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Summer Programme for Gestalt Psychotherapists
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Nel lavoro psicoterapeutico con le coppie convergono due problemi fondamentali della società contemporanea: la desensibilizzazione corporea e la difficoltà di restare nelle relazioni. L’evoluzione sociale ha portato ad un disorientamento nelle relazioni di coppia: quando si può dire di essere coppia? E come si fa a restare coppia? Le difficoltà delle coppie oggi non riguardano più, come un paio di decenni fa, il diritto di realizzarsi al di là del legame. Oggi le coppie patiscono un addormentamento dei sensi, una confusione nel desiderio verso l’altro o una noia. Il richiamo dell’altro è debole e incostante.
Lo psicoterapeuta deve trovare strumenti metodologici nuovi per aiutare le coppie a vivere la relazione con l’altro in modo piacevole e rilassato, imparando a sentirsi a casa nella terra straniera che il rapporto di coppia diventa quando non ci si sente visti nel desiderio e nei tentativi di raggiungersi.
Il corso offre un modello pratico di lavoro psicoterapico capace di risolvere queste nuove evidenze cliniche della coppia. E’ stato elaborato da Margherita Spagnuolo Lobb sulla scia della tradizione americana fondata da Sonia Nevis e Joseph Zinker. E’ stato finora pubblicato con il titolo “Essere al confine di contatto con l’altro: la sfida di ogni coppia”, nel libro il linguaggio segreto dell’intimità (curato da R. Lee) e nella rivista Terapia Familiare n. 86, 2008, pp. 55-73.
Programma
Il modello di lavoro gestaltico con le coppie verrà approfondito in due incontri:
Il setting gestaltico: fenomenologia ed estetica del campo di coppia
10 Ottobre 2018 dalle 14.30 alle 19.30
L’intervento gestaltico con le coppie: il sostegno al now-for-next
7 Novembre 2018 dalle 14.30 alle 19.30
La metodologia dei seminari sarà teorico-esperienziale. Ogni partecipante potrà confrontarsi con i propri processi relazionali e collegarli al proprio essere psicoterapeuta. I casi portati in supervisione non devono necessariamente essere riferiti al setting di coppia.
Scarica la brochure del Corso ECM
La scelta di una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia comporta una riflessione importante: occorre ponderare bene i contenuti formativi, ma anche la qualità organizzativa della scuola e l’efficienza dei processi amministrativi, l’accoglienza verso i bisogni degli allievi, le possibilità di sperimentare la pratica clinica, i contatti con il mondo del lavoro, la rete internazionale in cui i docenti sono inseriti, la valutazione del metodo evidence based, ecc.
L’Istituto di Gestalt HCC Italy è una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con Decreti Ministeriali del 09/05/1994, 07/12/2001, 24/10/2008, 28/04/2011. Le Sedi riconosciute sono Siracusa – Palermo – Milano. Il Coordinamento Nazionale delle Scuole Private di Psicoterapia ha valutato, nell’anno 2015, il sistema di Qualità dell’Istituto come il più elevato rispetto agli standard nazionali (fonte www.cnspscuolepsicoterapia.it)
L’Istituto è inoltre riconosciuto dalla European Association for Gestalt Therapy. L’accreditamento EAGT costituisce un riconoscimento europeo di Qualità dei corsi di formazione erogati dall’Istituto (unico Ente in Italia con questo riconoscimento).
La Qualità dell’Istituto dal 1979
Servizi per gli studenti
Finalità e obiettivi del corso
La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia abilita psicologi e medici all’esercizio della professione di psicoterapeuta, secondo l’art. 3 della Legge 56/89.
L’Istituto attua un modello formativo che integra la competenza professionale specifica con il processo di crescita personale, professionale e di gruppo.
Sono obiettivi prioritari del percorso formativo della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia:
Staff didattico
Composta da un corpo docente di esperienza trentennale, la Scuola costituisce, assieme al Direttore, una comunità di insegnamento/apprendimento in continua evoluzione.
