Dall’enteroception al sostegno dell’intenzionalità di contatto.


Simulata di una seduta dal vivo

-Margherita Spagnuolo Lobb e Vittorio Gallese

L’articolo consiste nella trascrizione di una seduta dal vivo condotta, durante un convegno, da Margherita Spagnuolo Lobb, e nel commento da parte del neuroscienziato Vittorio Gallese, che ha assistito alla seduta. Il risultato è un originalissimo confronto su temi che riguardano l’interfaccia tra psicoterapia e neuroscienze. La partecipazione del terapeuta, il suo sentire in maniera “incarnata”, diventa possibilità per il paziente di consapevolezza di sé e strumento terapeutico per coglierne e sostenerne l’intenzionalità di contatto. In una prospettiva estetica e processuale, la seduta è stata incentrata sull’esperienza percettiva e propriocettiva in cui la dimensione corporea e le risonanze sensori-motorie e affettive del qui- ed-ora hanno giocato un ruolo fondamentale.

Il neuroscienziato ha inoltre collegato l’enterocezione usata dalla terapeuta (la consapevolezza del battito cardiaco) ai recenti studi sul sistema nervoso autonomo e sistema nervoso centrale, e ha ricordato gli studi sul fenomeno della “mano di gomma”, che rilevano come una maggiore capacità di sentirsi dentro correli con un confine del sé corporeo più stabile, meno facilmente violabile da illusioni.

(…)

1. Commento del professor Vittorio Gallese

Vittorio Gallese. Questo è un tema di grandissima attualità nelle neuroscienze cognitive, la “parola magica” oggi è Enteroception, cioè “enterocezione”, il “sentirsi”. Per esempio, un aspetto affascinante del fumare è quello che attiene al sentirsi da dentro, cioè a sentire i polmoni che si dilatano, che accolgono il fumo, e questa è una sensazione che se viene a mancare, “è il venir meno di qualcosa che contribuisce a farmi sentire quello che sono, il venir meno di una componente che contribuiva a darmi un senso di presenza e di identità”.

Oggi si utilizza il parametro dell’enterocezione, cioè, ad esempio, la capacità di leggere e di diventare consapevoli del proprio battito cardiaco. Questa capacità cambia da individuo ad individuo e si utilizza come oggettivazione dell’esperienza soggettiva, da mettere in relazione con profili di personalità o con quadri psicopatologici.

In un lavoro pubblicato recentemente in cui si impiegava la cosiddetta “illusione della mano di gomma”, si è visto come le persone con un alto grado di consapevolezza enterocettiva, che quindi hanno una percezione della propria frequenza cardiaca che è molto vicina a quella effettiva, sono anche quelle meno prone a questo tipo di illusione. Una maggiore capacità di sentirsi dentro, correla con un confine del sé corporeo più stabile, meno facilmente violabile da questo tipo di illusioni. Nella psicosi schizofrenica, invece, l’essere esposti a questo tipo di illusioni è aumentato. Questa è un’altra prova dell’importanza dei confini del sé corporeo

…Mi chiedo dove si arriva, c’è poi una progressione; hai fatto qualcosa di condensato?

Margherita Spagnuolo Lobb. No, non ho fatto qualcosa di condensato, ma di contestualizzato. Quello che accade …

(…)

Tratto da Quaderni di Gestalt, volume XXIV, 2011/2, Psicoterapia della Gestalt e Neuroscienze
Rivista semestrale di Psicoterapia della Gestalt edita da Franco Angeli, pag. 90

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Psicoterapia della Gestalt e neuroscienze: il perché di un dialogo


-I Quaderni di Gestalt si raccontano: 2011/2

Nel 2011, l’Istituto di Gestalt HCC Italy ha organizzato due significativi convegni ospitando come main speaker il neurofisiologo di fama internazionale Vittorio Gallese.

Il primo convegno, dal titolo “Le neuroscienze applicate all’esperienza estetica”, si è svolto a Palermo nei giorni 4 e 5 Febbraio 2011, con la collaborazione della sezione di psichiatria del Dipartimento di Biomedicina Sperimentale e Neuroscienze Cliniche dell’Università di Palermo (direttore Prof. Daniele La Barbera).

