Formazione internazionale all’Istituto di Gestalt di Minsk


Tra il 7 e il 9 settembre 2018, Margherita Spagnuolo Lobb ha condotto l’ultimo seminario di formazione sulla terapia gestalt familiare presso l’Istituto Gestalt di Minsk, presieduta da Elena Lasaja.

Il programma è durato 3 anni e ha incluso argomenti riguardanti la terapia gestaltica di famiglia, la terapia gestaltica con i bambini, la terapia gestalt delle coppie e un modello estetico per lavorare con i genitori.

Altri conduttori sono Silvia Tosi e Piero Cavaleri, dell’Istituto di Gestalt HCC Italy.

I partecipanti erano tutti psicologi, psichiatri e medici già formati in terapia della gestalt.

Tre anni pieni di incontri profondamente umani – e strumenti clinici per lavorare con famiglie, bambini, genitori e coppie.

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La Scuola di Specializzazione che vorresti


La scelta di una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia comporta una riflessione importante: occorre ponderare bene i contenuti formativi, ma anche la qualità organizzativa della scuola e l’efficienza dei processi amministrativi,  l’accoglienza verso i bisogni degli allievi, le possibilità di sperimentare la pratica clinica, i contatti con il mondo del lavoro, la rete internazionale in cui i docenti sono inseriti, la valutazione del metodo evidence based, ecc.

L’Istituto di Gestalt HCC Italy è una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con Decreti Ministeriali del 09/05/1994, 07/12/2001, 24/10/2008, 28/04/2011. Le Sedi riconosciute sono Siracusa – Palermo – Milano. Il Coordinamento Nazionale delle Scuole Private di Psicoterapia ha valutato, nell’anno 2015, il sistema di Qualità dell’Istituto come il più elevato rispetto agli standard nazionali (fonte www.cnspscuolepsicoterapia.it)

L’Istituto è inoltre  riconosciuto dalla European Association for Gestalt Therapy. L’accreditamento EAGT costituisce un riconoscimento europeo di Qualità dei corsi di formazione erogati dall’Istituto (unico Ente in Italia con questo riconoscimento).

La Qualità dell’Istituto dal 1979

  • La prima Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt in Italia
  • Una comunità di insegnamento/apprendimento internazionale con esperienza didattica trentennale
  • Seminari con i più rilevanti esponenti internazionali della psicoterapia
  • Ricerca scientifica
  • Pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali

 

Servizi per gli studenti

  • Agevolazioni economiche per gli studenti disoccupati e con reddito basso
  • Possibilità di avviamento alla professione presso il Centro Clinico
  • Piattaforma e-learning per la consultazione di testi
  • Servizi esclusivi tramite portale allievo (visualizzazione assenze effettuate e prenotazione recuperi online, prenotazione consultazione tesi)
  • Abbonamento gratuito alla rivista italiana di psicoterapia Quaderni di Gestalt edita da Franco Angeli
  • Orientamento nella scelta della struttura per il tirocinio
  • Supervisione e assicurazione per il tirocinio inclusi nella retta
  • Partecipazione attiva a convegni internazionali

 

Finalità e obiettivi del corso

La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia abilita psicologi e medici all’esercizio della professione di psicoterapeuta, secondo l’art. 3 della Legge 56/89.

L’Istituto attua un modello formativo che integra la competenza professionale specifica con il processo di crescita personale, professionale e di gruppo.
Sono obiettivi prioritari del percorso formativo della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia:

  • Dare strumenti fenomenologico-relazionali di lettura e di intervento per il disagio psichico, in vari setting:individuale, di coppia, di famiglia e di gruppo;
  • Fornire una competenza diagnostica e psicopatologica per tutta la gamma dei disturbi psichici, da quelli “evolutivi” ai disturbi gravi;
  • Fornire un modello esperienziale di intervento sui processi relazionali in gruppo;
  • Sviluppo creativo delle risorse personali

 

Staff didattico

Composta da un corpo docente di esperienza trentennale, la Scuola costituisce, assieme al Direttore, una comunità di  insegnamento/apprendimento in continua evoluzione.
La Scuola offre un confronto diretto con i grandi maestri della Psicoterapia e della ricerca: Daniel Stern, Vittorio Gallese, Umberto Galimberti, Erving Polster, Robert Lee, Ruella Frank, Donna Orange, Vittorio Cigoli, Massimo Ammaniti, Jean Marie Robine, Antonio Damasio, Eugenio Borgna, Carmen Vazquez Bandin e altri (visita il blog dei grandi eventi dell’Istituto).