La Scuola offre un confronto diretto con i grandi maestri della Psicoterapia e della ricerca: Daniel Stern, Vittorio Gallese, Umberto Galimberti, Erving Polster, Robert Lee, Ruella Frank, Donna Orange, Vittorio Cigoli, Massimo Ammaniti, Jean Marie Robine, Antonio Damasio, Eugenio Borgna, Carmen Vazquez Bandin e altri (visita il blog dei grandi eventi dell’Istituto).
Dal 1979 l’Istituto di Gestalt HCC ha formato un migliaio di psicoterapeuti, alcuni dei nostri allievi sono diventati docenti internazionali e collaboratori dell’Istituto.
Titolo di Psicoterapeuta
Al termine del corso verrà rilasciato all’allievo il diploma legittimante l’esercizio dell’attività psicoterapeutica, ai sensi dell’art. 3 della Legge 56/89.
Il titolo è riconosciuto equipollente alla specializzazione universitaria al fine della partecipazione ai concorsi pubblici, inclusi quelli per la copertura dei posti in organico presso il Servizio Santitario Nazionale (art.2 – comma 3 della legge 29/12/2000, n.401).
Riconoscimento internazionale del titolo rilasciato
La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’Istituto di Gestalt HCC Italy è riconosciuta dalla Euroepan Association for Gestalt Therapy. Il diploma rilasciato consente l’accesso al network internazionale di psicoterapeuti della SIPG (Società Italiana Psicoterapia Gestalt) e dell’EAGT (European Association for Gestalt Therapy) in modo diretto, senza produrre i certificati solitamente richiesti in fase di iscrizione alle due associazioni internazionali di cui sopra.
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www.gestalt.it
Il termine “psicoterapia” viene dal greco psychè “anima” e theraphéia “cura”: cura dell’anima.
La psicoterapia è una forma di cura di ciò che anima la vita, un sostegno al benessere della persona e delle relazioni, per raggiungere la salute.
La psicoterapia consiste in un intervento specialistico effettuato da medici o psicologi che hanno conseguito un diploma quadriennale in psicoterapia legalmente riconosciuto. Tutti i professionisti del Centro Clinico e di Ricerca sono laureati in psicologia o medicina e abilitati in psicoterapia e lavorano per rispondere ai bisogni di salute delle persone in contesti individuali, di coppia, di famiglia o di gruppo, a seconda delle esigenze e del tipo di disagio.
Il Centro Clinico e di Ricerca in Psicoterapia dell’Istituto di Gestalt HCC Italy offre un servizio di psicoterapia, svolto da psicoterapeuti abilitati e in collaborazione con psichiatri, accogliente e aperto alle richieste dei cittadini e garantisce tariffe accessibili, in funzione del reddito o di altre condizioni. Nasce per dare una risposta accessibile ad un bisogno di cura psicoterapeutica che sta crescendo e si rivolge a tutte quelle persone che in un momento di difficoltà economica non riuscirebbero altrimenti a sostenere il costo di un percorso psicoterapico.
La funzione svolta del Centro Clinico e di Ricerca in Psicoterapia ha una ricaduta positiva sui territori in cui è presente, creando un movimento etico di solidarietà e condivisione delle professionalità. Attualmente le sedi attive si trovano a:
Milano, Vicenza, Palermo, Siracusa
L’attuale dialogo tra psicoterapia della Gestalt e neuroscienze favorisce un’importante riflessione sui contributi che la psicoterapia della Gestalt può apportare alla psiconcologia, in particolare all’interno del processo di elaborazione di una patologia così dolorosa e disintegrante come il tumore al seno, il quale comporta per la donna una doppia chirurgia, fisica e simbolica. Il seno, infatti, è simbolo di femminilità e fertilità e modificazioni nel suo aspetto possono alterare la percezione che la donna ha di sé, della propria immagine corporea e della propria autostima, con inevitabili ricadute sul piano relazionale.
