Psicoterapia della Gestalt e neuroscienze: il perché di un dialogo


-I Quaderni di Gestalt si raccontano: 2011/2

Nel 2011, l’Istituto di Gestalt HCC Italy ha organizzato due significativi convegni ospitando come main speaker il neurofisiologo di fama internazionale Vittorio Gallese.

Il primo convegno, dal titolo “Le neuroscienze applicate all’esperienza estetica”, si è svolto a Palermo nei giorni 4 e 5 Febbraio 2011, con la collaborazione della sezione di psichiatria del Dipartimento di Biomedicina Sperimentale e Neuroscienze Cliniche dell’Università di Palermo (direttore Prof. Daniele La Barbera).

Il secondo convegno, dal titolo “E-mozioni incarnate: la danza delle relazioni tra neuroscienze e psicoterapia”, si è svolto a Siracusa nei giorni 27 e 28 maggio 2011, in collaborazione con la cattedra di Psicologia, Dipartimento di Processi Formativi dell’Università di Catania (direttore Prof. Santo Di Nuovo), e con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico.

Questi eventi hanno coronato un fertile dialogo tra l’approccio gestaltico e le neuroscienze, che il nostro Istituto coltiva già da alcuni anni. Un tale interesse è testimoniato da diverse pubblicazioni di alcuni nostri didatti e dalle non poche tesi di specializzazione che i nostri allievi hanno elaborato, anche in tempi recenti.

A legittimare un tale confronto sono le numerose e significative intuizioni di Perls, che trovano un marcato e quasi puntuale riscontro nella ricerca neuroscientifica. Un clamoroso esempio è dato dal cervello pensoso del corpo descritto da Antonio Damasio (1995; 2000), che richiama molto da vicino la centralità dell’esperienza percettiva asserita da Perls. Il confine corporeo, che Damasio delinea da una prospettiva neurobiologica come un “luogo” della mente, rimanda con evidente contiguità al confine di contatto che Perls, cinquanta anni prima, aveva teorizzato dal punto di vista psicologico, ponendolo a fondamento del suo modello psicoterapeutico (cfr. Cavaleri, 2003).

Altri interessanti elementi di confronto sono poi emersi con la scoperta dei neuroni specchio ad opera della Scuola di Parma, guidata da Giacomo Rizzolatti (2006). Come è noto, nella prospettiva gestaltica ogni relazione con l’altro costituisce sempre una esperienza “incarnata”, intensamente vissuta sul piano “estetico”, incessantemente mediata e attivata dai canali percettivi, dagli organi di senso (cfr. Spagnuolo Lobb, 2011).

Fin dalle sue origini, la psicoterapia della Gestalt asserisce che l’organismo e l’ambiente, l’individuo e il suo contesto, contribuiscono a co- creare un campo condiviso. Il campo di Perls è una realtà “vissuta” nella carne, sempre sperimentata nel qui e ora del confine di contatto, attraverso la struttura scheletrico-muscolare del corpo, attraverso la pelle e i suoi incavi, gli organi di senso. (…)

Siamo dunque ben lieti di presentare ai lettori dei Quaderni di Gestalt questo numero dedicato al dialogo con le neuroscienze. Gran parte dei contributi sono tratti dai due convegni suddetti, ma altri attingono a prospettive caute se non critiche su questo dialogo, e consentono al lettore di avere una visione più ampia del panorama attuale in merito.

Tratto da Quaderni di Gestalt, volume XXIV, 2011/2, Psicoterapia della Gestalt e Neuroscienze
Rivista semestrale di Psicoterapia della Gestalt edita da Franco Angeli, pag. 4

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