Buon Natale dall'Istituto di Gestalt HCC Italy


Il Natale è la festa della nascita. Ci ricorda che i figli ci trasformano dal profondo, e la nostra capacità di lasciarci trasformare dalla loro bellezza, dal loro modo nuovo di essere nel mondo, è una sfida non solo personale e di coppia, ma anche sociale.
Nessuna società può sopravvivere se non dà sostegno ai figli, e oggi occorre riflettere tutti, come cittadini, sulla funzione trasformativa che ogni nascita ha per il  nostro vivere sociale.
Buon Natale, cari amici e colleghi!

Margherita Spagnuolo Lobb

Master in Psicopatologia Gestaltica e Fenomenologica


 
 
ll Master è finalizzato ad offrire una formazione alla psicopatologia e alla clinica, secondo una prospettiva gestaltica e fenomenologica, a quanti vogliano ampliare la propria competenza professionale di psicoterapeuta o psichiatra. I temi sono affrontati sia da un punto di vista teorico che applicativo, strutturati per orientare alla comprensione del disagio e ai percorsi di trattamento psicoterapeutico.
 
 
 

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La Gestalt in Pillole: Il qui-e-ora

da: www.gestaltpedia.it, l’Enciclopedia della Gestalt.

«Nell’ambito della psicoterapia della Gestalt, il qui-e-ora costituisce la dimensione spazio-temporale attraverso cui la persona psicologicamente sana si pone in contatto con sé stessa e con il mondo.
Dal punto di vista fenomenologico, tale dimensione rimanda all’esperienza del proprio corpo, delle proprie sensazioni, dei propri sentimenti, della propria realtà. Attraverso il “continuum di consapevolezza”, rimanendo in contatto con ciò che qui-e-ora sta accadendo, la situazione irrisolta o il bisogno inappagato vengono alla luce con forza per essere affrontati. L’istanza aperta, che emerge alla superficie del qui-e-ora, trova espressione nei movimenti spontanei del corpo, nella voce, nei comportamenti non verbali. Porre attenzione all’esperienza, che nel presente sta fluendo, permette di sostenere il processo di consapevolezza del paziente, di delinearne l’intenzionalità e l’orientamento nel “campo”, di integrare i conflitti polari, di ricomporre l’unità fra sentire e agire. Più di recente, Stern ha elaborato delle interessanti riflessioni sul “momento presente”, individuandolo come esperienza psicologica fondamentale e come elemento fondante di ogni relazione intersoggettiva» (Spagnuolo Lobb, Cavaleri, 2013, p. 518).

Voce tratta, per gentile concessione dei curatori, da:
G. Nardone e A. Salvini (a cura di) – 2013, Dizionario internazionale di psicoterapia, Milano, Garzanti editore. 

Grazie Robin Williams

È noto che lo scopo del lavoro gestaltico è aumentare la consapevolezza. Il punto è cosa si intende per consapevolezza: spesso questo termine è stato confuso con il concetto di conoscenza, mentre in realtà ha il significato di essere svegli ai sensi nel contatto. L’idea gestaltica è che il cambiamento terapeutico è dato da un evento di contatto che genera una ristrutturazione percettiva nel paziente, che adesso vede ciò che prima non vedeva (aumenta la propria consapevolezza, appunto): il contatto con il terapeuta riesce a cambiare il suo modo abituale di vedere il mondo

Margherita Spagnuolo Lobb (2007, p. 65)

L’Amore del paziente

L’amore del paziente non può essere messo in discussione (…): è la forma che il commitment prende nelle varie situazioni terapeutiche. Il paziente offre al terapeuta il codice di accesso ad una storia intima, con una intenzionalità di contatto che implica il portare a termine gestalt aperte con l’altro, il realizzare integralmente se stesso con l’altro. In questo senso, possiamo parlare anche di “aspetto istituzionale” dell’amore del paziente: è il suo essere paziente, il suo porsi nelle mani del terapeuta che fa sgorgare l’attaccamento amoroso.
Scopo della relazione terapeutica è che terapeuta e paziente trovino un modo di essere al loro confine di contatto, che consenta il commitment e nello stesso tempo l’autonomia di entrambi: l’incontrarsi come un io e un tu.
 

