L’estetica del contatto

In psicoterapia della Gestalt il termine contatto non implica soltanto che siamo esseri interconnessi, ma esprime anche una considerazione sulla fisiologia dell’esperienza. L’interesse verso la mentalizzazione dell’esperienza è decisamente sostituito dall’interesse per l’esperienza generata dalla natura concreta dei sensi.
Il concetto di consapevolezza, ben diverso da quello di coscienza, esprime l’essere presente ai sensi nel processo del contattare l’ambiente, l’identificarsi in modo spontaneo e armonico con l’intenzionalità di contatto.

Margherita Spagnuolo Lobb

Il corpo come esperienza


L’idea che l’esperienza corporea si costituisce al confine di contatto tra terapeuta e paziente, nel qui ed ora dell’incontro terapeutico, ci libera da una mentalità intrapsichica, che vede il corpo come “contenitore” di emozioni e conflitti che il paziente porta in terapia.
Inoltre, libera il terapeuta da una responsabilità narcisistica sull’efficacia dell’intervento e il paziente dalla responsabilità culturale della malattia: il disagio è co-creato e il sentire del terapeuta e del paziente non sono “assoluti” né alieni, sono legittimati e ricevono senso dalla complessità dei vissuti nel campo fenomenologico. Tutto ha un senso nella complessità della situazione percettiva, e nulla è assoluto.

Margherita Spagnuolo Lobb

La psicoterapia della Gestalt nella pratica clinica. Dalla psicopatologia all’estetica del contatto.


Dalla psicopatologia all’estetica del contatto. È in questo concetto che risiede l’essenza della nostra prospettiva: nel processo di contatto la sofferenza umana può essere toccata e trasformata, e questa trasformazione è estetica.
Due idee sono presenti: prima di tutto che la psicopatologia è un fenomeno co-creato nel campo, emerge al confine di contatto e può essere trasformata all’interno del processo di contatto.
In secondo luogo questa trasformazione è estetica: ciò significa che è percepita dai nostri sensi, è valutata sulla base di criteri estetici intrinseci e può creare bellezza. Su questa strada possiamo portare la psicopatologia nel cuore della teoria della psicoterapia della Gestalt.

Gianni Francesetti, Michela Gecele, Jean Roubal

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Diventare psicoterapeuta della Gestalt

Come aveva intuito Rank (1932) insegnare la psicoterapia vuol dire dare all’allievo la possibilità di diventare artista, cioè di utilizzare le qualità personali – anche, o soprattutto, quelle che gli sembrano negative e alla base della sua nevrosi – come risorse fondamentali di consapevolezza e contatto terapeutico. La risorsa fondamentale per realizzare questa possibilità è la consapevolezza, ovvero la capacità di essere costantemente presente ai sensi e aggiornati sulla percezione di sé e dell’altro, di accogliere il fluire della dinamica percettiva figura/sfondo senza bloccare il processo attuale di contatto con l’ambiente. L’arte terapeutica implica la capacità di vivere ogni momento di incontro tra terapeuta e paziente stando costantemente al confine di contatto, e riportandolo nel contesto dei contatti che il paziente fa con il mondo.

Margherita Spagnuolo Lobb

Open day della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt Diventare psicoterapeuti della Gestalt. Il modello e la formazione

Penso che oggi la psicoterapia abbia un duplice compito:
quello di risensibilizzare il corpo,
e quello del dare strumenti di sostegno relazionale orizzontale,
che possano far sentire le persone riconosciute dallo sguardo dell’altro paritario.

Margherita Spagnuolo Lobb

 
Mercoledì 22 gennaio, a Catania, l’Istituto di Gestalt H.C.C. Italy è lieto di accogliere coloro che desiderano conoscere il modello formativo della Scuola di Psicoterapia. Verrà presentata la prospettiva gestaltica, basata sui valori estetici, come etica delle relazioni di cura, e sui processi di adattamento creativo come principio di sanità.
Lo spirito che contraddistingue la psicoterapia della Gestalt è quello di cogliere gli adattamenti creativi con cui le relazioni umane si autoregolano nelle sfide evolutive intime e sociali.
A tal fine l’Istituto è impegnato ad integrare ed arricchire l’esperienza clinica con i più recenti contributi scientifici internazionali, grazie ai quali intende pervenire ad una sempre maggiore chiarezza epistemologica e ad una comprensione profonda del significato insito nell’esperienza relazionale terapeutica.
L’incontro sarà condotto dalla direttrice dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb, didatta internazionale, autrice di testi fondamentali per il modello gestaltico, tradotti in varie lingue. Ha introdotto in Italia gli esponenti più significativi di questo approccio, dedicando il proprio impegno e la propria esperienza formativa e di ricerca alla ridefinizione ermeneutica della teoria del Sé e all’applicazione clinica del modello, con un particolare sguardo ai processi creativi che emergono nella relazione terapeuta-paziente.
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Essere gruppo


