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I grandi eventi
13 Novembre 2014: Convegno per Ex Allievi dell'Istituto di Gestalt HCC Italy
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Convegno gratuito: La psicoterapia come “situazione”. Palermo
Convegno gratuito
La psicoterapia come “situazione”
Palazzo Steri, Palermo
15 ottobre, 2014
Nel pomeriggio di mercoledì 15 ottobre, all’interno della prestigiosa cornice di Palazzo Steri, sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Palermo, si è svolto il convegno dal titolo «La psicoterapia come “situazione”».
Convegno gratuito con Jean Marie Robine. Palermo 15 Ottobre 2014

Un appassionante confronto tra psicoterapia gestaltica, junghiana e gruppo-
analitica alla ricerca degli elementi comuni e della diversità come promotrice
di crescita e apprendimenti.
Il dialogo dei tre approcci, sui concetti attuali e trasversali al mondo della
psicoterapia di campo fenomenologico e relazione, costituisce la possibilità
concreta di sperimentare la fiducia nella differenze e riconoscere nell’
alterità la dimensione costituiva della convivenza civile.
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Vi aspettiamo in tanti!
Convegno F.I.A.P: L’Emergere del Sé in psicoterapia. Neuroscienze, psicopatologia e fenomenologia del sé.
Inizia oggi a Riva del Garda il convegno organizzato dalla F.I.A.P. (Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia) dal titolo:
L’Emergere del Sé in psicoterapia.
Neuroscienze, psicopatologia e fenomenologia del sé.
L’Istituto di Gestalt HCC Italy è stato tra gli Istituti promotori e sostenitori dell’evento ritenendolo un’importante occasione di confronto e dialogo tra approcci diversi su una tematica trasversale a tutta la comunità scientifica psicoterapica.
Il sé è una struttura o una funzione emergente? Appartiene all’individuo o è un fenomeno intersoggettivo? Come si sviluppa e matura? In che modo coinvolge la dimensione corporea e affettiva? Quali caratteristiche presenta nelle diverse esperienze psicopatologiche?
Jean Marie Robine ospite dell'Istituto di Gestalt HCC Italy. 15-16 Ottobre 2014 Palermo
Workshop internazionale con crediti ECM
Campo fenomenologico e psicoterapia della Gestalt
Un’esperienza di co-terapia con Jean Marie Robine e Margherita Spagnuolo Lobb
da 15/10/2014 a 16/10/2014, Palermo
Poliedriche sono le possibilità creative per il terapeuta della Gestalt generate dalla prospettiva del campo fenomenologico, dall’essere al confine dell’ignoto, con tutte le incertezze e le paure, così come delle possibilità aperte alla speranza che lo stare con il processo riconosce alla natura umana.
Margherita Spagnuolo Lobb
Narrative Self: Donna Orange a Milano 19-20 Settembre 2014
Si è appena concluso il workshop tenuto dalla Professoressa Donna Orange, ospite dell’Istituto di Gestalt HCC Italy il 19 e 20 Settembre.L’ incontro si inserisce nella tradizione, instaurata dall’Istituto di apertura al dialogo con altri modelli epistemologici.
Donna Orange viene presentata dal Direttore, Margherita Spagnuolo Lobb, come una “studiosa a vita”, sostenitrice dell’introduzione dei principi fenomenologici in psicoanalisi e delle “Conference for the Other”, conferenze in cui i diversi psicoterapeuti si confrontano sul tema dell’alterità.
DONNA ORANGE: Inizia oggi il primo giorno di Workshop internazionale
L’umiltà del terapeuta
Psicoterapia della Gestalt e psicoanalisi relazionale in dialogo con Donna Orange
L’Istituto di Gestalt HCC Italy ha il piacere di ospitare presso l’Università di Milano Bicocca la professoressa Donna Orange, dell’Institute for the Psychoanalytic Study of Subjectivity di New York e docente presso la New York University.
Le riflessioni di Donna Orange sui concetti di responsabilità e del potere curativo del terapeuta costituiranno l’incipit per un dialogo, tra studiosi, psicoanalisti e psicoterapeuti di differenti approcci, sulla valenza profonda che assume l’umiltà del terapeuta nelle relazioni di cura.
Bernd Bocian, ricercatore, gestalt therapist, Didatta Istituto di Gestalt HCC Italy
Paola Brizzolara, psicologa, psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico relazionale (SIPRe);
Paolo Migone, psichiatra, psicoanalista, Direttore della rivista Psicoterapia e Scienze Umane;
Margherita Spagnuolo Lobb, psicologa, psicoterapeuta, Direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy e della rivista Quaderni di Gestalt.
proporranno un appassionante confronto tra i temi più stimolanti e dibattuti per il mondo della psicoterapia: la ricerca e il riconoscimento dell’efficacia di elementi comuni della pratica psicoterapica.
Buon workshop a tutti!
Secondo me il transfert e la realtà non sono opposti.; sono entrambi modalità di amare e ricercare amore. Detto in poche parole. Daniel Shaw scrive: in contrasto ad una modalità narcisistica di relazionarsi, l’amore analitico è ciò che accade quando facciamo il nostro lavoro con consapevolezza e accettazione della nostra vulner-abilità e fallibilità; e con la disponibilità a conoscere la vergogna, quantomeno quella nostra, quando questo è ciò che sentiamo. L’amore analitico è il bilanciamento che troviamo e la tensione che manteniamo tra la fiducia in noi stessi e la fiducia nella nostra sincerità e competenza, sapendo che non siamo niente più che umani, spesso altamente inconsapevoli, ed in tal modo spesso fallibili e vulnerabili (Shaw, 2014,p.148)
Io chiamo questo atteggiamento umiltà clinica, condizione necessaria affinché l’amore analitico o l’affettività non collassino, e diventino distruttivi o auto-distruttivi.
Donna Orange
Tratto dalla prefazione, scritta da Donna Orange, della pubblicazione in lingua inglese:
THE NOW-FOR-NEXT IN PSYCHOTHERAPY. Gestalt therapy recounted in post-modern society di Margherita Spagnuolo Lobb
ASPETTANDO DONNA ORANGE ospite dell’Istituto di Gestalt HCC Italy

“È l’intenzionalità di contatto implicita nel campo che determina il significato dell’esperienza, non i bisogni profondi dei singoli individui” (p.159)
Il contattare, concepito in questo modo, implica vulnerabilità. Di certo il paziente è vulnerabile. Imbarazzato, il paziente (patior: soffrire) viene da noi a chiedere aiuto in un mondo che sostiene l’autosufficienza e il crescente diniego della comunità. Noi li incontriamo solo se rendiamo anche noi stessi vulnerabili, se abbandoniamo la nostra posizione di autorità esperta, non la nostra responsabilità, e apriamo le nostre mani e il nostro cuore a loro, “ affidando noi stessi” al processo terapeutico col paziente[…]. Così la vulnerabilità, la disponibilità emotiva richiede coraggio e diverse risorse sia individuali che comuni.

