Il pensiero degli autori

Dagli Atti del Terzo Convegno SIPG Il Dolore e La Bellezza

 

La ricchezza delle analisi e delle voci, percepibile anche in questa raccolta fin dalle prime pagine, imprime al confronto un movimento che si rinnova, variegato, ad ogni contributo. E d’altra parte è questo il leitmotiv dell’intero convegno (…), il desiderio di incontrarsi oltre le differenze. Questa la figura che emerge da un ground in grado di sostenere e contenere le diverse anime della psicoterapia della Gestalt. Un incontrarsi che porta con sé, ancora oggi, il dolore e la bellezza insite nelle diversità che, nell’incontro di voci e corpo, possono diventare terreno fertile per donare di senso e di significato le direzioni che i padri fondatori della Gestalt Therapy hanno tracciato.

 Gianni Francesetti, Michele Ammirata, Silvia Riccamboni, Nunzia Sgadari,
Margherita Spagnuolo Lobb

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Interrompere il controllo, il lasciarsi andare all’altro o all’ambiente è la battuta fondamentale affinché il ritmo controllo/affidarsi possa svolgersi spontaneamente e si possa raggiungere l’altro bilanciando presenza attiva e contenitiva, creatività e adattamento, assimilando la novità costitutiva del contattare l’altro.
Margherita Spagnuolo Lobb

29-30 Novembre 2013 Psichiatria: Nuove classificazioni del DSM 5 e prospettiva gestaltica Con il Prof Piero Petrini

L’evento ha previsto un Open-day della Scuola di Specializzazione e due tavole rotonde in cui numerosi esperti del mondo della psichiatria e della psicoterapia hanno valutato il nuovo manuale psichiatrico DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), giunto alla quinta edizione.
La giornata di studio era stata preparata dal seminario (sulla stessa tematica) del giorno precedente, riservato agli allievi ed ex allievi della Scuola di Specializzazione, agli psicoterapeuti della Gestalt.
La dottoressa Margherita Spagnuolo Lobb, direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, ha introdotto i lavori della giornata ricordando l’importanza della diagnosi nel lavoro psicoterapico, così come nel lavoro nei servizi pubblici. “È necessario fare dialogare due prospettive epistemologiche diverse, quella della valutazione e quella della cura. Siamo qui per interrogarci e trovare strade percorribili che non dimentichino l’umano”, ha detto aprendo i lavori.
“È uno strumento molto utilizzato dagli psichiatri e dagli psicologi, che ha suscitato da subito punti interrogativi negli stessi autori”, afferma la dott.ssa Valeria Rubino, chair della tavola rotonda.
Il professore Piero Petrini, esperto in disturbi di personalità, ha presentato uno schema chiaro delle nuove classificazioni e ha precisato che il tentativo di questo nuovo manuale è di avvicinarsi ad una comprensione delle patologie che tenga conto della globalità della persona, e della sua relazione con l’ambiente. Proprio per questo, la diagnosi diventa più complessa e affida al professionista una maggiore responsabilità.
Il dott. Giuseppe Cannella, psichiatra psicoterapeuta della Gestalt, ha sottolineato le diverse epistemologie a cui il fare diagnosi e il fare psicoterapia appartengono.
Il prof. Daniele La Barbera ha descritto le nuove categorizzazioni delle dipendenze patologiche e le ha poeticamente collegate con il bisogno di legame, traendo spunto dal racconto del “Piccolo Principe”.
Il professore Santo Di Nuovo ha presentato i test psicologici che offrono interessanti collegamenti utili anche per la diagnosi del DSM 5, e ha offerto uno stimolante confronto con gli approcci fenomenologici.
Il dott. Salvatore Libranti ha presentato un caso di dipendenza da alcool felicemente trattato con la psicoterapia della Gestalt.

Nel pomeriggio, gli psichiatri, dott. CannavòSgarlataCannella e Garofalo hanno esposto le attuali problematiche nell’espletamento del servizio pubblico di salute mentale.
La dott.ssa Spagnuolo Lobb ha concluso i lavori notando come il dolore del disturbo mentale, che è il dolore più profondo dell’anima, non è mai solo del singolo, ma è sempre di tutti. “La psicoterapia della Gestalt, che focalizza ciò che accade al confine di contatto tra organismo e ambiente, si identifica in questa posizione mediana, tra realtà individuale e realtà sociale, per questo è relazionale e politica. Ogni società che aspiri ad un futuro deve sapere prendersi cura dei bambini dei poeti e dei folli”, ha detto, parafrasando Heidegger.
Con questo augurio per la nostra società e per la gestione politica del dolore umano si è concluso il convegno.
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Il contributo dell'Istituto di Gestalt HCC Italy a Cracovia

 

 
 
 
 
 
 
Il convegno triennale organizzato dall’Associazione Europea di Psicoterapia della Gestalt

ha riunito, nel suggestivo scenario della città storica di Cracovia, 420 psicoterapeuti provenienti da tutta  Europa e dagli Stati Uniti.
Tre giornate di confronto e di dialogo orientate dallo sfondo dell’attuale crisi socio-politico-economica e dalle nuove forme di malessere emergenti, che impongono la necessità di riflettere sui cambiamenti da operare nella tradizionale pratica di cura.
 
