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SVILUPPO UMANO E TERAPIA

L’obiettivo terapeutico fondamentale è quello di consentire all’individuo di integrare, cioè di sperimentare una gestalt per lui pregnante e ricca di senso e vitalità, a partire dalle sue caratteristiche relazionali così come si evidenziano nel campo dell’interazione. E tutto questo è possibile grazie alla lettura dello sviluppo umano non più in chiave valutativa (a ogni fase una competenza, a ogni carenza un sostegno specifico), bensì in ottica autenticamente fenomenologica. Una modalità terapeutica che tenga conto della autenticità della persona, del suo essere creativamente unica e proiettata nel next della sua umana avventura.
Giuseppe Sampognaro
da: Quaderni di Gestalt vol. XXV 2012/2 La prospettiva evolutiva in psicoterapia della Gestalt

LA VITALITÀ UMANA TRA NATURA E CULTURA

Perls e Goodman appaiono inclini ad un modello antropologico che riguarda la visione dell’uomo espressa da Rank, per il quale la singola persona umana non precede la società, ma nasce con essa; mentre l’esperienza del conflitto psichico non scaturisce dal costituirsi della civiltà, ma è pre-culturale ed esistenziale, fa cioè parte integrante della vicenda umana ed è fonte di quella vitale eccitazione da cui soltanto emerge la creatività adattiva e l’evoluzione.
[…] La tensione corporea coartata e la sofferenza psichica non sono, dunque, l’esito finale di una irreversibile contraddizione esistente tra natura e cultura, quanto piuttosto l’espressione di una mancata o parziale integrazione di dimensioni differenti della medesima vitalità umana, che spontaneamente tendono ad una “unità dinamica” sempre più complessa ed esigente.
Pietro A. Cavaleri
Tratto da “Reich e Perls” in QdG 2013/1 L’esperienza corporea in psicoterapia, pp. 88-89.