Le recenti scoperte ottenute dalla ricerca neuro-scientifica si intrecciano con alcuni temi fondamentali del modello gestaltico, offrendo diversi spunti di incontro e consolidando la concezione che vede il cancro come “processo patologico”, che coinvolge l’individuo globalmente, eliminando la dicotomia mente-corpo, e che scaturisce da una alterata relazione con il mondo interno/esterno.
Generalmente la malattia è vista come qualcosa di indipendente dal paziente, qualcosa che attacca l’organismo, interrompendone il funzionamento. Tuttavia, secondo l’attuale visione olistica della persona, la malattia è parte e si riferisce non solo al corpo fisico e alle attività che interferiscono direttamente con esso, ma anche al contesto relazionale e agli atteggiamenti dell’individuo con cui affronta la vita. Quindi, il sintomo fisico emerge come un segnale di avvertimento, che porta un’intenzione e viene caricato con messaggi e significati.
Gli attuali studi e l’interessamento della comunità scientifica alla correlazione tra l’insorgenza di sindromi neoplastiche e lo stato psicologico ed emotivo dei soggetti che ne sono vittime, ha dato l’input alla nascita di una nuova branca della medicina chiamata Psiconeuoroendocrinoimmunologia (PNEI), la quale studia le relazioni tra i grandi sistemi di regolazione dell’organismo umano: il nervoso, l’endocrino e l’immunitario, e tra questi e la psiche cioè l’identità emozionale e cognitiva che contraddistingue ciascuno di noi.
La patologia tumorale, e non solo, deve essere considerata in questa ottica globale. La psicologia oncologica è un passo fondamentale verso questa tendenza, un esempio importante di come la psicologia possa e debba trovare la sua collocazione accanto alle scienze mediche, per una comprensione unitaria della persona affetta da una patologia. In tal senso, enorme importanza riveste la psicoterapia della Gestalt, la cui principale intuizione riserva grande attenzione al corpo e ai suoi vissuti, segnalando come la superficie del corpo sia in realtà custode di una ricca e complessa profondità (Cavaleri, 2003).
Secondo l’approccio gestaltico, infatti, la perdita del seno determina una profonda ferita all’immagine corporea, e questo sottolinea il fondamentale ruolo che riveste il corpo nella vita di un individuo, origine della funzione costitutiva e genetica dell’intersoggettività (Gallese 2006), concetto fortemente sostenuto anche dalle recenti ricerche neuro-scientifiche. Tutto ciò a sostegno della straordinaria attualità di una delle scoperte più geniali di Perls: “il confine di contatto”. Esso rappresenta il fulcro intorno al quale nasce e si sviluppa tutta la psicoterapia della Gestalt. Nel modello di Perls e Goodman (1951), è “l’organo della consapevolezza”, strettamente collegato al qui ed ora della pelle, degli organi di senso, della risposta motoria, della concreta interazione fra l’organismo e il suo ambiente. Oggi, quello stesso confine, viene riconosciuto dalla scienza ufficiale come la chiave di svolta indispensabile per una piena comprensione della mente umana.
Pur essendo, tuttavia, un evento traumatico dirompente e distruttivo, che inizialmente sconvolge la vita di chi ne è vittima e dell’intero sistema familiare (secondo la teoria del campo, uno dei concetti fondamentali su cui si fonda la psicoterapia della Gestalt), il tumore al seno può rappresentare un punto di svolta per riscoprire un nuovo sé. Questo, però, è possibile soltanto accettando di farsi aiutare e di vivere consapevolmente tutte le fasi della malattia, attraversandole e, grazie alla Psicoterapia della Gestalt, portando nel “qui e ora” i propri reali e attuali bisogni per poterli gestire ed elaborare al fine di trovare un nuovo “adattamento creativo”.
L’accompagnamento terapeutico gestaltico offre al paziente la possibilità di ottenere un’altra visione della sua malattia, di conoscere più approfonditamente la dinamica e il significato che essa ha nella sua vita, inserendo il tumore all’interno della propria storia e trovando un modo nuovo per riconfigurare la propria essenza e la propria esistenza; in questo modo il paziente può diventare parte attiva del processo di recupero, in quanto comprende come le sue emozioni interferiscano direttamente o indirettamente in questo processo.