Margherita Spagnuolo Lobb (2011, p. 150)

Da Ottobre 2014 Master-breve in Comunicazione e Competenze Relazionali. Sedi di Palermo e Siracusa

Il narrare costituisce buon contatto quando trae energia
dalle tre persone grammaticali: io tu ed esso (ossia colui che narra,
 colui a cui si narra e l’argomento di cui si narra)
e crea una struttura con questi tre elementi.
Occorre anche che si avverta il bisogno di comunicare qualcosa.
(Perls, et al, 1994, p.101, trad. it. p.131)

Il Master-breve in Comunicazione e Competenze Relazionali nasce con lo scopo di migliorare le abilità comunicative, sia nelle relazioni lavorative sia in quelle affettive, e di sostenere le qualità relazionali di ogni partecipante.
La formazione offerta dal Master breve è uno strumento fondamentale per tutti coloro che, a diversi livelli, sono impegnati in contesti educativi, sanitari, sociali e aziendali.
La metodologia di insegnamento-apprendimento utilizzata nel Master prevede l’integrazione di momenti teorici con momenti pratico-esperienziali, finalizzati a promuovere lo sviluppo personale dell’individuo, a partire dall’attivazione delle sue risorse e potenzialità. Tale modalità didattica permette anche ai giovani neo-laureati o laureandi (psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, medici, avvocati, insegnanti, economisti , ingegneri, ecc.) di trarre profitto da questo iter formativo, che può tra l’altro proporsi come ideale completamento degli studi universitari.
Il Master ha una durata di 100 ore, include inoltre 6 ore di formazione a distanza tramite piattaforma informatica.
Per maggiori informazioni e iscrizioni per la sede di Siracusa clicca qui  
Per maggiori informazioni e iscrizioni per la sede di Palermo clicca qui 

Buona estate dall'Istituto di Gestalt HCC Italy

Con la fierezza di raccontarvi la vita che anima il nostro Istituto attraverso gli eventi, le pubblicazioni, i Quaderni di Gestalt e le narrazioni dei partecipanti ai nostri corsi, ringraziamo tutti i lettori del G-blog, augurandovi…

BUONA ESTATE!

“La vita non è un romanzo, lo so…lo so.
Ma solo lo spirito del romanzo può renderla vivibile”

Daniel Pennac

La redazione del Blog
Teresa, Laura e Fabiola
Vieni a conoscerci www.gestalt.it 

Innamorarsi…

Si dice che la scintilla dell’amore scatti in modo imprevedibile. Ciò che ci attira nell’altro rompe gli argini della nostra quiete razionale, e diventa ossessione quotidiana, finché il mistero che ci attrae non si svela a noi.
Ciò che ci fa innamorare è il mistero dell’altro, la parte che l’altro, senza rendersene conto, tiene chiusa al mondo. L’innamoramento è possibile grazie a un intuito profondo: vediamo nell’altro ciò che ha nascosto, il suo mistero appunto. E la forza amorosa ci porta a svelare questo mistero, con un potere terapeutico naturale (che è l’innamoramento), per rivelare all’altro la bellezza che ha celato.
Allo stesso modo, sentirsi toccati dallo sguardo dell’innamorato ha l’effetto di una carica vitale: ci si sente rinati a nuova vita, ricaricati di un’energia buona e primaria che fa riappropriare di tutta la vitalità di cui si è capaci. L’innamoramento è un grande momento terapeutico della vita, in cui è possibile riprendersi le parti di sé che sono state sacrificate per risolvere situazioni difficili.
Erving Polster, un famoso psicoterapeuta della Gestalt, dice che la nevrosi consiste nell’offuscare la propria bellezza, il proprio essere interessante. Nel corso della vita, a volte si fanno delle scelte di annullamento di se stessi, per adattarsi alle situazioni difficili. Un bambino smette di giocare con il fratellino perché la mamma è sempre nervosa e ha bisogno delle sue attenzioni. Quel bambino diventa un baby sitter della madre, e deve nascondere l’interesse per il gioco.
La nevrosi è una rinuncia all’interesse spontaneo per la vita. Si diventa così, a vari livelli, noiosi e annoiati. Si perde il gusto per la vita, la capacità di essere interessati/interessanti.
Qualsiasi forma di cura deve ridare l’interesse per la vita propria e altrui. L’innamoramento è una cura istantanea, potente, e proprio per questo a volte rischiosa. Oggi, in particolare, è difficile da sperimentare, per la desensibilizzazione diffusa di cui soffrono le nuove generazioni (non ci si sente, nel corpo, nell’anima, nelle emozioni..).
L’esperienza amorosa, spesso vicina all’esperienza mistica, è esperienza del mistero dell’altro. Amare l’altro vuol dire amare l’armonia che egli ha reso invisibile, sapere intuire il dolore e la bellezza più profonda che hanno forgiato l’anima errante dell’altro, le domande che dirigono la sua vita, e fornire una casa per questo errare, un luogo che contiene.
Per questo l’esperienza del mistero è esperienza d’amore, sia verso gli uomini che verso Dio.

Margherita Spagnuolo Lobb