrecciano nell’arco della vita e che ci aiutano a capire cosa accade nel “tra”, al confine di contatto tra il bambino e il suo ambiente.  In altre parole, la melodia che il bambino impara a suonare fa parte a sua volta di un’opera musicale più ampia, che si crea nel campo fenomenologico. Questo si verifica sia nelle relazioni primarie che nella relazione terapeuta/paziente.

Il direttore, citando gli studi di Stern sul now moment,  mette in luce come il cambiamento avviene all’interno di un sistema caotico e in modo imprevedibile. Durante l’incontro terapeutico, per esempio, avviene qualcosa di assolutamente nuovo che crea il momento propizio; il terapeuta deve coglierlo e farlo diventare momento di incontro e contatto pieno.

I passi di danza sono pertanto per la Psicoterapia della Gestalt un modo per studiare come incontrarci nel momento propizio e la relazione terapeutica è il luogo della cura, il confine in cui avviene l’affidarsi del paziente ad una nuova storia e il configurarsi del terapeuta come altro capace di ascoltare e sentire ciò che precedentemente non è stato ascoltato e sentito.  Secondo la conoscenza relazionale estetica propria della Psicoterapia della Gestalt, il terapeuta è parte del campo esperienzale del paziente, usa la propria risonanza per comprendere la situazione e per  cogliere la sua intenzionalità di contatto. La terapia così concepita, diventa luogo ed esperienza del reciproco riconoscimento.  La scoperta dei neuroni specchio (Gallese, 2006) e delle neurocezioni (Porges) sono l’evidenza scientifica della capacità umana di cogliere l’intenzionalità altrui e dell’intercorporeità dell’esperienza. Il Dott. Pietro A.Cavaleri, didatta e psicoterpaeuta della Gestalt, rifacendosi alla teoria polivagale, spiega la sincronia come esperienza che  si basa  su un processo neurale, distinto dalla percezione e che sfugge alla consapevolezza,  ma che si attiva nel momento dell’incontro con l’altro. Qui –  afferma Cavaleri – si coglie in pieno l’importanza del sincronizzarsi: tutto si decide su elementi neurocettivi mediati dal corpo.

Studi recenti hanno evidenziato che alcuni disturbi psichiatrici sono legati all’incapacità di esprimere comportamenti sociali approppriati. Per questo come sottolineato dall’intervento della Dott.ssa Valeria Rubino, psichiatra, didatta e psicoterapeuta della Gestalt,  l’attenzione alla sincronia diventa indispensabile quando lavoriamo con l’esperienza psicotica, quando cioè non è sufficiente il linguaggio verbale a mediare il rapporto terapeutico. Gli psicotici vivono un’esperienza molto angosciante e, per aiutarli, dobbiamo essere in grado semplicemente di stargli accanto nella loro esistenza, ed è questo stare con l’altro e la sua angoscia a costituire il sostegno allo sfondo esperienziale di cui il paziente necessita per portare avanti la sua tensione verso il cambiamento. In linea con quanto esposto dalla Dott.ssa Rubino, il dott. Miclele Cannavò, psichiatra, psicoterapeuta e didatta dell’Istituto,  presenta un’esperienza di sincronie corporee attraverso l’uso delle immagini condotta in una comunità di cura per pazienti con disturbi gravi.  Diventa di grande importanza il ruolo dell immagini nel sostenere ciò che emerge nel qui ed ora della relazione; esse diventano ground in grado di facilitare l’incontro tra terapeuta e paziente. Infine, particolarmente suggestivo, l’intervento del Dott. Giuseppe Sampognaro, didatta e psicoterapeuta della Gestalt, che ricollegandosi al potere dell’uso dell’immagine per lavorare sul vissuto percettivo della persona, si sofferma sull’esperienza terapeutica come sincronia dei vissuti. Noi come terapeuti della Gestalt, per centrare l’obiettivo del contatto pieno, dobbiamo partire dai sensi e abbandonarci alla dinamica per cui percepire significa “prendere” ciò che a noi serve, ciò che fa figura, ciò che ci punge, per entrare nell’esperienza della persona con cui lavoriamo.

