Citazione Teorica: Il sentirsi nella relazione

Fino a vent’anni fa era difficile restare nella relazione, oggi è difficile proprio sentirsi nella relazione, a volte anche sessualmente: le evidenze cliniche vanno dall’ambiguità nella scelta del partner all’incapacità di sentire il desiderio sessuale nel corpo. La lettura gestaltica della “paura liquida” corrisponde ad un sentire in cui l’eccitazione che dovrebbe portare al contatto diventa energia non definita: manca il rispecchiamento e il contenimento relazionale, il senso della presenza dell’altro, il “muro” che consente di sentire che ci siamo.
Penso che oggi la psicoterapia abbia un duplice compito: quello di risensibilizzare il corpo, e quello di dare strumenti di sostegno relazionale orizzontale, che possano far sentire le persone riconosciute dallo sguardo dell’altro paritario.
 

Margherita Spagnuolo Lobb

Una terapia basata sui valori estetici

Il termine estetico deriva dal greco aistetikòs, che significa “relativo ai sensi”.
In psicoterapia della Gestalt il termine contatto non implica soltanto che siamo esseri interconnessi, ma esprime anche una considerazione della fisiologia dell’esperienza. L’interesse verso la mentalizzazione dell’esperienza è decisamente sostituito dall’interesse per l’esperienza generata dalla natura concreta dei sensi.
Usiamo il termine eccitazione per riferirci all’energia percepita dalla fisiologia dell’esperienza della relazione. Il concetto di eccitazione è per noi l’equivalente fisiologico del concetto fenomenologico di intenzionalità.

Margherita Spagnuolo Lobb

La relazionalità come adattamento creativo

L’accento posto dalla psicoterapia della Gestalt sulla relazionalità ha una valenza antropologica, nel considerare l’autoregolazione del rapporto organismo/ambiente, ed una valenza socio-politica, nel considerare la creatività come “normale” risultante del rapporto tra individuo e società. L’adattamento creativo è infatti il risultato di questa spontanea forza di sopravvivenza che consente all’individuo di differenziarsi dal contesto sociale, ma anche di esserne pienamente e significativamente parte. Ogni comportamento umano, anche quello patologico, è considerato un adattamento creativo.

Margherita Spagnuolo Lobb

Il corpo come esperienza


L’idea che l’esperienza corporea si costituisce al confine di contatto tra terapeuta e paziente, nel qui ed ora dell’incontro terapeutico, ci libera da una mentalità intrapsichica, che vede il corpo come “contenitore” di emozioni e conflitti che il paziente porta in terapia.
Inoltre, libera il terapeuta da una responsabilità narcisistica sull’efficacia dell’intervento e il paziente dalla responsabilità culturale della malattia: il disagio è co-creato e il sentire del terapeuta e del paziente non sono “assoluti” né alieni, sono legittimati e ricevono senso dalla complessità dei vissuti nel campo fenomenologico. Tutto ha un senso nella complessità della situazione percettiva, e nulla è assoluto.

Margherita Spagnuolo Lobb

Diventare psicoterapeuta della Gestalt

Come aveva intuito Rank (1932) insegnare la psicoterapia vuol dire dare all’allievo la possibilità di diventare artista, cioè di utilizzare le qualità personali – anche, o soprattutto, quelle che gli sembrano negative e alla base della sua nevrosi – come risorse fondamentali di consapevolezza e contatto terapeutico. La risorsa fondamentale per realizzare questa possibilità è la consapevolezza, ovvero la capacità di essere costantemente presente ai sensi e aggiornati sulla percezione di sé e dell’altro, di accogliere il fluire della dinamica percettiva figura/sfondo senza bloccare il processo attuale di contatto con l’ambiente. L’arte terapeutica implica la capacità di vivere ogni momento di incontro tra terapeuta e paziente stando costantemente al confine di contatto, e riportandolo nel contesto dei contatti che il paziente fa con il mondo.

