
E’ con profonda commozione e viva partecipazione che scriviamo della scomparsa di Daniel Stern, psicoanalista americano conosciuto e apprezzato a livello internazionale. Una presenza forte e autorevole nel mondo della psicoterapia, una voce chiara e limpida che, con il coraggio e la vivacità che lo caratterizzavano, ha messo in discussione verità consolidate proprio all’interno del mondo psicoanalitico al quale apparteneva. Una vita, la sua, dedicata alla ricerca, allo studio, all’amore per il mondo dell’infanzia che ha imposto non solo alla psicoanalisi ma a qualsiasi orientamento psicoterapico nuove riflessioni e (in alcuni casi) svolte epistemologiche sullo sviluppo, sulla concezione della mente, sulla strutturazione dell’identità e sulla relazione terapeutica.
Per il nostro Istituto Daniel Stern è stato un maestro, un collega, un amico, possibilità inesausta di confronto e dialogo. Sentiamo la gratitudine e l’orgoglio di averlo avuto tra i nostri Didatti.
Tanti sono i doni che, con grande generosità, ha fatto alla nostra Scuola nelle sue lezioni. Uno scambio teorico fertile e fecondo di sempre nuovi pensieri e riflessioni in uno sfondo di grande vitalità e presenza nel “momento presente” dell’incontro con Margherita, con gli allievi e con i didatti.
La vitalità del suo pensiero e del suo esser-ci, continueranno a costituire per noi una presenza importante, un “now moment” nella ricerca di sempre nuove verità.
La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto, sento il tuo passo
esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
La menzogna non ha nido.
Nessuno si è mai perduto.
Tutto è verità e via.
(Fernando Pessoa)
News dalle sedi
News dal convegno FIAP: Gianni Francesetti eletto nuovo presidente
Gianni Francesetti
didatta e responsabile dei Centri Clinici dell’Istituto di Gestalt HCC Italy
ha assunto la Presidenza della
Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia (FIAP).
Auguri a Gianni
gli siamo vicini e lo sosteniamo nel suo lavoro
per la comunità scientifica della psicoterapia italiana
Ecco uno stralcio del suo discorso di insediamento, domenica 11 novembre a Roma, a conclusione del convegno presso l’Università degli Studi di Roma.
“Il mondo diventa un villaggio globale, dove i confini si perdono, le distanze e vicinanze si confondono, il tempo accelera, le identità si sciolgono. Condizioni di sfondo su scala macroscopica che sostengono esperienze borderline a livello relazionale.
L’intorpidimento dei nostri cervelli si evidenzia ad esempio nella perdita di memoria, come affermava Marshall McLuhan (il concetto di Villaggio Globale è suo), il pensatore canadese che ha pubblicato nel 1964 ‘Gli strumenti del comunicare’. Non è un caso che siano nate le ‘banche della memoria’, iniziativa molto bella ma che al tempo stesso testimonia che non siamo più in grado di essere noi, i nostri corpi e le nostre narrazioni, le memorie che custodiscono la storia.
Ma si evidenzia anche nell’intorpidimento emozionale – poca risonanza emotiva davanti a notizie terribili – o sentimentale – poca capacità di sentire e restare fedeli nel tempo.
Siamo dunque anestetizzati dall’uso delle tecnologie di comunicazione di massa, qualunque sia l’uso che ne facciamo. Il rimedio all’an-estesia è l’estesia, nel duplice senso di ritorno ai propri sensi e di incremento della sensibilità alla bellezza relazionale…… In questi giorni, nel convegno, abbiamo vissuto, inevitabilmente, in questo villaggio globale: con tempi accelerati, confini fluidi, cercando di uscire dall’anestesia che ci provoca l’estensione di noi stessi su altri mezzi.
La FIAP è di per sé concepita come luogo di risveglio in quanto agorà in cui ascoltare la voce dell’altro. Questa è la principale delle sue mission: il confronto fra colleghi e fra modelli diversi. Personalmente ho vissuto molti momenti in cui l’incontro personale mi ha de-anestetizzato, e lì ho sperimentato momenti di bellezza che restano nella mia memoria e che porto con me.
Ringrazio i colleghi che hanno reso possibile questo.”
Margherita Spagnuolo Lobb e Piero Cavalieri presentano a Enna le nuove sofferenze relazionali secondo la Psicoterapia della Gestalt (valido come tirocinio interno UniKore)

Presentazione del seminario
Studi recenti dimostrano che all’origine delle sofferenze relazionali c’è sempre un insieme complesso di fattori genetici e ambientali, in interazione tra
loro.