Fondamentale è il ruolo che rivestono, all’interno del processo terapeutico, la narrazione, motore di una possibile rielaborazione delle esperienze, del trauma, della sofferenza, e induttore di un cambiamento, e la scrittura espressiva, un altro modo “creativo” al quale spesso si ricorre quando l’intraducibilità della sofferenza del paziente gli impedisce di narrarla a voce e di trovare le parole giuste o il coraggio di parlarne. Grazie a questi due strumenti terapeutici è possibile percepire “una progettualità futura”, recuperare la creatività, bloccata dal trauma, e la capacità di agire e di tornare ad avere interesse per la realtà, stabilizzare le proprie risposte emozionali, attivare una vera e propria riorganizzazione di sé e dell’ambiente, all’interno della quale individuare nuovi significati esistenziali, per giungere all’accettazione e al riorientamento del nuovo itinerario di vita, in stretta relazione alla presenza della malattia. Tutto questo dimostra che dalla sofferenza si può rinascere più forti e vitali di prima e che attraverso il dolore è possibile persino intravedere la bellezza.
Dott.ssa Ornella Lo Porto
Psicologa, psicoterapeuta della Gestalt
Riferimenti bibliografici:
Perls F.S., Hefferline R.F, Goodman P. (1951), Gestalt Therapy, excitement and growth in the hunman personality, Julian press, N.Y.C., trad. It (1971), Teoria e pratica della Psicoterapia della Gestalt, vitalità ed accrescimento nella personalità umana, Roma, Astrolabio.
Cavaleri P. A. (2003), La profondità della superficie, percorsi introduttivi alla psicoterapia della Gestalt. Franco Angeli, Milano.
Gallese V. (2006), Corpo vivo, simulazione incarnata e intersoggettività. Una prospettiva neuro-fenomenologica, in Cappuccio M. (a cura di), Neurofenomenologia. Le scienze della mente e la sfida dell’esperienza cosciente, Bruno Mondadori, pp. 293-326.
Pur nella diversità degli approcci, e nel rispetto delle rispettive peculiarità, è evidente la possibilità di un confronto e l’opportunità di una reciproca “legittimazione” tra due scuole di pensiero e di prassi terapeutica che godono entrambe di dignità scientifica ed epistemologica. (…)
Tratto da Quaderni di Gestalt, vol XXII, 2009/2, Psicoterapia della Gestalt e psicoanalisi
Rivista semestrale di Psicoterapia della Gestalt edita da FrancoAngeli
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Come funziona la Carta del Docente?
Ad ogni docente sono assegnati 500 Euro attraverso l’applicazione web “Carta del Docente” disponibile ai docenti all’indirizzo cartadeldocente.istruzione.it;
per registrarsi sull’applicazione e utilizzare la “Carta del Docente” è necessario ottenere l’identità digitale SPID. È possibile richiedere le credenziali SPID presso uno dei gestori accreditati (http://www.spid.gov.it/richiedi-spid);
attraverso l’applicazione ogni docente potrà generare dei “Buoni di spesa” per l’acquisto, presso gli esercenti ed enti accreditati, di prodotti editoriali, corsi di formazione, e altri servizi che rientrano nelle categorie previste dalla legge;
i 500 euro della Carta del Docente possono essere spesi in qualunque momento, durante tutto il corso dell’anno scolastico.
Chi ha diritto ai 500 Euro previsti dalla formazione continua dei docenti?
Tutti i docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di II grado.
Cosa posso acquistare presso l’Istituto di Gestalt HCC Italy con la Carta del Docente?
E’ possibile utilizzare il Bonus per:
– partecipare a corsi di aggiornamento e di qualificazione professionale (visualizza tutti i corsi);
– per acquistare libri, testi, riviste e pubblicazioni utili all’aggiornamento professionale (visualizza tutte le pubblicazioni);
Quando si possono spendere i 500 euro?
Nel corso dell’intero arco dell’anno scolastico, cioè dall’1 settembre al 31 agosto.
