PALERMO, 15-21 MARZO 2015 RYLA 2015: GIOVANI LEADER NEL MEDITERRANEO

Si è concluso sabato 21 marzo a Palermo l’incontro annuale del Rotaract, la sezione giovanile dell’associazione Rotary. Si è trattato di un corso intensivo di una settimana che ha visto protagonisti cinquantuno giovani siciliani, chiamati a formarsi professionalmente ed umanamente attraverso molteplici attività proposte attorno al tema centrale della leadership.

Alle visite guidate del mattino, che hanno previsto incontri con personalità di rilievo e testimonianze di leader di diversi settori istituzionali, sociali ed economici, sono seguite nel pomeriggio, presso il Mondello Palace Hotel, le attività di gruppo condotte dallo staff dell’Istituto di Gestalt HCC Italy. L’alternanza di momenti vissuti in piccoli sottogruppi con momenti condivisi in plenaria ha permesso a tutti i partecipanti di essere protagonisti della formazione, di dire la propria, di incontrare gli altri e confrontarsi in modo costruttivo e creativo.

Le metodologie utilizzate sono state sviluppate dal direttore del nostro istituto Margherita Spagnuolo Lobb, nei suoi modelli di intervento nei gruppi e di consulenza aziendale per il benessere organizzativo. Si tratta dei process groups, che consentono ai partecipanti di focalizzarsi sul processo di cambiamento che si sviluppa nel corso della formazione e di potenziarne l’effetto, e dei fish-bowl, che permettono di sperimentare con libertà il confronto e l’appartenenza a qualcosa di bello e di grande.

L’esperienza di incontro tra mondo rotariano e mondo gestaltico, che era già avvenuta lo scorso anno per il RYLA 2014 a Siracusa, si è confermata una feconda possibilità di collaborazione. I giovani del RYLA, dopo l’iniziale perplessità di trovarsi a fianco di psicoterapeuti, hanno affrontato con curiosità ed entusiasmo la nuova avventura, sperimentando personalmente il significato di una leadership intesa come capacità naturale di cura e di aggregazione del gruppo. La conquista più bella per ciascun partecipante e, nel contempo, il successo più grande per lo staff dell’Istituto di Gestalt, è stata la consapevolezza acquisita da ognuno di poter essere leader nel proprio ambiente, ossia di avere le competenze per cooperare verso ideali di benessere collettivo.

CONVEGNO APERTO AL PUBBLICO: Sostenere la bellezza nelle relazioni: dalla danza della coppia al rapporto genitori-figli

Noto, Palazzo Nicolaci, 2 aprile 2015
Convegno aperto al pubblico e
presentazione del libro: “Il now-for-next in Psicoterapia”

Il convegno introduce alla visione “estetica” delle relazioni, specificità dell’approccio gestaltico dell’Istituto di Gestalt HCC Italy. L’esperienza relazionale viaggia attraverso i sensi, che permettono di cogliere la vitalità e la bellezza del movimento con cui è possibile raggiungere l’altro. Attraverso lo sguardo estetico, si esce dalla visione dicotomica dell’Io-Tu, per guardare il campo fenomenologico e l’intenzionalità di contatto presente nella coppia e nella famiglia.
Il fine dell’approccio gestaltico è quello di guardare e riconoscere la vitalità e la sensibilità della danza relazionale tra genitori e figli, affinché essi possano trovare una casa, un luogo, capace di contenere e di far rifiorire “la fiducia nella terra che sostiene il passo desideroso di avanzare” (M. Spagnuolo Lobb).
Nel corso dell’incontro, a cui sarà presente l’Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Noto, dott.ssa Cettina Raudino, verrà presentato dall’autrice, dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb, il libro “Il now-for-next. La psicoterapia della Gestalt nella società post-moderna”, che illustra, tra i vari contenuti, anche i modelli di psicoterapia con la coppia e con la famiglia teorizzati dall’autrice.
 

Prende il via a Palermo il RYLA 2015 (Rotarian Young Leadership Award) con la collaborazione dell'Istituto di Gestalt HCC Italy

Ha appena preso il via il Ryla 2015 (Rotarian Young Leadership Award), a Palermo, con la collaborazione dell’Istituto di Gestalt HCC Italy.
I Didatti e gli Allievi Didatti della sede di Palermo dell’Istituto accompagnano con la tecnica gestaltica dei Process Groups e del Fish Bowl un folto gruppo di giovani imprenditori siciliani che si interrogano sulla leadership aziendale e sull’imprenditoria possibile oggi in Sicilia.

