Seminario con Carmen Vazquez – ultimo giorno

Oggi è stata la giornata conclusiva del seminario, la fase finale della passeggiata insieme a Carmen “tra l’amore e la morte”. Ci siamo concentrati su di un tema delicato, quello del rapporto dei bambini con la morte e con il lutto. Compito degli adulti dovrebbe essere quello di sostenere i bambini a fare della morte una parte della vita, essi invece incontrano spesso due tipi di difficoltà: non sanno parlarne con un bambino e non sanno adeguarsi al tipo di pensiero che ha il bambino a seconda della fase evolutiva in cui si trova. Il risultato è che spesso il bambino rimane da solo e senza risposte per le domande che in vari modi esprime.

Con una persona in grado di accompagnarlo il processo del lutto si rivela per il bambino più veloce che nell’adulto, proprio per la sua flessibilità e creatività. Il bambino ha più consapevolezza che coscienza, impara attraverso la pelle.

Nella seconda parte della mattinata Carmen ci ha parlato dei modelli di relazione, con riferimento agli stili di contatto confluente, introiettivo, proiettivo, retroflessivo ed egotista.

Ecco alcune frasi proposte dai colleghi per la giornata di oggi:

“Il lutto non è abituarsi all’assenza di qualcuno. Quella persona farà sempre parte dell’album della nostra vita, ma quelle pagine non si riempiranno più”

“Con il bambino in terapia facciamo un pezzettino insieme, non per forza parlando della mamma che è morta ma per fare delle cose che gli facciano sentire il nostro sostegno”

“Nella fase dell’accettazione si impara a vivere con quattro occhi e con due energie (ma anche riposare per due e andare in vacanza per due)”.

Ringraziamo Carmen per questi intensi giorni trascorsi insieme, anche lei sarà per sempre nel libro della nostra vita.

 

 

Seminario con Carmen Vazquez – secondo giorno

Nella giornata di oggi sono state approfondite alcune tematiche del lutto accompagnando la spiegazione teorica con dei lavori clinici – sia lavori personali che simulate – che ci hanno permesso di sperimentare ed apprezzare il modo di lavorare di Carmen.
Carmen come terapeuta si è rivelata sempre attenta a ciò che avveniva nel qui-e-ora della relazione tra lei e l’altro/gli altri. Si è concretizzata come accompagnatrice che sa sostenere con le qualità della delicatezza, della serietà e della profondità, avendo come sfondo una straordinaria ricchezza umana. Abbiamo visto come è possibile accompagnare l’altro senza mai spingerlo, con la fiducia di base nella sua capacità di adattarsi creativamente e con il rispetto dei suoi tempi e delle sue scelte, rifuggendo da fantasie narcisistiche di onniscienza e onnipotenza.

 
Anche oggi nel gruppo sono venute fuori tante emozioni: la sofferenza condivisa, il calore, la freschezza dell’incontro, il senso di intimità e di pienezza.
 
 
Riportiamo le frasi proposte da alcuni colleghi, che ci danno dei flash sulla giornata di oggi:
“La mia solitudine ti incontra ogni giorno e ogni giorno trasformiAMO la nostra vita in canto”
“Se tu piangi perché il sole va via, le lacrime non ti permettono di vedere le stelle”
(Da una lettera scritta alla persona che si vorrebbe accanto nel momento della dipartita dalla vita) “Nel momento triste della fine della vita la persona che vorrei accanto sei tu, tu che sei stato onesto con me, tu che mi hai fatto il regalo della fiducia, tu che mi hai insegnato a credere, e perché guardando i tuoi occhi vedrei anche i miei che ti somigliano.  Ho scritto questa lettera serena perché so che tu conosci questi miei sentimenti, perché il tuo amore è vivo e anche se non sei accanto a me mi hai ascoltato”.
 

News dal seminario "La vita è un arcobaleno che include il nero"


Oggi è incominciato il seminario teorico-clinico condotto da Carmen Vazquez Bandin “La vita è un arcobaleno che include il nero”.
Carmen è partita da un inquadramento teorico di cosa si intende per lutto. Il lutto fa riferimento alla perdita di una persona che si ama.  La polarità del lutto non è la vita, ma l’amore. Non c’è lutto senza amore.
Il lutto è un percorso naturale della vita e compito del terapeuta è accompagnare in questo percorso naturale, sostenere la persona ad affrontare la sofferenza fino a “ritrovare i colori della vita includendo il nero”.
Per descrivere l’evolversi di questo processo Carmen utilizza il modello di E. Kuber-Ross nel quale a partire dallo shock iniziale si arriva all’accettazione, attraversando le fasi della negazione, della tristezza e della rabbia.
 