Il bonus dei 500 euro vale anche per gli insegnanti delle scuole paritarie?
No. Come specificato dalla legge, ne hanno diritto tutti i docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di II grado.
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Le ricerche sulla psicoterapia della Gestalt sono state presentate in una Tavola Rotonda dal titolo: ” Sfide della ricerca nell’approccio esistenziale-esperienziale della terapia della Gestalt”.
La Tavola Rotonda è stata coordinata da Jan Roubal, con interventi di Madeleine Fogarty ( la Gestalt Therapy Fidelity Scale), Pablo Herrera Salinas (Single Case Time Series, una metodologia per esplorare l’efficacia e il cambiamento nei setting clinici) e Margherita Spagnuolo Lobb (Uno strumento osservare la fenomenologia e l’estetica delle relazioni primarie: i ” passi di danza ” tra caregivers e bambino).
Tutti gli interventi hanno presentato diverse applicazioni alla ricerca dell’epistemologia della psicoterapia della Gestalt, che sono state poi commentate in modo molto interessante da Tomas Rihacek, dell’Università di Brno.
Altri interventi di rilievo sono stati: quello di Silvia Alaimo che ha condotto, insieme a Michele Cannavò, una relazione teorico pratica estesa su “Dream-working: images, embodied aesthetics and neuroscience”; quello di Roberta La Rosa e Silvia Tosi che hanno presentato un a brief lecture su ” Una ricerca di risultato nella terapia della Gestalt condotta con CORE-OM”; quello di Jelena Zeleskov Doric e Michele Cannavò che hanno presentato un breve articolo “Psicoterapia della Gestalt con offenders: esplorazione quantitativa e qualitativa”.
Margherita Spagnuolo Lobb ha coordinato una relazione estesa strutturata sul suo studio “I ‘ passi di danza ‘ tra psicoterapeuta e paziente: uno strumento di osservazione estetico, fenomenologico e orientato a l campo per gli psicoterapeuti”. Hanno partecipato alla discussione strutturata Jan Roubal, Masaryk University di Brno, Repubblica Ceca; Wolfgang Tschacher, Università di Berna, Svizzera; Silvia Tosi, Istituto di Gestalt HCC Italy.
Molti altri hanno partecipato più liberamente alla discussione, in particolare Pablo Herrera Salinas, Madeleine Fogarty, Peter Schulthess, Tine van Wijk, dando preziosi suggerimenti per continuare la ricerca.
In generale, la conferenza SPR 2018 di Amsterdam ha registrato una straordinaria presenza di psicoterapeuti della Gestalt. Circa 20 colleghi da tutto il mondo (tra cui anche Lituania, Georgia e Polonia) hanno presentato le loro ricerche o hanno appena partecipato.
– Jan Roubal e Tomas Rihacek.
Lo studio si propone di esplorare i processi esperienziali vissuti dagli psicoterapeuti nel corso delle sedute con pazienti che stanno vivendo un’esperienza depressiva. Metodo: Sono state realizzate delle interviste individuali e all’interno di focus groups con 30 terapeuti, utilizzando come cornice metodologica di riferimento la grounded theory. Risultati: I terapeuti hanno descritto i loro vissuti come caratterizzati da un’oscillazione tra l’avvicinarsi all’esperienza depressiva del paziente e l’allontanarsi da essa. Lo sviluppo di tale oscillazione nel corso della seduta è stato rappresentato attraverso un modello di “processo di co-esperienza della depressione” costituito da 6 fasi. Conclusioni: Le conclusioni teoriche riconducono le risposte emotive dei terapeuti di fronte a pazienti depressi ad un modello processuale coerente, che consente di seguire le modificazioni nell’esperienza dei terapeuti, di dare un nome alle relazioni tra queste modificazioni, e di collegarli con i micro-processi della seduta terapeutica.
Parole chiave: depressione; esperienza del terapeuta; relazione terapeutica; controtransfert;
La domanda che ha guidato la ricerca è stata: come sperimentano i terapeuti una seduta di psicoterapia con un paziente depresso?