Il secondo convegno, dal titolo “E-mozioni incarnate: la danza delle relazioni tra neuroscienze e psicoterapia”, si è svolto a Siracusa nei giorni 27 e 28 maggio 2011, in collaborazione con la cattedra di Psicologia, Dipartimento di Processi Formativi dell’Università di Catania (direttore Prof. Santo Di Nuovo), e con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico.

Questi eventi hanno coronato un fertile dialogo tra l’approccio gestaltico e le neuroscienze, che il nostro Istituto coltiva già da alcuni anni. Un tale interesse è testimoniato da diverse pubblicazioni di alcuni nostri didatti e dalle non poche tesi di specializzazione che i nostri allievi hanno elaborato, anche in tempi recenti.

A legittimare un tale confronto sono le numerose e significative intuizioni di Perls, che trovano un marcato e quasi puntuale riscontro nella ricerca neuroscientifica. Un clamoroso esempio è dato dal cervello pensoso del corpo descritto da Antonio Damasio (1995; 2000), che richiama molto da vicino la centralità dell’esperienza percettiva asserita da Perls. Il confine corporeo, che Damasio delinea da una prospettiva neurobiologica come un “luogo” della mente, rimanda con evidente contiguità al confine di contatto che Perls, cinquanta anni prima, aveva teorizzato dal punto di vista psicologico, ponendolo a fondamento del suo modello psicoterapeutico (cfr. Cavaleri, 2003).

Altri interessanti elementi di confronto sono poi emersi con la scoperta dei neuroni specchio ad opera della Scuola di Parma, guidata da Giacomo Rizzolatti (2006). Come è noto, nella prospettiva gestaltica ogni relazione con l’altro costituisce sempre una esperienza “incarnata”, intensamente vissuta sul piano “estetico”, incessantemente mediata e attivata dai canali percettivi, dagli organi di senso (cfr. Spagnuolo Lobb, 2011).

Fin dalle sue origini, la psicoterapia della Gestalt asserisce che l’organismo e l’ambiente, l’individuo e il suo contesto, contribuiscono a co- creare un campo condiviso. Il campo di Perls è una realtà “vissuta” nella carne, sempre sperimentata nel qui e ora del confine di contatto, attraverso la struttura scheletrico-muscolare del corpo, attraverso la pelle e i suoi incavi, gli organi di senso. (…)

Siamo dunque ben lieti di presentare ai lettori dei Quaderni di Gestalt questo numero dedicato al dialogo con le neuroscienze. Gran parte dei contributi sono tratti dai due convegni suddetti, ma altri attingono a prospettive caute se non critiche su questo dialogo, e consentono al lettore di avere una visione più ampia del panorama attuale in merito.

Tratto da Quaderni di Gestalt, volume XXIV, 2011/2, Psicoterapia della Gestalt e Neuroscienze
Rivista semestrale di Psicoterapia della Gestalt edita da Franco Angeli, pag. 4

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Potrebbe interessarti anche: 
1. Videoseminario: 
E-Mozioni Incarnate: La Danza Delle Relazioni Tra Neuroscienze E Psicoterapia

2. Video seminario: Le Neuroscienze Applicate All’esperienza Estetica

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Le pubblicazioni dell’Istituto: Psicoterapia della Gestalt e neuroscienze


Indice

 

Prefazione, di Vittorio Gallese
Introduzione, di Pietro Andrea Cavaleri
Capitolo 1. Dalle parti degli infedeli. Per un dialogo fra saperi diversi,
di Pietro Andrea Cavaleri
1. I paradossi della fedeltà
2. Goldstein e la totalità che organizza le parti
3. Un nuovo modello epistemologico
4. Dialogo fra saperi diversi. Changeux e Ricoeur a confronto
Bibliografia

Per prenotare il libro scrivi a info@gestalt.it
Per conoscere le altre pubblicazioni dell’Istituto clicca qui  

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Dall’enteroception al sostegno dell’intenzionalità di contatto. Simulata di una seduta dal vivo


Dall’enteroception al sostegno
dell’intenzionalità di contatto.
Simulata di una seduta dal vivo

 Margherita Spagnuolo Lobb* e Vittorio Gallese**

Tratto da Quaderni di Gestalt n.2011-2 (per info ed abbonamenti clicca qui)