Il modo di essere dei membri nel gruppo crea la vitalità, la qualità della presenza, e dunque la spontaneità o meno con cui la vita del gruppo attraversa le sue fasi. Il processo di gruppo è come una corrente sotterranea che dà significato agli eventi, che rappresentano le figure, il modo specifico in cui i suoi membri narrano l’identificarsi con le intenzionalità che sostengono lo sfondo.

Margherita Spagnuolo Lobb

Seminari di Supervisione 2015: Il confine in evoluzione con Margherita Spagnuolo Lobb


Inizierà il 21 Gennaio a Siracusa l’edizione 2015 del ciclo di seminari di supervisione Il confine in evoluzione, condotti da Margherita Spagnuolo Lobb, presso le tre sedi dell’Istituto di Gestalt HCC Italy (Palermo, Siracusa, Milano). I seminari di supervisione sono un’occasione di scambio tra colleghi e di aggiornamento sulle nuove abilità terapeutiche oggi richieste. Il ruolo dello psicoterapeuta è fondamentale nella società contemporanea, ed essere efficaci con i nostri pazienti implica dare un contributo generativo alla comunità di cui facciamo parte.
Ognuno dei tre incontri di questa seconda edizione sarà dedicato ad un tema clinico emergente e includerà momenti teorici ed esperienze personali, per cogliere e sperimentare l’attualità e il fascino della psicoterapia della Gestalt contemporanea:
1) Le esperienze depressive
2) Le esperienze borderline
3) Le esperienze dissociative
La partecipazione al corso è a numero chiuso ed è riservata a Psicoterapeuti della Gestalt e di altri approcci.

Per info e iscrizioni scegli la città in cui preferiresti frequentare il corso:

Palermo             Siracusa              Milano 

 

Seminario gratuito valido come tirocinio interno unict: Fenomenologia delle relazioni intime e della violenza. Un caso di uxoricidio.

«La psicoterapia della Gestalt […] pone al centro dell’intervento di cura il sé,
che in maniera consapevole ed attiva elabora significati, produce intenzioni,
sussiste nel suo continuo aprirsi al mondo, tanto da costituire con esso una medesima realtà.
E’ in questa relazione col mondo, in questo ‘in-tendere verso’ di esso,
che occorre individuare l’origine della sofferenza mentale e al contempo lo spazio della cura»

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Inizio CORSO BASE Training Autogeno in Psicoterapia della Gestalt Siracusa, 22 gennaio 2015

«Essere consapevoli del proprio corpo in funzione delle cose che sappiamo e che facciamo è sentirci vivi. Questa consapevolezza è parte essenziale della nostra esistenza come persone attive e inebrianti»

 Michael Polanyi, cit. in Terapia della Gestalt integrata. Profili di teoria e pratica,
Polster e Polster, 1986, p. 201.

L’interesse dell’approccio gestaltico per l’esperienza corporea si esprime attraverso l’apertura e la curiosità verso diverse e poliedriche prospettive e concezioni sul corpo. In questo scenario si colloca il lavoro di integrazione della classica tecnica del Training Autogeno di J.H.Schultz nell’epistemologia del modello gestaltico, che dà vita al percorso formativo proposto. Il Training Autogeno, in questa chiave di lettura, si apre all’esperienza dell’incontro con l’altro, assumendo una connotazione relazionale e arricchendosi di nuovi colori e sfaccettature. L’esperienza corporea, così vissuta attraverso il Training Autogeno, può proporsi oltre che come tecnica di auto distensione, anche come strumento di conoscenza e consapevolezza di sé.
Condurrà l’incontro la dott.ssa Teresa Borino, psicologa, psicoterapeuta, didatta presso l’Istituto di Gestalt HCC-Italy. Ha partecipato a diversi corsi di approfondimento sul tema della corporeità, conseguendo specializzazioni in Medicina Psicosomatica (corso biennale della SIMP) e in Riabilitazione Equestre (scuola nazionale ANIRE). Per anni ha operato nell’ambito dell’handicap, dell’affido familiare e della formazione professionale.
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