Margherita Spagnuolo Lobb

Essere gruppo


Il modo di essere dei membri nel gruppo crea la vitalità, la qualità della presenza, e dunque la spontaneità o meno con cui la vita del gruppo attraversa le sue fasi. Il processo di gruppo è come una corrente sotterranea che dà significato agli eventi, che rappresentano le figure, il modo specifico in cui i suoi membri narrano l’identificarsi con le intenzionalità che sostengono lo sfondo.

Margherita Spagnuolo Lobb

L’affasciante viaggio dell’Ulisse che vive in noi

Riscoprire l’armonia dell’universo per interagire nella complessità del mondo

Questo il titolo del ciclo di seminari organizzati a Bologna da Ratio Operandi (Alta Formazione alla cultura della persona, dell’impresa e della tecnica), inaugurati lo scorso 12 dicembre da Margherita Spagnuolo Lobb, direttore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, e da Giorgio Goldoni, professore di matematica e responsabile del planetario civico di Modena.
Riscoprire la meraviglia del cosmo e la nostra capacità di ammirarlo era il titolo del loro intervento, declinato ovviamente secondo le diverse professioni.
Il professore Goldoni ha mostrato il movimento dei pianeti attorno al sole e la prospettiva di tale movimento dalla terra.
La prof.ssa Spagnuolo Lobb ha parlato della meraviglia del mondo come coraggio di raggiungere l’altro, dunque della prospettiva estetica e gestaltica sulle relazioni umane.
Se Copernico era animato da una fede incrollabile nell’armonia del cosmo, gli psicoterapeuti della Gestalt siamo animati da una fede incrollabile nell’armonia delle relazioni umane.

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L’esperienza del corpo come movimento verso l’altro. Margherita Spagnuolo Lobb

Da: “ESSERE NEL TEMPO”
del 16-10-2014
Rubrica quindicinale
a cura di Margherita Spagnuolo Lobb
 
L’esperienza del corpo come movimento verso l’altro
Molti mali del nostro tempo sono riconducibili alla perdita del nostro essere corporeo, ad una sorta di rifugio nella mente, nella virtualità delle relazioni, che ci mantiene lontani dalla realtà primaria del nostro sé, che è il vissuto corporeo […].
Il concetto di unitarietà tra corpo e psiche è ampiamente condiviso sin dai tempi più antichi. Tra i greci, per esempio, non esistevano parole per indicare una realtà psichica differenziata da quella corporea: il dolore, la gioia, le ansie, la paura, l’ira, la pazzia ecc. erano considerati come forze dotate della stessa fisicità di una lancia che colpisce gli organi senzienti. E oggi Damasio, uno dei neuroscienziati contemporanei più influenti, afferma che i sentimenti sono una percezione del corpo reale modificato dall’emozione, ponendo il corpo al centro dell’esperienza e superando la dicotomia cartesiana tra res cogitans e res extensa. La scienza occidentale, basandosi sulle dicotomie e sulla parcellizzazione della conoscenza, ha rotto, cartesianamente, questa unità corpo/mente, creando non pochi problemi (vedi Galimberti, 1999).
Ma c’è di più: quando ci sentiamo riconosciuti e contenuti nell’esperienza corporea (sentimenti, sensazioni, rilassamento o rigidità, ecc.) sappiamo chi siamo e dove vogliamo andare nel mondo. Più impariamo ad ascoltare il corpo e a stare con l’altro nella pienezza dei nostri sensi, più saremo in grado di percepire la novità portata dall’altro, e saremo capaci di crescere. Il corpo non è un “contenitore” di emozioni e conflitti, ma il mezzo che ci consente di essere in relazione con l’altro.
Quando ci manca la base sensoriale del nostro corpo, i significati che creiamo e le azioni che intraprendiamo sono scollegati dal nostro esser-ci e l’esperienza corporea può prendere la forma di disturbi d’ansia (inclusi gli attacchi di panico e il disturbo post traumatico da stress) o di desensibilizzazioni (fino alle forme più gravi dissociative).
Tutto il mondo della psicoterapia (e in particolare la psicoterapia della Gestalt) si confronta oggi con questa necessità di riportare le relazioni alla concretezza dei vissuti corporei. Pensate all’importanza di questo aspetto nella relazione dei genitori o degli insegnanti con i bambini. Le nostre relazioni sociali hanno un grande bisogno di psicoterapia. Ma a volte le persone hanno paura di capire di più se stessi, come se questo portasse ad alterare il proprio equilibrio. Il coraggio e la curiosità di conoscersi rappresentano il primo necessario passo verso la civiltà.