Dott.ssa Mariacatena Perrone

 

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Congratulazioni ai nuovi psicoterapeuti della Gestalt!


Auguri ai nuovi psicoterapeuti della Gestalt che il 15 Giugno presso la sede di Palermo dell’Istituto di Gestalt Hcc Italy hanno discusso la tesi di laurea, completando il loro percorso formativo.

Con orgoglio vi consegniamo al mondo e vi auguriamo un percorso professionale degno della vostra sensibilità ed umanità.

CEREDA ALESSANDRO Titolo Tesi “La fototerapia in pdg: il ruolo delle immagini nel sostegno e nel qui ed ora delle relazioni terapeuticheRelatore: Dott. Michele Cannavò

GIGANTE FRANCESCO Titolo Tesi “Dalla Teoria alla Pratica Clinica. Un’ esperienza in una comunità residenziale per tossicodipendenti” – Relatore: Dott.ssa Teresa Borino

ITALIANO ROBERTA  Titolo Tesi “L’esperienza dell’attesa nei padri: una lettura gestaltica” – Relatore: Dott.ssa Susanna Marotta

LA PIETRA FEDERICA Titolo Tesi “Radici e Germogli. La PdG e il trauma trans generazionale” – Relatore: Dott.ssa Barbara Crescimanno

LO PORTO ORNELLA Titolo Tesi “Adattamento creativo e tumore al seno: imparare a prendersi cura di sè attraverso la malattiaRelatore: Dott.ssa Marilena Senatore

MIGLIORE CARLA Titolo Tesi “Neuroscienze e setting clinico in PdG: possibili integrazioni” – Relatore: Dott. Giancarlo Pintus

SANNA MARGHERITA Titolo Tesi “L’esperienza del silenzio in psicoterapia della Gestalt: dalla concentrazione alla creatività nella relazione” – Relatore: Dott.ssa Marilena Senatore

SORCE MARIA Titolo Tesi “E-migrare: la vita altrove. Aspetti psicologici e sociali del fenomeno migratorio” – Relatore: Dott. Giuseppe Cannella

VELLA AMELIA Titolo Tesi “Sostegno alla genitorialità in famiglie con figli con disabilitàRelatore: Dott.ssa Donatella Buscemi

“Che possiate sempre portare con voi la vostra casa in volo”!

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Auguri ai nuovi psicoterapeuti della Gestalt!


Giorno 31 Maggio 2o18 presso la sede dell’Istituto di Gestalt HCC Italy di Siracusa hanno discusso la loro tesi di specializzazione in psicoterapia:

1. CROCE ALESSIA Titolo Tesi “Creatività e co-creazione in Psicoterapia della Gestalt con riferimento al gruppo terapeutico” – Relatore: Dott. Giuseppe Mirone
2. D’ANDREA FABRIZIO Titolo Tesi “Una Scheda Clinica per l’addiction” – Relatore: Dott. Giancarlo Pintus
3. FRASSICA GIUSEPPE SANTI Titolo Tesi “L’esperienza del dolore: La Psicoterapia della Gestalt e come processo relazionale di sostegno al contatto ” – Relatore: Dott. Giancarlo Pintus
4. IACONO BARBARA Titolo Tesi “Quando l’indicibile viene raccontato. Lo squarcio della relazione impresso nel sé del bambino abusato” – Relatore: Dott.ssa Rosanna Militello
5. TOMASELLO ALESSANDRA Titolo Tesi “Il tema della sessualità in psicoterapia della Gestalt” – Relatore: Dott. Giuseppe Mirone
6. XAXA ALESSANDRA Titolo Tesi “La Psicoterapia della Gestalt e i Disturbi Specifici dell’apprendimento: Un incontro al Confine di Contatto” – Relatore: Dott.ssa Giovanna Triberio

 

Tantissimi auguri da tutti noi per il vostro traguardo raggiunto con successo!

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Congratulazioni ai nuovi psicoterapeuti della Gestalt!