Per quanto riguarda la metodologia di ricerca, data la natura esplorativa della domanda, è stata ritenuta appropriata una metodologia qualitativa, abbiamo perciò scelto il metodo della grounded theory, per la sua capacità di cogliere l’aspetto processuale dei fenomeni.
I partecipanti sono stati: trenta terapeuti della Repubblica Ceca (17 donne e 13 uomini), il cui orientamento teorico era rispettivamente: psicodinami- co/psicanalitico (16), umanistico/esperienziale (15), sistemico/sistemico fami- liare (3), cognitivo-comportamentale (2) e integrato (2). I dati sono stati raccol- ti attraverso nove colloqui individuali e due focus groups.
La procedura si è articolata in sette fasi: (1) autoriflessione dei ricercatori, (2) conduzione di interviste individuali e formulazione di un’idea condivisa provvisoria, (3) conduzione di focus groups e sviluppo di categorie, (4) svilup- po di un paradigma di codifica assiale modificata e rianalisi dei dati, (5) formu- lazione di un modello in sequenza e ricerca per la variabilità del processo, (6) validazione del modello attraverso esempi teorici, (7) validazione del modello da parte di un analista uditore.
Risultati
3.1. Oscillazione esperienziale
3.2. Il processo di co-esperienza dei vissuti depressivi
3.2.1. Fase 1: Condivisione dell’esperienza depressiva
3.2.3. Fase 3: Tentativo di modificare i sintomi
3.2.4. Fase 4: Distanziamento dall’esperienza depressiva
3.2.5. Fase 5: Ritorno al paziente
3.2.6. Fase 6: Focalizzazione sulla relazione
(…)
Tratto da Quaderni di Gestalt, volume XXVIII, 2015-1, La psicopatologia in psicoterapia della Gestalt – parte II
Rivista semestrale di psicoterapia della Gestalt edita da Franco Angeli
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Perchè partecipare?
Le recenti stime epidemiologiche dell’autismo ci informano che questa ‘condizione’ presenta un progressivo aumento della sua prevalenza. Per questa ragione è diventato necessario per gli operatori che si occupano di autismo sviluppare competenze, abilità e capacità di ragionamento clinico basate sulla conoscenza teorica e sull’esperienza pratica.
Il corso consente di acquisire competenze teorico-pratiche nell’ambito dello screening e della valutazione del profilo funzionale della persona con autismo, e all’implementazione delle più adeguate scelte di trattamento evidence-based. Il corso, inoltre, farà conoscere ai partecipanti le più recenti ricerche scientiche nell’ambito dell’imaging e della robotica applicata all’autismo e le potenziali applicazioni al contesto clinico di tali ricerche scientiche.
Una parte del corso sarà dedicata alla visione e alla supervisione di casi clinici (attraverso la visione di video). In questo modo i corsisti potranno osservare e riflettere con i docenti sulla modalità di interazione terapeutica tra operatore, bambino e genitori.
Infine, durante le ore del Corso, i partecipanti svolgeranno Esperienze Pratiche Guidate (EPG) condotte da relatori con riconosciuta esperienza nazionale e internazionale nell’ambito del disturbo dello spettro autistico.
Chi può partecipare?
Il corso è rivolto a Psicologi, Neuropsichiatri Infantili, Pediatri di libera scelta, Terapisti della Riabilitazione Psichiatrica, Logopedisti, Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE), insegnanti di ogni ordine e grado, laureandi e specializzandi nelle discipline suddette.
Dove e quando si svolge il corso?
Il corso si svolge a Palermo, nella sede dell’Istituto di Gestalt HCC Italy.
Il corso ha una durata di 72 ore, le lezioni iniziano nel mese di ottobre 2018 e terminano nel mese di dicembre 2018 con i seguenti orari: Venerdì 10.00-18.00; Sabato 9.00-13.00, 14.00-18.00; Domenica 9.00-14.00
Il calendario completo delle lezioni sarà disponibile sul sito www.gestalt.it
Inoltre è possibile scaricare la brochure per visualizzare i contenuti dei moduli: clicca qui
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