Dal 1979 l’Istituto di Gestalt HCC ha formato un migliaio di psicoterapeuti, alcuni dei nostri allievi sono diventati docenti internazionali e collaboratori dell’Istituto.

 

Titolo di Psicoterapeuta
Al termine del corso verrà rilasciato all’allievo il diploma legittimante l’esercizio dell’attività psicoterapeutica, ai sensi dell’art. 3 della Legge 56/89.
Il titolo è riconosciuto equipollente alla specializzazione universitaria al fine della partecipazione ai concorsi pubblici, inclusi quelli per la copertura dei posti in organico presso il Servizio Santitario Nazionale (art.2 – comma 3 della legge 29/12/2000, n.401).

Riconoscimento internazionale del titolo rilasciato
La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’Istituto di Gestalt HCC Italy è riconosciuta dalla Euroepan Association for Gestalt Therapy. Il diploma rilasciato consente l’accesso al network internazionale di psicoterapeuti della SIPG (Società Italiana Psicoterapia Gestalt) e dell’EAGT (European Association for Gestalt Therapy) in modo diretto, senza produrre i certificati solitamente richiesti in fase di iscrizione alle due associazioni internazionali di cui sopra.

 

 

SCOPRI L’ISTITUTO DI GESTALT HCC ITALY 

www.gestalt.it

 

 

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La formazione in psicoterapia della Gestalt


L’evoluzione del metodo

-Margherita Spagnuolo Lobb

Dalla sua fondazione, la psicoterapia della Gestalt è passata da una metodologia della prassi formativa “ingenua” ad una prassi ben articolata e varia. Sono lontani ormai i tempi in cui la formazione dello psicoterapeuta di orientamento umanistico avveniva fondamentalmente attraverso metodiche esperienziali (il lavoro personale in gruppo) e dimostrative (l’osservazione dal vivo del lavoro clinico dei “maestri”). Il concetto di essere centrato sul paziente (o sull’allievo), che 50 anni fa esprimeva il superamento della logica interpretativa, nei decenni si è evoluto nella conoscenza sempre più dettagliata delle emozioni che si sviluppano nella relazione terapeutica (e formativa) e nel suo sviluppo temporale.

In Italia, in particolare, il riconoscimento giuridico della professione dello psicoterapeuta (all’interno della legge n. 56/89 sull’ordinamento della professione dello psicologo) ha portato tutte le scuole ad una regolamentazione ufficiale della formazione, da depositare presso il Ministero dell’Università, che le ha condotte ad una riflessione sulla teoria della prassi. Questo “obbligo” da una parte ha migliorato la performance dei servizi formativi erogati, dall’altra ha fatto evolvere il pensiero sulla formazione, che, in linea con i trend culturali, ha decisamente abbandonato la formula del maestro come unico referente di un modello da apprendere. Oggi sono le scuole a proporre modelli formativi, comunità di insegnamento/apprendimento che crescono sia nel dialogo interno – tra i didatti e tra i didatti e gli allievi – che esterno, tra approcci diversi. La regolamentazione ufficiale dei programmi formativi ha anche favorito lo scambio tra metodi rispetto

alle prassi formative, con una evidente apertura dei didatti verso terre di confine, quali la condivisione di ricerche e il dialogo sui casi clinici da epistemologie diverse.

Parallelamente a questo processo di evoluzione della prassi formativa gestaltica italiana, la fondazione degli Ordini degli Psicologi ha consentito l’istituzione di un codice etico della psicoterapia, che ha ben definito i confini del setting psicoterapico, escludendone possibili manipolazioni narcisistiche: ciò che guida l’intervento e la formazione è la domanda del paziente/allievo, non l’idea che il terapeuta o “maestro” si fa di essa.

In Italia dunque il confronto con le definizioni imposte dalla legge e dal codice deontologico ha portato le scuole di specializzazione in psicoterapia a erogare servizi formativi con standard altamente qualificati.