A questi giovani e ai nostri colleghi va l’augurio di un’esperienza nutriente e leggera, che possa ispirare in loro valori di umanità e fiducia nel futuro.

Qualsiasi struttura organizzativa non può prescindere dalla realtà degli individui che la compongono e dal bisogno che essi avvertono di riconoscersi e di sentirsi riconosciuti nel gruppo in cui lavorano. Il vuoto relazionale che caratterizza le vite delle nostre comunità sociali diventa, nelle strutture organizzative, un ‘disturbo di base’ che porta velocemente alla demotivazione lavorativa e alla disappropriazione dell’obiettivo comune. […] si è andato delineando un modello di consulenza aziendale […]. Il modello teorico di riferimento è quello dell’intervento gestaltico con i gruppi, che prende in considerazione due macro-criteri per l’osservazione del gruppo: il criterio sincronico, che guarda al qui-e-ora della presenza dei membri del gruppo, e il criterio diacronico, che invece guarda all’evoluzione dell’esperienza dell’essere-in-gruppo, ossia delle intenzionalità di contatto dei membri.

La storia del gruppo è una storia di intenzionalità di contatto e del sostegno che esse ricevono nei vari momenti evolutivi. Lo sfondo del processo di gruppo consente al leader di comprendere le figure che emergono, collocandole nel continuum di intenzionalità di contatto.

Margherita Spagnuolo Lobb

Seminario gratuito a Milano, 10 Aprile 2015. La scuola: imparare ad appartenere

Milano, 10 aprile 2015
SEMINARI GRATUITI “In Contatto… con la Gestalt”
La scuola: imparare ad appartenere
Piero Cavaleri dialoga con Settimo Catalano

L’epoca della postmodernità che stiamo vivendo, con la tendenza all’autoreferenzialità, l’assenza di valori e di regole condivise, la non chiarezza e la liquidità relazionale che non danno coordinate e punti di riferimento, ci riconducono a una dimensione relazionale e sociale fatto di “isole”, di persone sole, in cui difficilmente trova spazio il senso di appartenenza.
L’individuo spesso viene investito da questa realtà e reagisce ad un’esperienza di non riconoscimento empatico delle proprie e delle altrui emozioni, giungendo alla deriva emotiva della desensibilizzazione. Sono auspicabili, dunque, percorsi formativi e realtà scolastiche in cui gli individui possano scoprirsi soggetti empatici, capaci di entrare in relazione con se stessi e col mondo, per ritrovare la fiducia e il senso di appartenenza ad un ambiente che sia di sostegno e di contenimento.
 
Il dott. Piero Cavaleri, che condurrà il seminario, è laureato in Filosofia e in Psicologia. Didatta presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt dell’Istituto di Gestalt – H.C.C. Italy, è vice-responsabile del Servizio di Psicologia della ASP di Caltanissetta. Già membro del Consiglio dell’Ordine degli Psicologi della Sicilia, è giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta. Ha pubblicato diversi articoli nei “Quaderni di Gestalt” e nella rivista internazionale “Studies in Gestalt Therapy”. Attualmente è Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Caltanissetta.

Il processo di Contatto

Da un’iniziale unitarietà indifferenziata, nel campo emergono energie e dunque differenziazioni, che portano all’emergenza di percezioni differenziate costituenti il confine di contatto, luogo in cui le intenzionalità di contatto si realizzano nella concretezza del qui ed ora del contatto.
Il processo del farsi del sé nel contatto è proprio questo attraversare in sequenza una iniziale mancanza di differenziazione, che lascia il posto ad una crescita dell’eccitazione, accompagnata dalla percezione di una novità nel campo fenomenologico. È proprio l’eccitazione dei sensi a consentire la differenziazione (mi accorgo che il mio movimento è diverso da quello degli altri, dunque mi identifico, mi definisco proprio perché sono diverso da loro).
Il confine di contatto è definito dall’incontrarsi nella diversità, che si evolve poi nel decidere il movimento verso l’altro, intrapreso a partire dalla solidità della propria diversità (dal ground della consapevolezza del sé).

