LA VITALITÀ UMANA TRA NATURA E CULTURA

Perls e Goodman appaiono inclini ad un modello antropologico che riguarda la visione dell’uomo espressa da Rank, per il quale la singola persona umana non precede la società, ma nasce con essa; mentre l’esperienza del conflitto psichico non scaturisce dal costituirsi della civiltà, ma è pre-culturale ed esistenziale, fa cioè parte integrante della vicenda umana ed è fonte di quella vitale eccitazione da cui soltanto emerge la creatività adattiva e l’evoluzione.
[…] La tensione corporea coartata e la sofferenza psichica non sono, dunque, l’esito finale di una irreversibile contraddizione esistente tra natura e cultura, quanto piuttosto l’espressione di una mancata o parziale integrazione di dimensioni differenti della medesima vitalità umana, che spontaneamente tendono ad una “unità dinamica” sempre più complessa ed esigente.
Pietro A. Cavaleri
Tratto da “Reich e Perls” in QdG 2013/1 L’esperienza corporea in psicoterapia, pp. 88-89.

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