L'autonomia appartenente
L’appartenenza ad un gruppo di formazione e ad una Scuola consente la solidità percepita del sé e al contempo la tolleranza verso la diversità. La formazione in psicoterapia deve garantire l’apertura individuata e creativa alla società.
L’autonomia appartenente è il termine che mi sembra più adatto per descrivere sia il senso delle radici solide che, allo stesso tempo, il permesso di creare forme nuove capaci di risolvere problemi concreti della società.
Margherita Spagnuolo Lobb
Diventare allievi
Quando si diventa allievi, si accetta il rischio di entrare in un ambiente modificante, per potere realizzare una determinazione vocazionale. C’è un’apertura verso la novità e una scelta vocazionale. È questo che occorre rispettare innanzitutto quando ci si occupa di creare un ambiente formativo, il sostegno al now-for-next dell’allievo.
La scelta del modello psicoterapico è come un vestito che si sceglie di indossare, che implica un codice mentale con cui guardare alle relazioni umane. Ma la scelta non ha nulla a che vedere con la bontà dell’approccio: non esistono approcci migliori di altri, sono tutti validi, esistono solo approcci che si preferiscono ad altri.
Margherita Spagnuolo Lobb
Lettera di Pinella Salamone sulla partecipazione al Convegno FIAP
Ad una settimana di distanza dalla fine del Convegno della Fiap, svoltosi a Roma dal 9 all’11 novembre, ripercorro con la memoria i vari momenti di questo importante appuntamento, che ha visto l’Istituto di Gestalt Hcc Italy protagonista di innovazione e sviluppo nell’ambito della psicoterapia contemporanea, confermandosi portatore di innovazione e ricevendo plausi dalla comunità scientifica.
L’aspetto che in questa sede mi piace condividere riguarda il contributo che l’Istituto ha dato all’appuntamento in programma: “Presentazione di ricerche delle associazioni da parte di giovani psicoterapeuti” attraverso la presentazione del modello gestaltico di consulenza aziendale, messo a punto da Margherita e di recentissima pubblicazione (Per chi fosse interessato: Stress e benessere organizzativo. Un modello gestaltico di consulenza aziendale. Quaderni di Gestalt XXV 1/2012).
Sono molto felice di condividere con chi legge l’onore di aver partecipato da protagonista alla presentazione di questo modello, insieme al collega Alessandro Miccichè. Tante le tribolazioni ed i momenti di sana e pura adrenalina vissuti prima, durante e dopo, per quei venti minuti che nel mio essere “lì e allora” corrispondevano più o meno ad un eterenità. La fiducia di Margherita, di Alessandro, di Lucia Calcinella e di Marco Lobb sono stati indispensabili, perchè in fondo mi rendo conto, adesso, che per preparare quei venti minuti, mi stavo allenando da parecchio tempo.
Sentivo dentro l’esperienza fatta come tutor al corso di Alta Formazione, conclusosi questo maggio scorso. I volti dei corsisti e ciò che mi hanno dato. I loro racconti, le loro esperienze e la guida dei didatti. In quei 20 minuti ( 10 miei e 10 di Alessandro) erano con me, a Roma.
E’ stato bello “esserci”. E nel mio esserci c’era tutto questo. Tutto ciò che ho vissuto nell’ultimo anno di collaborazione con l’Istituto.
L’orgoglio finale, nonchè “ciliegina sulla torta”, è stata la proclamazione del ” Modello gestaltico di consulenza aziendale” quale vincitore della sessione ricerche di giovani terapeuti !!!!
Che dire…è stato bello “esserci”
Pinella Salamone
Daniel Stern: Il suo linguaggio ha unito gli psicoterapeuti
Dan ha insegnato per la prima volta nel nostro Istituto il 26 gennaio 2001, il giorno del mio
45mo compleanno!
Da allora era diventato un appuntamento annuale: fino al 26 gennaio 2009 lui è venuto tutti gli anni a insegnare nel nostro Istituto. Ha fatto eccezione il 2005, in cui è venuto 2 volte, una volta nel tradizionale gennaio e un’altra volta ad aprile, per il convegno che ho organizzato
per la FIAP.
Per 10 anni i miei compleanni sono stati così segnati dalla sua presenza. Ricordo in particolare una volta in cui mi fece un bellissimo regalo: mi offrì la visita alla Cappella Sistina. Ricordo ancora l’emozione di guardare insieme a lui la volta appena restaurata, l’azzurro brillante dello sfondo, riportato allo splendore originario, che dava un risalto netto e particolare alle figure potenti e leggere di Michelangelo, in movimento armonico l’una verso l’altra.