Giorno 11 Maggio 2018 presso la sede di Milano dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, hanno completato il percorso formativo, discutendo la propria tesi di specializzazione:

 

CARLINI CINZIA Titolo Tesi “Sett-ing: evoluzioni e storia di navigazioniRelatore: Dott. Gianni Francesetti

IMPERATO ROBERTO Titolo Tesi “Primum non nocere: per una “Gestalt” etica. Riflessioni su come evitare di ritraumatizzare il paziente nell’incontro clinico” – Relatore: Dott. Bernd Bocian

SALA DANIELA Titolo Tesi “COME NUVOLE IN VIAGGIO: storie di corpi e anime tra terra e mare. Uno sguardo gestaltico all’incontro con giovani richiedenti asilo” – Relatore: Dott. Giuseppe Cannella

COLLI MARZIA Titolo Tesi “Il lavoro terapeutico gestaltico nel contesto ospedaliero: dall’etica della scelta all’estetica della relazione” – Relatore: Dott. Fabrizio Demaria

PAPPALARDO GIULIA NORA Titolo Tesi “Sintonizzazione genitoriale e vulnerabilità alle addiction: alcuni dati di ricerca” – Relatore: Dott. Giancarlo Pintus

MARTONE MELANIA Titolo Tesi “L’obesità: al di là del corpo visibile” – Relatore: Dott.ssa Elisabetta Conte

MARIANO CARLA Titolo Tesi “Dal respiro alla gestione delle emozioni attraverso la meditazione e la terapia della Gestalt” – Relatore: Dott.ssa Elisabetta Conte

LIMITI MATTEO Titolo Tesi “L’amore che non nutre ma che ammala: un’analisi bio-psico-sociale della dipendenza affettiva” Relatore: Dott.ssa Marialuisa Grech

MORDOCCO ELISA Titolo Tesi “Dilemma del porcospino e danza relazionale” – Relatore: Dott.ssa Elisa Profeta

Ai nuovi psicoterapeuti della Gestalt l’augurio di un prospero futuro personale e professionale, ispirato ai valori umani e terapeutici caratterizzanti il modello gestaltico ed improntato ad una crescita sempre arricchente.

Congratulazioni a tutti voi!

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Post-evento: “Disturbi del comportamento alimentare secondo la psicoterapia della Gestalt”


Venerdì 20 Aprile 2018, la dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb, Direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy e della scuola di specializzazione in psicoterapia della Gestalt con sedi a Siracusa, Palermo e Milano è stata invitata dal prof. Daniele La Barbera, Direttore della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università di Palermo e Presidente del Corso di Laurea in Tecnica della Riabilitazione psichiatrica a relazionare sui Disturbi del comportamento alimentare secondo la psicoterapia della Gestalt.

Il prof. Daniele La Barbera ringraziando i presenti e introducendo e ricordando il suo rapporto di amicizia, stima e collaborazione con la Dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb, le cede la parola.

La dottoressa Spagnuolo Lobb, dopo aver sottolineato come l’alimentarsi sia una funzione fisiologica che ci lega sia alla nostra autoregolazione organismica che alle relazioni primarie e alla società, introduce l’approccio gestaltico che è un approccio fenomenologico (che guarda all’esperienza e in particolare all’esperienza che va verso qualcosa); estetico (che ci permette di conoscere i nostri pazienti attraverso la sensorialità, in base a ciò che sentiamo, a quello che sperimentiamo nel campo fenomenologico condiviso col paziente, come il terapeuta sperimenta il campo fenomenologico anoressico, bulimico, binge). Continua ancora, sottolineando l’importanza del campo fenomenologico, che è la considerazione non solo di ciò che accade al paziente ma anche di ciò che accade nella relazione terapeuta/paziente.

Prima di iniziare a fare un excursus storico dagli anni ‘70 ad oggi e a parlare nello specifico della classificazione dei disturbi alimentari, la dottoressa Spagnuolo Lobb propone una esperienza di concentrazione corporea che viene accolta pienamente dai partecipanti, chiedendo loro nello specifico come il corpo di ciascun partecipante ha fatto esperienza della colazione quella mattina e che effetto, che emozione prova ciascuno di loro ricordando questa esperienza, invitandoli infine a formare delle diadi per raccontare e condividere insieme questa esperienza, e per chi volesse riportarla anche al grande gruppo.

