NUOVI SVILUPPI DELLA TEORIA DEL SÉ E RISVOLTI CLINICI Riflessioni cliniche per psicoterapeuti con Margherita Spagnuolo Lobb

Siracusa, 13 aprile 2016
Avrà luogo il prossimo 13 aprile il secondo seminario di supervisione condotto dal direttore del nostro Istituto a Siracusa. L’incontro verterà sul tema: “Gli sfondi esperienziali del sé e le sofferenze al confine di contatto”
La qualità percettiva dello sfondo costituisce la base da cui emergono le figure cliniche contemporanee. Verranno individuati quattro tipi di sfondi percettivi da cui, con una logica dimensionale e non categoriale, emergono diverse sofferenze del “tra”. Sarà presentato uno strumento clinico per l’individuazione e il sostegno specifico nelle varie configurazioni figura/sfondo. La supervisione dei casi portati dai partecipanti consentirà di esercitarsi su questa competenza terapeutica.

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IL SÉ

Chiamiamo “sé” il complesso sistema di contatti necessario per l’adattamento in un campo difficile. Si può considerare che il sé si trovi sulla linea di demarcazione dell’organismo, ma la linea di demarcazione stessa non è isolata dall’ambiente; essa è in contatto con l’ambiente; appartiene ad entrambi, all’organismo e all’ambiente. Il contatto consiste nel toccare, nel toccare qualcosa. Non si deve pensare al sé come ad un’istituzione fissa; esso esiste ogni qualvolta e dovunque vi sia nei fatti un’interazione sulla linea di demarcazione. Per parafrasare Aristotele: “Quando il pollice viene pizzicato, il sé esiste nel pollice che duole”.

F.Perls, R.F.Hefferline, P.Goodman

ATTACCAMENTI TRAUMATICI. Un approccio fenomenologico.

Si è appena concluso, il 18 marzo a Milano, il workshop internazionale organizzato dall’Istituto di Gestalt HCC Italy e condotto dalla dott.ssa Ruella Frank, psicoterapeuta della Gestalt del New York Institute.
I partecipanti, un gruppo internazionale di 60 persone, sono stati pienamente coinvolti sul piano teorico, ma soprattutto hanno contribuito a creare un’esperienza condivisa sul tema del processo di attaccamento traumatico.
Grazie a Ruella Frank per aver trasmesso con i suoi occhi, la sua voce, i suoi movimenti, tutta la sua passione per il tema del movimento; a Stefania Benini per aver tradotto con grazia, coerenza e competenza; a tutti coloro che hanno partecipato per essere riusciti, all’interno di un gruppo così ampio, a lasciare ognuno una narrazione di sé attraverso il movimento.
OCCHI E ORECCHIE PER ASCOLTARE
«… non ascoltate le parole, ma soltanto quello che vi dice la voce, quel che vi dicono i movimenti,quel che vi dice l’atteggiamento, quel che vi dice l’immagine. (…) Se abbiamo occhi e orecchie, il mondo è aperto»
Fritz Perls

WORKSHOP INTERNAZIONALE CON ECM “ATTACCAMENTI TRAUMATICI: UN APPROCCIO FENOMENOLOGICO”

MILANO, 17 – 18 marzo 2016

Con Ruella Frank
(New York Institute For Gestalt Therapy)

 
Le tradizionali teorie sull’evoluzione del trauma nei primi anni di vita del bambino hanno messo in evidenza il contributo dei genitori in quella che poi diventa una reazione traumatica abituale del bambino. Di conseguenza, il bambino risponde al genitore con modalità rigide e ripetitive. Questa lettura evolutiva del trauma non considera le dinamiche relazionali che sono parte integrante di ogni organizzazione dell’esperienza.
Ruella Frank, docente internazionale, che ha esplorato i modelli di movimento dei neonati e la loro relazione con l’adulto a partire dalla metà degli anni ’70, ha fondato e dirige il Center for Somatic Studies, (facoltà del New York Institute for Gestalt Therapy), offre una diversa prospettiva relazionale e contestuale. Se si osservano i micro-movimenti nell’interazione bambino/genitore, si può notare come il rischio di ri-traumatizzare il bambino nasca dall’impatto potente che i suoi comportamenti hanno sui genitori, nel qui e ora della loro relazione.
Il workshop, attraverso una metodologia esperienziale e teorica, si focalizzerà su quegli schemi interattivi – sia dei genitori che del bambino – che creano un attaccamento traumatico e che possono essere responsabili anche della trasmissione intergenerazionale dei traumi.
Verrà inoltre approfondito l’influsso che questi schemi precoci hanno sullo sviluppo della relazione tra terapeuta e paziente, nel qui e ora.
 