 
Riassunto dell’articolo

L’articolo consiste nella trascrizione di una seduta dal vivo condotta, durante un convegno, da Margherita Spagnuolo Lobb, e nel commento da parte del neuroscienziato Vittorio Gallese, che ha assistito alla seduta. Il risultato è un originalissimo confronto su temi che riguardano l’interfaccia tra psicoterapia e neuroscienze. La partecipazione del terapeuta, il suo sentire in maniera “incarnata”, diventa possibilità per il paziente di consapevolezza di sé e strumento terapeutico per coglierne e sostenerne l’intenzionalità di contatto. In una prospettiva estetica e processuale, la seduta è stata incentrata sull’esperienza percettiva e propriocettiva in cui la dimensione corporea e le risonanze sensori-motorie e affettive del qui-ed-ora hanno giocato un ruolo fondamentale.

Il neuroscienziato ha inoltre collegato l’enterocezione usata dalla terapeuta (la consapevolezza del battito cardiaco) ai recenti studi sul sistema nervoso autonomo e sistema nervoso centrale, e ha ricordato gli studi sul fenomeno della “mano di gomma”, che rilevano come una maggiore capacità di sentirsi dentro correli con un confine del sé corporeo più stabile, meno facilmente violabile da illusioni.

 

Parole chiave: enterocezione, empatia incarnata, mano di gomma, intenzionalità, psicoterapia della Gestalt, neuroscienze.



*Psicologa, psicoterapeuta. Dirige, dal 1979,la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’Istituto di Gestalt HCC. Ha introdotto in Italia i maggiori esponenti della psicoterapia della Gestalt. È Fondatore e Presidente Onorario della Società Italiana Psicoterapia Gestalt (SIPG), Past-President e primo Socio Onorario della European Association for Gestalt Therapy (EAGT), Past-President della Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia (FIAP).

**Professore ordinario di Fisiologia e coordinatore del Dottorato di Ricerca in Neuroscienze dell’Università di Parma. Neuroscienziato, tra i suoi contributi principali vi è la scoperta assieme ai colleghi del gruppo di Parma dei neuroni specchio, e l’elaborazione di un modello neuroscientifico dell’intersoggettività. Ha vinto il Premio Grawemeyer perla Psicologia per l’anno 2007 ed ha ricevuto il Doctor Honoris Causa dall’Università Cattolica di Lovanio.

 

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Empatia incarnata tra psicoterapia della Gestalt e neuroscienze


Empatia incarnata tra psicoterapia della

Gestalt e neuroscienze* **

Valeria Rubino***

 

Tratto da Quaderni di Gestalt n.2011-2 (per info ed abbonamenti clicca qui)

 
Riassunto dell’articolo

In accordo con il nuovo trend culturale che sancisce nell’uomo il primato della dimensione relazionale, l’articolo si propone di approfondire alcune riflessioni teoriche sul concetto di empatia sia in seno alla psicoterapia della Gestalt che in ambito neuroscientifico. Obiettivo del presente lavoro è individuare spunti di condivisione tra i risultati ottenuti dall’Infant Research, le neuroscienze ed alcuni elementi teorici ed epistemologici della psicoterapia della Gestalt.

 

Parole chiave: Relazione, empatia, psicoterapia della Gestalt, neuroni specchio, simulazione incarnata.


*Questo contributo è una versione modificata dall’Autrice dell’articolo Rubino V. (2008). Sulle tracce dell’empatia: Una visione gestaltica e neuroscientifica rivolta al cuore della relazione. Idee in Psicoterapia. 1, 3, 41- 49.

** Si ringrazia la dottoressa Marilena Senatore per l’editing.

*** Psichiatra, psicoterapeuta della Gestalt, didatta dell’Istituto di Gestalt HCC Italy.

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Afferrare l’altro: Intervista a Vittorio Gallese di Pietro A. Cavaleri


Afferrare l’altro*.