Mi sento molto addolorata. Questa morte, anche se attesa per le condizioni generali di salute, ormai molto gravi, di Dan, è stata prematura. Il suo pensiero volava alto, come sempre nella sua carriera, e ultimamente si dirigeva sempre di più verso la Gestalt. I suoi ultimi libri, “Il momento presente” e “Le forme vitali”, sono un inno alla spontaneità del contatto come qualità della sanità mentale, al movimento come unità percettiva gestaltica, alla danza implicita che avviene tra terapeuta e paziente.
Dan ci ha confermati profondamente nelle sue lezioni e nei suoi scritti, dimostrando (da otusider) la validità dei principi della psicoterapia della Gestalt, e ci ha spronati a crescere, a trovare modi di descrivere ciò che facciamo che non siano interpretativi, ma sempre più fenomenologici.
Dan ci ha donato tanti contatti, che poi sono diventati generatori di importanti sviluppi per
l’Istituto: è infatti grazie a lui che conosciamo Vittorio Gallese, Elisabeth Fivaz, e altri, e che si è approfondita l’amicizia con il prof. Ammaniti.
Ma è anche grazie a lui che ci ritroviamo fratelli tra psicoterapeuti di approcci diversi: sia nei
convegni che nella letteratura, molti, pur appartenendo a epistemologie diverse, ci riferiamo agli stessi passaggi teorici di Stern, condividendoli profondamente, come una conferma a ciò in cui crediamo e alla possibilità di dialogare.
Il suo linguaggio ci ha uniti. E sapere questo sicuramente gli avrebbe fatto piacere.
Ho riletto, in questi giorni di lutto, il primo messaggio (via fax) che gli ho mandato, nel 2000. Era il giorno di Natale. Iniziavo così:
“For me it’s nice to be in touch with you today, in the middle of family stuff. I metaphorically associate you with the birth of something which will make a difference in history.”
Esattamente, lui ha rappresentato per il mondo della psicologia evolutiva e della psicoterapia la nascita di qualcosa che fa una differenza nella storia.
Ci hai lasciato un’eredità immensa da condividere e sviluppare tra tutti noi innamorati della vitalità umana.

Addio Daniel!
Il tuo sorriso e la tua curiosità intellettiva sono stati un mix di amore e novità che resterà per sempre nella mia anima.
Margherita Spagnuolo Lobb
Direttore Scuola di Specializzazione in Psicoterapia
Istituto di Gestalt HCC Italy
Addio a Daniel Stern

E’ con profonda commozione e viva partecipazione che scriviamo della scomparsa di Daniel Stern, psicoanalista americano conosciuto e apprezzato a livello internazionale. Una presenza forte e autorevole nel mondo della psicoterapia, una voce chiara e limpida che, con il coraggio e la vivacità che lo caratterizzavano, ha messo in discussione verità consolidate proprio all’interno del mondo psicoanalitico al quale apparteneva. Una vita, la sua, dedicata alla ricerca, allo studio, all’amore per il mondo dell’infanzia che ha imposto non solo alla psicoanalisi ma a qualsiasi orientamento psicoterapico nuove riflessioni e (in alcuni casi) svolte epistemologiche sullo sviluppo, sulla concezione della mente, sulla strutturazione dell’identità e sulla relazione terapeutica.
Per il nostro Istituto Daniel Stern è stato un maestro, un collega, un amico, possibilità inesausta di confronto e dialogo. Sentiamo la gratitudine e l’orgoglio di averlo avuto tra i nostri Didatti.
Tanti sono i doni che, con grande generosità, ha fatto alla nostra Scuola nelle sue lezioni. Uno scambio teorico fertile e fecondo di sempre nuovi pensieri e riflessioni in uno sfondo di grande vitalità e presenza nel “momento presente” dell’incontro con Margherita, con gli allievi e con i didatti.
La vitalità del suo pensiero e del suo esser-ci, continueranno a costituire per noi una presenza importante, un “now moment” nella ricerca di sempre nuove verità.
La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto, sento il tuo passo
esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
La menzogna non ha nido.
Nessuno si è mai perduto.
Tutto è verità e via.
(Fernando Pessoa)