Ecco delle frasi proposte da alcune colleghe rispetto all’evento:
 

“Non sentire vergogna nel soffrire, ma essere orgogliosa di soffrire, consapevole della capacità di trasformare lo stato d’animo della tristezza in bellezza”.
 
“Il sentimento dà significato a quello che sta succedendo. La sofferenza dice che ho sensibilità, sono capace di amare, di sentire l’orrore di una disgrazia”.
 
“Quando nella sofferenza ci troviamo qualcuno accanto per condividerla questa può trasformarsi in bellezza e diventare parte dei contatti acquisiti”.
 
“L’unico modo che abbiamo per fare i terapeuti della Gestalt è essere presenti con tutti i sensi alla persona che sta soffrendo, sentire con il cuore, non pensare ad una strategia da fare”.
 
 

I didatti presentano le ricerche dell'Istituto al convegno della FIAP – CNSP

 

Dal 9 all’11 Dicembre si svolgerà a Roma il convegno della Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia (FIAP), in collaborazione con il Coordinamento Nazionale delle Scuole Private di Psicoterapia (CNSP), presso l’Università degli Studi, Facoltà di Medicina e Chirurgia Via dei Marsi 14 , Roma.
L’Istituto di Gestalt HCC Italy sarà presente con i seguenti contributi:
ROBERTA LA ROSA, ALESSIA REPOSSI, ALESSIA TEDESCO, SILVIA TOSI – workshop
Oscillare, sostare, cadere, andare: movimenti creativi tra sé e il mondo
MARGHERITA SPAGNUOLO LOBB – wokshop
Modelli psicoterapici e Società: dal bisogno di autonomia al bisogno di contenimento relazionale
MARGHERITA SPAGNUOLO LOBB, LORENZO CIONINI, GIANNI FRANCESETTI, GIANLUCA PROVVEDI – workshop
Co-creazione nell’incontro terapeutico: un confronto fra le prospettive gestaltica e cognitivo-costruttivista
SERGIO LA ROSA – lecture
L’isteria: definizione formale e tentativo di approccio fenomenologico. riconsiderazioni psicopatologiche
MARGHERITA SPAGNUOLO LOBB, PAOLA BRIZZOLARA – lecture
Psicoterapia della Gestalt e psicoanalisi relazionale: la pratica clinica tra confine di contatto e intersoggettività
ANTONIO NARZISI – ricerca
Stile cognitivo detail focused e autismo: percezione e emozione
PINELLA SALAMONE, LUCIA CALCINELLA, ALESSANDRO MICCICHE’, MARCO LOBB – ricerca
La psicoterapia nel villaggio aziendale: applicazione del modello gestaltico al benessere organizzativo
TERESA MAGGIO, DANIELA LIPARI – ricerca
Una ricerca sul conflitto sociale e le famiglie mediante l’uso di uno strumento di osservazione gestaltico
Durante il convegno, Gianni Francesetti, didatta e responsabile dei centri clinici dell’Istituto, assumerà la presidenza della Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia (FIAP).
Con l’orgoglio e la gioia per il successo di Gianni nella comunità della psicoterapia italiana e Internazionale (Gianni è stato anche eletto presidente della European Association for Gestalt Therapy – EAGT – nel settembre scorso) gli auguriamo una presidenza luminosa in cui le sue competenze e i suoi valori possano dare buoni frutti per la dignità della psicoterapia italiana.