Successivamente propone un altro esperimento, sempre accolto con curiosità ed entusiasmo, ed infine spiega quali sono gli obiettivi terapeutici per ciascun disturbo alimentare.

La dott.sa Spagnuolo Lobb conclude ringraziando il Prof. La Barbera per l’ospitalità, l’amicizia e la collaborazione scientifica che li lega da tanti anni, e i numerosi partecipanti per l’attenzione, la curiosità e la partecipazione attiva dimostrata, scaturendo in un applauso finale caloroso da parte di tutti i presenti.

Mariangela Corriero

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La Gestalt dell’Istituto ad Amsterdam


Dal 13 al 15 Aprile 2018 Margherita Spagnuolo Lobb ha incontrato il fondatore dell’Istituto di Gestalt di Amsterdam, Dick Lompa ed Eva Fisher, rappresentante significativa della Gestalt Therapy olandese che ha sempre combattuto per i diritti umani e la giustizia sociale.

La Dott.ssa Spagnuolo Lobb è stata invitata per tenere una prima lezione, svolta il 13 Aprile al Volden Park presso il centro culturale De Roos, sull’Amore e sulla sessualità in psicoterapia.
La seconda lezione, articolata in un workshop di due giornate, 14-15 Aprile, ha avuto come tema centrale quello del Sentimento di appartenenza in una società liquida. 

Queste le parole della Dott.ssa a conclusione di questa esperienza internazionale: “Tre giorni pieni di umanità e coraggio di vivere. Due gruppi meravigliosi, impegnati e in grado di lavorare su se stessi. Inoltre Amsterdam è un posto speciale dove puoi sentirti accettato comunque tu sia. Perfetto riconoscimento del desiderio di condividere con la comunità lo sviluppo delle proprie potenzialità.” Margherita Spagnuolo Lobb 

 

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Un viaggio tra Arte e Neuroscienze


Report CreativaMente LAB.

In occasione dell’evento mondiale della Settimana del Cervello, sponsorizzato in Italia da Hafrica.net, tenutosi dal 12 al 18 Marzo 2018, abbiamo pensato di proporre presso la sede di Siracusa dell’Istituto di Gestalt HCCC Italy, un evento che avvicinasse la creatività alle neuroscienze.

L’idea è nata ed è continuamente stimolata dagli incontri che in questo anno abbiamo avuto con la scuola. Entrare in contatto con le esperienze corporee, guardare il sintomo come adattamento, andare alla ricerca della bellezza nell’altro, riuscire a guardare l’altro come un opera d’arte e vedere la relazione come una danza sono stati per noi concetti difficili da masticare, molto diversi  dagli apprendimenti universitari, eppure profondamente familiari. E’ stato stimolante apprendere che non esiste un modo specifico di fare psicoterapia della Gestalt, ma tante psicoterapie quanti sono i suoi terapeuti. Abbiamo cosi cominciato una curiosa ricerca tra le tecniche usate da vari terapeuti della Gestalt, del nostro e di altri istituti, da Michele Cannavò, Giuseppe Sampognaro, Oliviero Rossi. Abbiamo partecipato ai loro seminari, interagito con i loro modelli e  ci siamo lasciate contagiare dalla loro creatività.

Spinte, quindi,  dalla voglia di fare, scoprire e metterci in gioco, abbiamo messo in campo tutto ciò che abbiamo appreso ed è così venuto fuori “CreativaMente LAB: un viaggio tra Arte e Neuroscienze”.  L’obiettivo che ci siamo poste di raggiungere era mostrare a ciascuno che la creatività non è una prerogativa di pochi, o uno speciale talento di persone fuori dal comune, ma è un ingrediente fondamentale per una vita sana ed è per tutti nessuno escluso.

Il seminario, dal taglio teorico-esperenziale, si è svolto il 15 Marzo 2018, dalle ore 16.00 alle ore 19.00, nei locali dell’Istituto, presso la sede di Siracusa.