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CONTATTO E RELAZIONE

Robine sottolinea la differenza esistente tra il concetto di contatto e quello di relazione: «Essendo “la realtà primaria più semplice”, il contatto non indica ancora la relazione. La tematica del contatto è al di qua dell’oggetto, al di qua dell’altro. Il contatto non denota ancora l’investimento di un oggetto o di un altro, ma denota uno schema senso-motorio, dei modi di sentire e muoversi, di “andare verso e prendere”» (Robin, Il rivelarsi del sé nel contatto, 2006, p. 41). La relazione rimanda, invece, all’interazione tra due o più persone, e quindi alla reciprocità dell’esperienza di incontro.
Vi è un’altra fondamentale differenza tra contatto e relazione, pure evidenziata da Robine. Il contatto indica l’esperienza dell’incontro nel qui e ora. La relazione, invece, consiste nell’insieme degli incontri che sono avvenuti nel tempo. Il concetto di relazione rinvia alla dimensione del tempo, alla storia del rapporto tra due persone. Contatto e relazione sono riconducibili a due diverse concezioni del tempo, presenti nella cultura greca. Il contatto rinvia a kairòs, la concezione soggettiva del tempo, vale a dire il momento presente in cui qualcosa accade, qualcosa è vissuto. La relazione fa riferimento a chrònos, l’idea oggettiva del tempo, ossia il tempo che scorre attraverso il succedersi degli eventi.

Albino Macaluso (da QdG 2012/2)

Enna, 23 marzo 2016 Seminario “LA PSICODIAGNOSTICA TRA NOSOGRAFIA ED ESTETICA” con Margherita Spagnuolo Lobb

 
 
Il prossimo 23 marzo presso l’Università KORE di Enna si terrà un seminario sul tema della Psicodiagnostica, organizzato dalla Facoltà di Scienze dell’Uomo e della Società. L’Istituto di Gestalt HCC Italy ha il piacere di essere presente con gli interventi del nostro direttore, prof.ssa Margherita Spagnuolo Lobb, e della didatta in formazione, dott.ssa Annalisa Molfese.
 

Per info e iscrizioni vai su: www.unikore.it

MILANO, 11 marzo 2016: BAMBINI ALLA SCOPERTA DEL MONDO: CONTENERE E SOSTENERE L'ENERGIA

Nella prima parte dell’anno gli incontri “In contatto… con la Gestalt” affronteranno il tema Diventare grandi in un mondo post-moderno: gli sviluppi attuali dell’antica relazione tra i “piccoli”, che devono trovare il loro posto nel mondo, e i “grandi”, che hanno il compito di accompagnarli in questo viaggio.
In che modo possono gli adulti costruire un terreno solido perché i piccoli si muovano con fiducia verso la novità?
Quale sostegno famigliare, comunitario e culturale si può trovare nella società per respirare pienamente con i piccoli, anche quando sentiamo il futuro incerto?
A queste e ad altre domande cercheremo di rispondere, dialogando con alcuni didatti dell’Istituto, su questi temi cruciali che chiamano in causa la nostra responsabilità di adulti in una comunità globale.
 
Il seminario è gratuito, a numero chiuso e rivolto a studenti di psicologia e medicina, psicologi e medici neolaureati, in formazione o già inseriti in contesti lavorativi, interessati a conoscere il modello didattico e metodologico della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia.
 
 

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LA PSICOPATOLOGIA: LA SOFFERENZA DELL’ANIMA

La sofferenza dell’anima, la psicopatologia, è sofferenza del confine di contatto. Può essere sentita come dolore soggettivo oppure no. Quest’ultimo caso accade quando il soggetto non sente pienamente ciò che avviene al confine. Ma lo può sentire l’altro, o un terzo. Da un punto di vista clinico non è il dolore ad essere patologico, ma l’insopportabilità a sostenerlo e ad esserne consapevoli a livello individuale, familiare e sociale. Per ridurre il dolore soggettivo si fa soffrire il tra, il confine. C’è una riduzione del dolore percepito e quindi della consapevolezza. In termini evolutivi, questa capacità di ridurre il dolore insostenibile è stata un’opera creativa che ha protetto l’individuo, la famiglia, la società.
 

Gianni Francesetti, Michela Gecele, Jan Roubal

IL SÉ COME ATTUALIZZARSI DELLA DINAMICA FIGURA/SFONDO Gli sfondi esperienziali del sé con Margherita Spagnuolo Lobb

 
 
L’edizione dei seminari di supervisione 2016 dal titolo “Nuovi sviluppi della teoria del sé e risvolti clinici. Riflessioni cliniche per psicoterapeuti” sarà occasione di approfondimento e aggiornamento su alcuni concetti fondamentali del modello gestaltico.
Questo primo seminario, a partire dal tema classico della dinamica figura/sfondo, si focalizzerà sulle nuove evidenze cliniche attraverso uno sguardo più attento agli sfondi esperienziali dei pazienti. Il sentimento di incertezza, vissuto sia a livello sociale che intimo, è ormai epidemiologicamente diffuso e genera nuove sofferenze relazionali. Si impone allora al clinico l’esigenza di volgere la propria attenzione allo sfondo esperienziale dei pazienti, dando profondità al qui-e-ora. Il seminario, attraverso la supervisione dei casi clinici portati dai partecipanti – gestaltisti e non -, offrirà nuovi strumenti di intervento clinico gestaltico, tradizionalmente incentrato sulle figure.
 

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