Intervista a Vittorio Gallese** 

Pietro A. Cavaleri***

 

Tratto da Quaderni di Gestalt n.2011-2 (per info ed abbonamenti clicca qui)

 
Riassunto dell’articolo

Vedere è attivare la via visiva, ma guardare vuol dire “afferrare l’altro”, mettersi in un rapporto di apertura nei confronti dell’altro. Vediamo non solo con la vista, ma anche con il tatto, con l’udito, con l’azione. L’isomorfismo non è la riproduzione di una struttura, ma è “l’afferramento” di un corpo che si emoziona. L’emozione si è evoluta come uno strumento di negoziazione interpersonale. Emozionarsi non è solo sentirsi, ma sentire nell’esprimersi. Occorre guardare all’uomo partendo non dal cervello, ma dalla persona. L’identità è un processo di co-costruzione in cui l’altro gioca un ruolo fondamentale. Se l’altro manca, sono mutilate le potenzialità di individuazione di ognuno.

 Parole-chiave: guardare, afferrare, sentire, esprimersi, emozione, persona.


* L’intervista è stata trascritta dalla dott.ssa Maria Angela Corriero, e approvata dal professore Gallese.

**Professore ordinario di Fisiologia e coordinatore del Dottorato di Ricerca in Neuroscienze dell’Università di Parma. Neuroscienziato, tra i suoi contributi principali vi è la scoperta assieme ai colleghi del gruppo di Parma dei neuroni specchio, e l’elaborazione di un modello neuroscientifico dell’intersoggettività. Ha vinto il Premio Grawemeyer perla Psicologia per l’anno 2007 ed ha ricevuto il Doctor Honoris Causa dall’Università Cattolica di Lovanio.

***Psicologo e psicoterapeuta della Gestalt, didatta dell’Istituto di Gestalt HCC Italy. Insegna psicologia clinica pressola LUMSA, sede di Caltanissetta.

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Il now-for-next tra neuroscienze e psicoterapia della Gestalt


Vittorio Gallese Margherita Spagnuolo Lobb Gestalt

Il now-for-next tra neuroscienze e psicoterapia della Gestalt 

Dialogo tra Vittorio Gallese* e Margherita Spagnuolo Lobb**

Tratto da Quaderni di Gestalt n.2011-2 (per info ed abbonamenti clicca qui)

 Riassunto dell’articolo

L’articolo riporta la trascrizione di un dialogo incalzante e vivace tra gli autori sul recente libro di M. Spagnuolo Lobb, Il now-for-next in psicoterapia. La psicoterapia della Gestalt raccontata nella società post-moderna. Ne viene fuori un confronto tra le recenti scoperte compiute dalle Neuroscienze da una parte e i temi cardine della psicoterapia della Gestalt dall’altra. Gli autori si ritrovano su argomenti quali l’intenzionalità condivisa e l’attitudine umana a riconoscerla nell’altro, la genesi e lo sviluppo dell’atteggiamento accudente, la relazione terapeutica come spazio co-costruito, la practognosia di Merleau-Ponty, il rapporto tra motilità e psicopatologia, l’autoregolazione del contatto terapeutico e la teoria della Simulazione Incarnata, l’intreccio tra aspetti genetici e strutturali dell’esperienza, la perdita di senso che avviene nell’esordio psicotico, la prospettiva somato-evolutiva dello sviluppo, l’evidenza non verbale dello sviluppo del paziente, la possibilità di condizionare positivamente il comportamento umano e l’importanza per gli scienziati di rimanere aperti alla libertà umana.

 


*Professore ordinario di Fisiologia e coordinatore del Dottorato di Ricerca in Neuroscienze dell’Università di Parma. Neuroscienziato, tra i suoi contributi principali vi è la scoperta assieme ai colleghi del gruppo di Parma dei neuroni specchio, e l’elaborazione di un modello neuroscientifico dell’intersoggettività. Ha vinto il Premio Grawemeyer perla Psicologia per l’anno 2007 ed ha ricevuto il Doctor Honoris Causa dall’Università Cattolica di Lovanio.

**Psicologa, psicoterapeuta, Dirige, dal 1979,la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’Istituto di Gestalt HCC. Ha introdotto in Italia i maggiori esponenti della psicoterapia della Gestalt. È Fondatore e Presidente Onorario della Società Italiana Psicoterapia Gestalt (SIPG), Past-President e primo Socio Onorario della European Association for Gestalt Therapy (EAGT), Past-President della Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia (FIAP).

 

Parole chiave: intenzionalità condivisa, practognosia, psicopatologia, simulazione incarnata, sviluppo polifonico dei domini.

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