Ricordi dal seminario sui disturbi di personalità con il prof. Ammaniti

IMG_1101Il prof. Massimo Ammaniti ha condotto a Palermo la seconda edizione del corso “La valutazione dei Disturbi di Personalità in Adolescenza e nell’Età Giovanile”.
Due giornate all’insegna del confronto tra varie figure professionali: psicoterapeuti, neuropsichiatri infantili dediti cooperativamente a codificare tre protocolli di tre interviste strutturate ad adolescenti (pazienti) del prof.Massimo Ammaniti con differenti caratteristiche e difficoltà. Il modello di riferimento Kernberg (Disturbi gravi della personalità, Boringhieri, Torino, 1987).
Il seminario è stato una buona opportunità per uscire dalla propria pesante solitudine (dello studio o dei servizi territoriali e/o ospedalieri) e ritrovarsi con altri colleghi di ogni parte del paese, a confrontarci dietro lo sguardo e l’ascolto attenti del professore Ammaniti sui temi della adolescenza.
Al centro dell’attenzione di ciascuno la sofferenza dei giovanissimi e la volontà di valutare i loro punti di forza, le loro risorse e potenzialità.
IMG_1114Chicca finale dell’evento uno schioppettante dialogo sulla teoria tra Margherita Spagnuolo Lobb e Massimo Ammaniti sui temi dell’età evolutiva, i concetti  di “contatto” in P.d.G.  e l’intersoggettività (il senso di sé intersoggettivo di Daniel Stern).
Questi alcuni scatti tra Manuale Diagnostico Psicodinamico, psicopatologia, diagnosi e codifica delle interviste.
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Per navigare tra i contenuti della prima edizione del seminario, clicca qui

L'Istituto di Gestalt HCC Italy riceve l'accreditamento europeo EAGT

Accreditamento EAGTL’Istituto di Gestalt HCC Italy è la prima Scuola di Psicoterapia italiana ad aver ottenuto la certificazione europea EAGT (European Association for Gestalt Therapy).
Il titolo ottenuto, oltre a certificare la Qualità dell’offerta formativa, consente agli allievi dell’Istiuto di iscriversi con agevolazioni all’EAGT ed ottenere quindi un riconoscimento europeo del titolo di psicoterapeuta.
Tutti dettagli sul sito www.gestalt.it
Complimenti a tutto lo staff dell’Istituto di Gestalt  HCC Italy per l’importante riconoscimento europeo conseguito!

Convegno con il prof. Umberto Galimberti: ultimo giorno

La seconda giornata del convegno organizzato dall’Istituto di Gestalt HCC Italy, presso la sala conferenze del museo “P. Orsi” di Siracusa, ha avuto come tema “Dioniso e la follia”. Introdotto dalle sollecitazioni teoriche della dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb (direttore dell’Istituto) e del dott. Gianni Francesetti (didatta dello stesso Istituto), il prof. Umberto Galimberti ha incantato il numeroso pubblico con una relazione magistrale , dotta e coinvolgente. Ha parlato del dualismo ragione-follia spiegando come – a partire dalla mitologia greca – esista un sottile filo che unisce il divino, il caos e l’amore. Al di lá del bene e del male, al di lá della razionalità e dell’etica condivisa, l’innamoramento é un elemento trasformativo. Solo attraverso la “follia” dell’amore si ottiene un cambiamento. Proprio ciò che accade all’interno dell’esperienza terapeutica.
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La giornata di studio si é incentrata nel tema sviluppato da Galimberti attraverso un interessante dialogo tra i professori Piero Cavaleri (Istituto di Gestalt HCC Italy), Santo Di Nuovo (Università di Catania) e Giuseppe Craparo (Università Kore di Enna). A chiusura del convegno, le riflessioni scaturite dai lavori di gruppo coordinati dai didatti della Scuola di Specializzazionein Psicoterapia della Gestalt dell’Istituto.
Arrivederci a presto Umberto!!!

News dal convegno con il prof. Umberto Galimberti: Primo giorno

IMG_0358Il prof. Umberto Galimberti, ospite a Siracusa dell’Istitutp di Gestalt HCC Italy, parla di “Prometeo e la tecnica”, sullo sfondo delle Rappresentazioni Classiche del Teatro Greco di Siracusa.
Il convegno è inserito nel percorso formativo della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, diretto dalla dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb.
Sono intervenuti al convegno anche il dott. Fernando Balestra, sovrintendente dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, il prof. Santo Di Nuovo, Università di Catania, il prof.  Giuseppe Craparo, Università di Enna, i dottori Gianni Francesetti e Piero Cavaleri, docenti dell’Istituto di Gestalt HCC Italy.