Lo psicologo clinico deve sapere leggere tali sofferenze nell’ottica di una continua interazione tra fattori predisponenti e fattori relazionali, che
“accadono” in situazioni specifiche. Nel processo terapeutico si ripropone la complessità di queste evoluzioni, affinché sia il paziente che il terapeuta
possano rivelarsi in un contatto chiaro e contenitivo, realizzando le intenzionalità di contatto bloccate nelle relazioni significative del paziente.
Saranno presentati i principali studi sui disturbi di personalità e la nuova lettura gestaltica, considerando il contesto sociale attuale, l’evoluzione personale
e le relazioni intime. Il modello di intervento metterà in evidenza la sfida che questi disturbi pongono alla relazione terapeutica.
Info e iscrizioni tramilte questo link
"La sofferenza nel lutto è un processo naturale della vita" di Carmen Vazquez Bandin
La sofferenza nel lutto è un processo naturale della vita. La perdita di una persona amata è come una saponetta “bloccata nel cuore”, e solo a traverso un fiume di lacrime, espresso con tutto il nostro sé, questa saponetta si può sciogliere.
Carmen Vazquez Bandin
tratto da Aspettami in cielo. Il processo del lutto in psicoterapia della Gestalt. Quaderni di Gestalt, XXIV, n. 1/2011, pp. 45-64
L’amore e la psicoterapia
“L’amore che cura è una sorta di faro che illumina la bellezza dell’altro, una luce che ne rende visibile la vitalità armonica con cui è nella relazione. L’amore dà luce all’intenzionalità di contatto con cui l’altro si adatta alle situazioni difficili con tutta la sua creatività e unicità.”
Margherita Spagnuolo Lobb
Open day di presentazione della Scuola di Psicoterapia
condotto dal Direttore M.Spagnuolo Lobb e dallo staff didattico della Scuola
Siracusa, 17 novembre 2012, ore 18.00-20.00
se desideri conoscere il modello della Scuola, prenotati cliccando qui
L’incontro è gratuito
News dal seminario sull'identità di genere con Giuseppe Iaculo
A Palermo si è concluso sabato 27 ottobre il Corso di aggiornamento dal titolo “Identità di genere, orientamento affettivo-sessuale e coming-out sociale” tenuto dal Dott. Giuseppe Iaculo.
Il gruppo, con grande curiosità e fiducia nei confronti di un collega che ha saputo cogliere tanti livelli del lavoro con i suoi pazienti, ha saputo accogliere gli stimoli teorici, metodologici ed esperenziali che, Giuseppe Iaculo ha trasmesso con straordinaria competenza.
Due giornate, quelle di Palermo, che hanno regalato a tutti i partecipanti la possibilità di mettersi in gioco, contattando i propri vissuti personali e professionali.
Grazie Giuseppe!!!
Fritz Perls: Lezione del prof. Bernd Bocian sui primi 40 anni della vita del famoso psicoanalista

Sabato 15 settembre Bernd Bocian è stato ospite della sede di Milano e ha tenuto, per gli allievi del primo anno, la lezione sui primi 40 anni della vita di F. Perls.
Bocian ha raccontato lo sfondo su cui si è sviluppata la Psicoterapia della Gestalt e che ne ha largamente influenzato l’epistemologia. Senza la conoscenza di questa cornice non è possibile comprendere fino in fondo l’evoluzione dalla psicoanalisi all’approccio terapeutico gestaltico.
L’incontro ha preso spunto dalla recente pubblicazione del volume
Fritz Perls a Berlino 1893-1933
Espressionismo, psicoanalisi, ebraismo
Bernd Bocian (FrancoAngeli, 2011)
Visualizza informazioni sul volume
News dal seminario: L'arte del racconto: quando narrarsi è terapia con M.L.Grech
“Il paziente che viene in terapia è una persona che vuole raccontarsi all’altro: vuole raccontare la sua storia, il proprio dolore, le proprie speranze o la propria sofferenza. La narrazione attraverso la scrittura, come pensiero che diventa azione, diviene in terapia uno strumento fondamentale nei momenti di empasse, quando la fluidità del raccontarsi all’altro viene interrotta”.
Con grande energia e delicatezza Maria Luisa Grech ha condotto il gruppo attraverso alcune fasi del modello di scrittura creativa, creando l’atmosfera adatta che ha reso possibile ad ogni partecipante contattare i propri vissuti e metterli creativamente in parole.
Quella che segue è una breve poesia composta durante il seminario.
“Non ci sono ombre ma frecce certe
Il mio corpo è concentrato ma non nascosto
Non so vivere senza orgoglio
Sei mia, vicino”