La relazione di apertura,  affidata a M. Spagnuolo Lobb,  ha costituito un incipit al dialogo autorevole dal punto di vista teorico, dalle solide radici epistemologiche e da uno sguardo aperto agli studi e alle ricerche attuali.
 
Fin dalle prime battute, Spagnuolo Lobb ha condotto i partecipanti in un mood denso della passione per la psicoterapia della Gestalt che da sempre la contraddistingue. Ha esposto il suo pensiero sulla complessità delle possibilità di cura nella società odierna, molto diversa da quella in cui i vari approcci umanistici sono nati, arricchendolo con stimolanti esempi clinici e utili rimandi per la professione.
 
Pregnante di contenuti teorico-clinici e densa di emozioni è stata anche la presentazione dell’edizione inglese del suo libro, Il now-for-next in psicoterapia. La psicoterapia della Gestalt raccontata nella società post-moderna, accompagnata dalla proiezione di un filmato che ha raccontato, attraverso stralci di frasi, musica e immagini, le poliedriche  verità contenute nel libro.
 
Durante il convegno è stato anche presentato il libro Gestalt Therapy in Clinical Practise, curato da Gianni Francesetti, Jan Roubal e Michela Gecele, che raccoglie 60 contributi scritti da altrettanti autori per fondare una psicopatologia gestaltica.
Il now-for-next in psicoterapia. La psicoterapia della Gestalt raccontata nella società post-moderna
Gestalt Therapy in Clinical Practise

News dal convegno "Lo sviluppo polifonico dei domini: psicoterapia della Gestalt in dialogo" – Milano 13-14 settembre 2013

convegno domini gestalt MilanoCon un profondo senso di gratitudine per l’impegno teorico e di ricerca di Margherita Spagnuolo Lobb, riportiamo oggi l’apprezzamento generale per il convegno, conclusosi ieri a Milano, organizzato dall’Istituto di Gestalt HCC Italy in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Scuola di Alta Formazione “Agostino Gemelli”.
Due intense giornate di studio dal titolo: Lo sviluppo polifonico dei domini. Processi evolutivi: psicoterapia della Gestalt in dialogo.
Come comprendere il passato del paziente mantenendo la freschezza dell’incontro terapeutico, tipica del modello gestaltico?
Come considerare lo sviluppo del paziente in tutta la sua complessità e processualità, senza cadere in facili riduzionismi come quello di paragonare il paziente ad un criterio estrinseco di “maturità”?
La prospettiva, inedita per la psicoterapia della Gestalt, di “mente evolutiva” proposta da M.Spagnuolo Lobb per rispondere a tali interrogativi,  è stata il perno su cui ha ruotato lo stimolante dialogo con il pensiero di autorevoli psicologi, come il Prof. Vittorio Cigoli e la Prof.ssa Graziella Fava Vizziello, di terapeuti della Gestalt, come Anna Fabbrini e  Gianni Francesetti, e di psicoterapeuti impegnati nella ricerca e nel lavoro con i bambini, come Pierluigi Righetti, Ferruccio Cartacci e Antonio Narzisi.
In diretta da Esalen (California), in video conferenza, ha partecipato al confronto il noto psicoterapeuta statunitense Gordon Wheeler.  Il suo pensiero, accreditato dalla comunità gestaltica internazionale, costituisce per il nostro Istituto un’autorevole garanzia di rigore teorico. Wheeler ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro e la prospettiva teorico-clinica avanzata da Spagnuolo Lobb, evidenziandone, altresì, la coerenza epistemologica con la psicologia della Gestalt.
Dal dialogo tra il prof. Cigoli e Gordon Wheeler è stato inoltre ricostruito e ripercorso un pezzo di storia degli anni 60, che ha visto evolversi il pensiero di Kurt Lewin su due filoni paralleli, gli studi familiari della Satir e quelli gestaltici di Goodman e di Laura Perls.
Il convegno è stato definito dai partecipanti tra i più interessanti tra quelli organizzati dall’Istituto di Gestalt HCC Italy e, con un vissuto di orgoglio per queste due giornate, auguriamo a Margherita e a tutto lo staff didattico che lo sviluppo ulteriore di questo filone di ricerca sia sempre improntato alla qualità, al rigore scientifico e metodologico e orientato dalla tensione all’incontro con l’altro.