Ecco alcuni scatti che hanno accompagnato l’evento:

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Il convegno continua oggi con la relazione su “Dioniso e la follia” del prof. Galimberti e gli interventi di Gianni Francesetti e Margherita Spagnuolo Lobb su “Dalla tecnica come sfondo alla follia come figura”; nel pomeriggio, gli interventi dei professori Santo Di Nuovo, Piero Cavaleri e Giuseppe Craparo che declineranno in termini clinici e didattici la relazione mattuttina.

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News Dal Seminario Con Il Prof. Ammaniti: Ultimo Giorno

Massimo Ammaniti psicoterapia gestalt Spagnuol Lobb
Si avvia alla conclusione il seminario professionalizzante sui disturbi di personalità in adolescenza con il prof. Massimo Ammaniti.
Oggi tutto il gruppo si esercita a codificare le risposte che due adolescenti hanno dato all’intervista, sotto la guida esperta ed accogliente del professore.
Riflettere sulle risposte degli adolescenti a domande sulle relazioni quotidiane con i familiari o gli amici aiuta ad entrare nell’esperienza emozionale profonda dell’adolescente. Le parole dell’adolescente ed il modo in cui le dice nascondono un mondo meraviglioso, fatto di contrasti e di tentativi di integrarli, di paure sulla propria capacità di essere integri davanti alle difficoltà della vita quotidiana e di desideri di essere individui che hanno il permesso di creare qualcosa di bello.
L’adolescenza e’ colta nell’essenza di una mutevolezza che tende all’integrazione della personalità.
Questo seminario ci spinge a migliorare la nostra capacità di vedere le paure ed i drammi degli adolescenti ma anche i desideri di crescere come individui coerenti e utili per la società.
Ammaniti intervista IPOP-A Adolescenti
Questi alcuni argomenti trattati durante l’ultimo giorno:

IPOP – A

Si compone per certi versi da un’intervista e una discussione riuscendo a mantenere “la freschezza del contatto” tra l’intervistatore e il soggetto intervistato. Sembra riuscire a mentenere attivo gli aspetti relazionali di una terapia senza perdere quel rigore proprio di uno strumento clinico strutturato. Durante tutta l’intervista, l’intervistatore sembra mantenere un ruolo attivo, empatico poiché a lui spetta il compito di chiarire, specificare, verificare, sondare, riassumere, riformulare, allargare il campo d’indagine oppure focalizzare l’attenzione sul “dato” insieme all’intervistato, indagando nello stesso tempo, gravità, decorso (tempi e modi d’insorgenza) ed eventi legati all’insorgenza del disturbo.
Già dalla scheda di codifica è possibile cogliere le dimensioni indagate, che vanno dall’identità (considerando anche le trasformazioni corporee in relazione non solo al grado di consapevolezza, ma anche al gradimento e alla soddisfazione rispetto alle trasformazioni corporee), lo studio e gli hobby ( in qualità di interessi sostenuti), i comportamenti rischiosi, la descrizione dell’altro (interno e esterno alla famiglia, compreso le figure primarie e secondarie sia interne alla famiglia appunto che fuori dal contesto familiare), la relazione e il confronto col gruppo dei pari, le relazioni romantiche ( e quindi l’interesse e l’ecccitazione sessuale), la relazione affettiva.
Intervista Ammaniti Adolescenti
Viene considerando, quindi, il grado di consapevolezza del soggetto intervistato circa queste aree della propria vita, andando poi ad individuare delle scale generiche circa:
1. l’identità
2. relazione esterno alla famiglia
3. relazione all’interno della famiglia
4. regolazione affettiva
 
Permettendo così di individuare le tre aree con maggiore difficoltà di regolazione che sono:  Sé, Pari, Famiglia
 
Inoltre nella codifica ogni scala generale si mette in relazione, come già anticipato, sia all’età del soggetto che al genere, dividendo l’adolescenza per: prima (13/15) media (16/18) e tarda (19/21) adolescenza, senza perdere quell’ottica della dimensionalità appunto che colloca in un polo del continuum la “normalità” rispetto a crisi, confusioni, funzionamento sociale, autostima, integrazione di presente e passato e apertura a nuove esperienze, e nell’altro la disfunzionalità.
Arrivederci Massimo Ammaniti
Ciao Massimo!
Arrivederci al 7-8 settembre 2012 per il prossimo seminario a Palermo
 
Per info ed iscrizioni clicca qui
 
Si ringraziano i nostri Piera, Maria Angela e Francesco, allievi della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, che hanno contribuito a questo blog.