Oggi sappiamo che formare implica:

  •  aspetti giuridici: il riconoscimento formale della professione;
  •  aspetti amministrativi e gestionali: la struttura organizzativa che consente all’allievo di impegnarsi nella formazione in modo significativo. Le facilitazioni amministrative, la possibilità di rintracciare materiale  didattico, la considerazione del punto di vista degli allievi sulla qualità, sono tutti strumenti che favoriscono il rispetto del bisogno formativo dell’allievo e le condizioni adeguate alla alta formazione;
  •  aspetti metodologici e didattici. L’aspetto metodologico-didattico della formazione gestaltica include a sua volta tre grandi categorie:
  •  la programmazione didattica (che deve essere in grado di trasmettere il modello in modo fluido e armonico);
  •  la qualità dell’ambiente umano didattico (che riguarda sia la qualità dei didatti che il clima tra di loro e il senso di appartenenza al modello e alla Scuola);
  • una mappa per osservare il processo di gruppo della classe, come evoluzione delle intenzionalità di contatto degli allievi. Ma, al di sopra di tutti questi aspetti, occorre collocare l’etica dell’azione formativa, come definizione sovraordinata a cui tutto ciò che riguarda la formazione va ricondotto, dalle dinamiche relazionali che emergono nel campo fenomenologico formativo alle pratiche amministrative e didattiche. L’etica garantisce il raggiungimento dello scopo “contrattato” tra le parti, ossia la realizzazione dell’obiettivo formativo, il “dare forma” all’intenzione dell’allievo di diventare psicoterapeuta e all’intenzione del formatore di trasmettere un modello favorendone l’“incarnazione” in persone concrete.

La maggiore complessità e articolazione della formazione in psicoterapia della Gestalt deve tuttavia convivere con l’epistemologia gestaltica basata sulla spontaneità dei processi relazionali: per questo, formare nel nostro approccio diventa una sfida molto interessante. La prassi della formazione in gruppo – a differenza degli inizi storici del modello, in cui la formazione avveniva attraverso seminari molto significativi ma sporadici – è diventata un processo a lungo termine e si è arricchita della considerazione dei processi di gruppo. La “novità, eccitazione e crescita” che, come nel titolo del testo fondante di Perls, Hefferline e Goodman, erano considerate necessarie per la crescita individuale, oggi sono considerate necessarie per il processo di crescita del gruppo in formazione. Il processo di gruppo, mai preso in considerazione nel modello formativo di Perls, è diventato uno specifico gestaltico della formazione psicoterapica dagli anni ’80 in poi, grazie soprattutto alle riflessioni all’interno del New York Institute for Gestalt Therapy3 e da parte di altri colleghi.

I contributi raccolti in questo numero dei Quaderni di Gestalt intendono offrire ai lettori il punto di vista di alcuni psicoterapeuti contemporanei. (…)

Ed è su questa nota di passione per il dialogo e per la trasmissione dell’arte terapeutica che vi auguro buona lettura, dandovi appuntamento per i prossimi numeri del 2011, che saranno dedicati, il primo, a “trauma ed emergenza” ed il secondo a “neuroscienze e psicoterapia”.


Quaderni di Gestalt, Vol XXIII, 2010-2, La formazione in psicoterapia della Gestalt
Rivista semestrale di psicoterapia della Gestalt, edita da Franco Angeli

Consulta indice e contenuti

Potrebbe interessarti anche:Supervisioni per psicoterapeuti (Siracusa-Palermo-Milano)

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LA FORMAZIONE GESTALTICA


Lo scopo della formazione psicoterapica gestaltica è duplice: sostenere il desiderio dell’allievo di diventare un professionista della cura dell’anima, e immettere nella società dei professionisti capaci di sostenere la creatività e l’intenzionalità di contatto insite nel disagio relazionale attuale.

L’appartenenza al gruppo di formazione e alla Scuola, che consente la solidità percepita del sé e la tolleranza verso la diversità, è il concetto chiave […]: la formazione in psicoterapia deve garantire l’apertura individuata e creativa alla società. L’autonomia appartenente è il termine che mi sembra più adatto per descrivere sia il senso delle radici solide che, allo stesso tempo, il permesso di creare forme nuove capaci di risolvere problemi concreti della società.

Margherita Spagnuolo Lobb

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FORMARSI IN PSICOTERAPIA


Oggi è particolarmente importante avere una teoria, una metodologia psicoterapica e un modello di formazione adatti a gestire la fluidità dell’esperienza, per permettere la costruzione di un ground su cui il contattare possa fondarsi.

La psicoterapia si interroga su nuovi modi di curare il disagio psichico, modi che – al di là di codificazioni prestabilite – devono adeguarsi al sentire sociale incerto. Il dialogo terapeutico è così chiamato a viaggiare su codici processuali, più che sul codice verbale, e sulla musica che il terapeuta e il paziente creano, su come riescono a concordare i loro linguaggi, più che sulla comprensione dell’inconscio.

 

Margherita Spagnuolo Lobb

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