Narrative Self: PSICOTERAPEUTI DELLA GESTALT TRA RADICI E FUTURO Convegno gratuito per ex-allievi dell’Istituto di Gestalt HCC

Nuovamente ospiti dell’Università degli Studi di Palermo, l’antica cornice di Palazzo Steri ha fatto da sfondo all’incontro tra l’Istituto di Gestalt HCC Italy e gli ex allievi. Generazioni di psicoterapeuti della Gestalt che si sono ritrovate, consapevoli delle loro radici e aperte all’ascolto ed al confronto sulle ultime novità teoriche proposte dall’Istituto. Un incontro scientifico ed umano verso il futuro.
L’intervento di apertura del professore Daniele La Barbera, con il suo entusiasmo nel sottolineare il valore della formazione continua e l’importanza di una vita piena, a sostegno dell’essere terapeuti, ha creato le premesse per l’introduzione degli ultimi sviluppi teorici della psicoterapia della Gestalt, presentati da Margherita Spagnuolo Lobb, direttrice dell’Istituto.

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Vicenza: Nuova sede del Centro Clinico e di Ricerca dell'Istituto di Gestalt HCC Italy

 INAUGURAZIONE A VICENZA di una nuova sede del
CENTRO CLINICO E DI RICERCA dell’Istituto di Gestalt HCC Italy


Martedì 4 novembre ad Altavilla Vicentina si è svolta la cerimonia inaugurale di una nuova sede del Centro Clinico e di Ricerca dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, che opererà adesso anche nel territorio vicentino. Il Centro Clinico utilizzerà gli spazi del Centro Polivalente “Papa Luciani”, che non solo si prestano a setting individuali o di coppia, ma possono ospitare anche gruppi. In occasione dell’avvio delle attività del Centro Clinico, è stata organizzata una conferenza sul tema della depressione, con relatori molto apprezzati dalla platea : psicoterapeuti, operatori delle relazioni d’aiuto, utenti del Centro Polivalente, rappresentanti delle sedi di Torino e Milano del Centro Clinico, ex allievi e didatti dell’Istituto di Gestalt HCC e numerosi cittadini.
Le relazioni sono state presentate dal dott. Andrea Danieli, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ulss 6, dal dott. Gianni Francesetti, coordinatore dei Centri Clinici e di Ricerca (Siracusa, Palermo, Torino, Milano, ora anche Vicenza) e dalla dott. ssa Margherita Spagnuolo Lobb, coordinatore delle attività di ricerca del Centro e direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy.
Al termine della conferenza, il saluto delle autorità locali: il Presidente della Cooperativa “Promozione Lavoro”, il Sindaco della cittadina e la dott.ssa Costa, responsabile delle Cure Primarie e dei Distretti Socio-Sanitari Ovest e Centro dell’Ulss 6.

La presenza all’evento dei responsabili delle aree di salute mentale e delle cure territoriali del SSN ha sancito la vocazione del Centro Clinico di Vicenza: essere pienamente inserito nel territorio e voler diventare un nodo della rete di assistenza psicologica offerta ai cittadini.
Il Centro Clinico è già autorizzato per l’esercizio della professione psicologica e psicoterapeutica, secondo la legislazione della Regione Veneto vigente, ed ha iniziato il percorso di accreditamento istituzionale per poter erogare prestazioni sanitarie in convenzione con il SSN.
Rosanna Biasi, referente Centro Clinico e di Ricerca di Vicenza