L’evento ha riscosso un considerevole successo nei 13 partecipanti che si sono mostrati entusiasti alla possibilità di entrare in contatto con la loro parte creativa. Il gruppo partecipante era eterogeneo per formazione, professione e personalità. Hanno aderito psicoterapeuti, psicologici, educatori, studenti di fisica, di matematica ed un musicista.

Il nostro viaggio tra Arte e Neuroscienze ha avuto inizio con una breve presentazione iniziale delle organizzatrici, dell’istituto e del gruppo; seguita da una fase di rilassamento per la formazione del ground e da esercizi “rompi ghiaccio”, in cui era richiesto ai partecipanti di tentare un primo approccio con la loro creatività, attraverso la realizzazione di sculture corporee, che abbiamo fotografato dietro loro consenso.

Successivamente abbiamo dato spazio alla parte teorica, accennando ad una relazione tra arte e scienza, attraversando il vasto mondo della “neuroestetica” che si propone di comprendere insieme le opere d’arte ed il cervello, le forme artistiche e le risposte viscerali, fino ad arrivare alle recenti scoperte di Vittorio Gallese dei “neuroni specchio”.

Infine, abbiamo dato spazio ad una esperienza creativa co-creata, supportata dall’utilizzo delle immagini, attraverso l’adozione di tecniche fotografiche, messe a punto da Michele Cannavò. Oltre alle fotografie, da noi selezionate, l’esperienza è stata arricchita con stimoli per le altre sfere sensoriali come profumi mediterranei e non (menta, cannella, limone, chiodi di garofano, semi di finocchio e terra bagnata), suoni (melodie di accompagnamento, voci, rumori, canzoni, ecc..), colori e movimenti (inteso come azione, gesto, postura). I partecipanti sono stati guidati alla scoperta di tutti gli stimoli presenti nell’ambiente e sono stati invitati a rilassarsi e a scegliere le foto o gli odori da cui venivano maggiormente attratti, a cui si sentivano legati da un ricordo, un’emozione, un desiderio. Dopo una parte individuale, l’esperienza ha avuto seguito in piccoli gruppi, legati dall’affinità delle scelte operate e infine, nel gruppo allargato, dove è stato chiesto ai partecipanti di raffigurare un’immagine che potesse rappresentare l’esperienza compiuta attraverso una scultura corporea gruppale che richiamasse l’esperienza iniziale.

L’evento si è concluso con una condivisione delle sensazioni provate durante l’esperienza. I partecipanti hanno dato feedback molto positivi, evidenziando come le attività condotte avessero stimolato il loro benessere psicofisico, il divertimento, la creatività e il senso di appartenenza al gruppo. Riferiamo a tal proposito un loro feedback che ci ha molto colpito, arrivato in seguito alla visione della foto della scultura di gruppo: “Se qualcuno la vedesse dall’esterno, se guardasse i nostri sorrisi e i nostri sguardi complici, non direbbe mai che siamo degli estranei”.

Il seminario infine si è chiuso con la frase di Zinker: :“La creatività è un atto di coraggio. Essa afferma: sono disposto a rischiare il ridicolo e il fallimento per poter sperimentare questo giorno con novità e freschezza. Chi ha il coraggio di creare, di rompere i confini, non solo prende parte ad un miracolo, ma finisce anche per rendersi conto che in questo divenire egli è un miracolo.”(J. Zinker, 2002) e con la consapevolezza condivisa che la creatività è un ingrediente fondamentale della vita ed è per tutti, nessuno escluso!

Dott.ssa Andrea Roberta Di Rosa
Dott.ssa Michela Mazzone
Dott.ssa Federica Sciacca

Si ringraziano:

  • Margherita Spagnuolo Lobb, direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, per averci concesso l’opportunità di realizzare l’evento;
  • Giuseppe Sampognaro didatta dell’Istituto di Gestalt HCC Italy per i suoi attenti e preziosi consigli.
  • Michele Cannavò e Salvo Libranti didatti dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, per il sostegno, la vicinanza e la spinta a credere in questo evento.
  • Marco Lobb e la segreteria dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, per l’organizzazione dell’evento;
  • Emma Lo Magro e Bruna Ferlito, allieve didatte dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, per la cura nella preparazione del seminario.
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