La lettera di Fritz a Marty: un caso di transfert erotizzato


-Riccardo Zerbetto

Il contributo prende in esame il concetto di transfert erotizzato mettendo a confronto l’elaborazione freudiana con il pensiero di Perls sviluppato all’interno del clima culturale dell’epoca, della sua struttura caratteriale e della sua esistenza eccentrica e poliedrica. Viene presentata la lettera che Perls scrisse a Marty, sua paziente-allieva-amante. Mentre la psicoanalisi privilegia la proiezione fantasmatica della traslazione, la psicoterapia della Gestalt enfatizza il ruolo della relazione intersoggettiva pur senza sottovalutare l’aspetto della traslazione.

Ho accettato con excitement, seppure con qualche esitazione considerato il tema, la proposta fattami da Margherita di scrivere sulla sessualità nel setting secondo una prospettiva riferita al pensiero di Perls. La lettera indirizzata a Marty, sua paziente-allieva-amante, (tratta da In and out the garbage pail del 1969), credo possa riassumere, nel suo stile denso di concetti ed emozioni, la quintessenza del suo modo-di-essere, e del suo pensiero sul tema quanto mai vasto e solo parzialmente esplorato del cosiddetto transfert erotizzato.

1. Iniziando da un sogno e da Freud
Ritengo utile aprire il tema riportando in sintesi il sogno di una allieva che chiamiamo S.

Sono nel mare, in profondità, e devo respirare con la bombola d’ossigeno, ma non so come si fa. Nell’oscurità vedo una specie di città fatiscente, come fosse stata bombardata. Ad un certo punto incrocio un uomo, più grande di me e gli chiedo come si fa a capire quando l’ossigeno sta per finire. Gli chiedo di portarmi in superficie. Lo abbraccio e c’è un contatto fisico, anche un lungo bacio e mi sento molto attratta. Arriviamo sulla spiaggia e c’è la stessa città bombardata.

Poi l’uomo mi saluta ma io lo voglio ritrovare. Parte la ricerca e lo ritrovo. Lo saluto, lo bacio e gli dico grazie. La cosa che mi ha colpito è che a me bastava così: grazie e … punto. Nel prosieguo del dreamwork, S. si è identificata nella città distrutta e deserta, come appunto si sentiva. Come reduce da una desolazione antica che le toglieva il respiro. La presenza di questa persona le ha permesso di tornare in superficie e … respirare normalmente.

La città desolata resta. Nella successiva fase dell’onirodramma, alla domanda sul perché ringraziarlo, la riposta è «Forse di avermi fatto vedere la realtà, anche se cruda». La comparsa di questa figura che accompagna l’ascensus ad superos (simmetrico al descensus ad inferos) è accompagnata da un curioso ed improvviso “investimento libidico” che tuttavia svanisce dopo il «grazie e… punto» del commiato.

Il sogno sembra confermare le intuizioni di Freud sul transfert. La possibilità di sostenere un impatto più crudo con la realtà sembra quindi evocare il bisogno di una componente “amorosa” che prescinde dalle caratteristiche del “traghettatore” che, nel caso del sogno, sono totalmente fantasmatiche, ma evocano una figura “più grande” di lei.

Secondo l’ottica freudiana:
Ogni qualvolta sottoponiamo al trattamento psicoanalitico un soggetto nervoso, compare in lui il sorprendente fenomeno della cosiddetta traslazione, vale a dire egli rivolge sul medico una certa quantità di moti di tenerezza, abbastanza spesso frammisti a ostilità, che non sono fondati su alcun rapporto reale e che non possono che derivare, date le particolarità della loro comparsa, dagli antichi desideri fantastici del malato divenuti inconsci (Freud, 1909, vol. 6 p. 169).

(…)

L’articolo tratta i seguenti capitoli:

2. Perls ed il transfert erotizzato
2.1. Perls come persona
2.2. Il clima culturale della formazione
2.3. La lettera a Marty

3. La prassi e la possibile teoria. Considerazioni … non conclusive

Articolo tratto da Quaderni di Gestalt, volume XXVII, 2014-1, I vissuti sessuali in psicoterapia
Rivista semestrale di psicoterapia della Gestalt edita da Franco Angeli, pag. 83

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