Margherita Spagnuolo Lobb

Una sintesi della “CRONACA” PERSONALE del viaggio di Margherita Spagnuolo Lobb a Mosca nell’aprile 2014


Passare alcuni giorni a Mosca e ascoltare gli umori delle persone è altra cosa rispetto a leggere sui giornali le notizie sulle vicende dell’Ukraina. […] le persone, da una condizione di forte legame con gli abitanti dell’Ukraina, si ritrovano a dover decidere tra una posizione filo o anti sovietica, pur non identificandosi con nessuna delle due.
Ho avuto il “privilegio” di passare qualche giorno con i miei colleghi russi, per presentare all’università di Mosca il mio recente libro appena tradotto nella loro lingua. […] Tutti, dal giornalista che mi ha intervistata alla collega direttrice dell’istituto moscovita, ai giovani studenti e ai professori universitari, alla gente di strada, tutti hanno esplicitato un disagio che in linguaggio psichiatrico definiremmo “borderline”. È infatti una situazione sociale che predispone i cittadini a sentimenti inconciliabili, a scelte impossibili.

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Milano, 20-21 marzo 2015 CORSO DI AGGIORNAMENTO sulla diagnosi e il trattamento dell’autismo

Autismo: dalla neuro-diversità all’adattamento creativo gestaltico
con Antonio Narzisi

L’autismo, sindrome complessa e inafferrabile, rappresenta con le sue molteplici specificità, l’emblema di ciò che sfugge a categorizzazioni o sistematizzazioni rigide e asettiche. Ciascuno di noi è “norma” di se stesso e ogni bambino va visto nella sua individualità e valorizzato nella sua diversità. Il miglior adattamento possibile dell’individuo scaturisce dall’incontro con un ambiente che favorisce e valorizza le sue abilità e nel quale le condizioni ottimali di vita diventano la “dimensione speciale della normalità”.
Un viaggio affascinante con il dottor Antonio Narzisi, ricercatore presso la Divisione di Psichiatria dello Sviluppo dell’IRCCS Fondazione Stella Maris di Calambrone (Pisa), che condurrà i partecipanti ad orientarsi rispetto all’identificazione precoce dei segni comportamentali dell’autismo ed al loro trattamento tempestivo.
Il dott. Narzisi, psicologo, specializzato in Pedagogia Clinica ad orientamento Sistemico-Relazionale, in Psicoterapia della Gestalt presso l’Istituto di Gestalt HCC Italy ha presentato i risultati della sua ricerca in conferenze in ambito nazionale ed internazionale. È autore, su riviste peer reviewed, di pubblicazioni scientifiche nell’ambito dell’Autismo.

Palermo, 19 marzo 2015 Inizia il ciclo di SUPERVISIONI “Il confine in evoluzione”: le esperienze depressive


“In terapia incontriamo l’esperienza depressiva innanzitutto come una condizione nella quale la dinamica figura/sfondo stenta a mettersi in movimento: la figura fatica a sorgere da uno sfondo senza energia. Non vi sono interessi, né stimoli, né slanci dell’intenzionalità. Il paziente in seduta spesso si siede sulla poltrona e resta in silenzio: nulla abbozza a diventare figura, nulla è rilevante, nulla ha senso. Il senso, infatti, si sviluppa a confine di contatto nella dinamica figura/sfondo, dove la prima acquisisce dimensione, profondità e significato nel suo rapporto con lo sfondo. Non emerge intenzionalità: questa non è una proprietà dell’individuo isolato, ma emerge e si rivela nel contatto: è il moto che anima al confine di contatto il nostro incontrarci. Quando entriamo in un campo relazionale depressivo, i sensi trovano il nulla, una stasi a volte pietrificata a volte di nebbia fluida avvolgente”.

Gianni Francesetti, Jan Roubal

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La gestalt in pillole: Metodo fenomenologico e psicoterapia della Gestalt


Il rapporto fra il metodo fenomenologico e la psicoterapia della Gestalt è complesso e diversificato.
Con Jaspers, il terapeuta è teso a comprendere i vissuti del paziente attraverso l’immedesimazione, senza cercare spiegazioni naturalistiche; a questo si aggiunge l’attenzione ai vissuti controtransferali e co-costruiti. In accordo con la lezione di Merleau-Ponty, i vissuti corporei (costitutivamente in relazione) sono il luogo che mette in contatto paziente e terapeuta con il flusso del «mondo-della-vita» da cui emergono sensazioni, emozioni, pensieri e, quindi, la direzione terapeutica.

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