I Quaderni di Gestalt Raccontano… La funzione dell’emergenza


L’esperienza dell’emergenza può logorare o distruggere il normale funzionamento psicologico, ma, con gli opportuni supporti, può anche rivitalizzarlo, attivando nuove e più autentiche capacità di contatto e nuove risorse individuali e relazionali. Può addirittura diventare strumento di terapia. L’esperienza della criticità e dell’emergenza diventano così una tappa decisiva della crescita psicologica, che ci portano a superare una visione ingenua della realtà e delle possibilità di contatto con essa.

Antonio Roberto Cascio

Tratto da Quaderni di Gestalt, Vol XXIV, 2011/1

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L’esperienza corporea in psicoterapia. Riflessioni di P.A.Cavaleri e J.I.Kepner


Nella visione olistica e fenomenologico-relazionale della psicoterapia della Gestalt, la “mente” e il “corpo” sono un’esperienza unitaria integrata, così come vengono alla percezione nell’atto del contattare l’ambiente.
L’esperienza di sé è sempre esperienza di un corpo vissuto in relazione a qualcuno, in un preciso momento.
A questo proposito riportiamo una riflessione di Pietro A. Cavaleri, didatta dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, e una di James I. Kepner. Ambedue sono tratte da:

 Quaderni di Gestalt, Volume XXVI,  2013/1, L’esperienza corporea in psicoterapia

 

Perls esprime un grande interesse verso il corpo non soltanto in termini di potenziale energetico, ma anche in termini fenomenologici, attribuendo cioè un rilievo notevole «al corpo in quanto esperienza del corpo» (Spagnuolo Lobb, 1997, p. 11). Nella prospettiva di Perls, infatti, la possibilità di cogliere pienamente il proprio “sé” è intimamente legata all’esperienza del proprio sé corporeo, all’esperienza reale della propria corporeità.

Non può esserci consapevolezza piena di sé, non è possibile ripristinare la funzione-io del sé, senza una pregnante consapevolezza corporea, senza una adeguata concentrazione sulla sensazione e sull’esperienza stessa del corpo.

(…) è necessario partire dalla sensazione del corpo per attivare un integrale processo di consapevolezza in grado di rianimare il sé come funzione del campo organismo-ambiente.

                                                                                                                     Pietro A. Cavaleri

 

Esperienza e processi corporei sono così utili in terapia proprio per l’immediatezza e l’attualità che hanno nella nostra esperienza. Ciò che avviene fisicamente, somaticamente, è dato nella nostra esperienza e viene spesso anche prontamente osservato. La tensione delle spalle, l’arresto del respiro, un’emergente sensazione interna di calore o di sconforto, sono tutti eventi definiti e non pensieri su, astrazioni da, o rappresentazioni dell’esperienza.

Rimanendo aderenti all’esperienza e al processo corporeo per come viene esperito nel presente, possiamo mettere insieme una sequenza intera che tende a parlare da sola: una figura/sfondo compiuta che delinea con precisione il processo emergente, e che avvicina il paziente ad una relazione integra con il suo essere. L’esperienza ed il processo corporeo acquistano senso, non perché noi lo simbolizziamo o lo interpretiamo, ma perché esso si dà come intrinseco alla esperienza di sé di quella persona.

James I. Kepner

 

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Empatia incarnata tra psicoterapia della Gestalt e neuroscienze


Empatia incarnata tra psicoterapia della

Gestalt e neuroscienze* **

Valeria Rubino***

 

Tratto da Quaderni di Gestalt n.2011-2 (per info ed abbonamenti clicca qui)

 
Riassunto dell’articolo

In accordo con il nuovo trend culturale che sancisce nell’uomo il primato della dimensione relazionale, l’articolo si propone di approfondire alcune riflessioni teoriche sul concetto di empatia sia in seno alla psicoterapia della Gestalt che in ambito neuroscientifico. Obiettivo del presente lavoro è individuare spunti di condivisione tra i risultati ottenuti dall’Infant Research, le neuroscienze ed alcuni elementi teorici ed epistemologici della psicoterapia della Gestalt.

 

Parole chiave: Relazione, empatia, psicoterapia della Gestalt, neuroni specchio, simulazione incarnata.


*Questo contributo è una versione modificata dall’Autrice dell’articolo Rubino V. (2008). Sulle tracce dell’empatia: Una visione gestaltica e neuroscientifica rivolta al cuore della relazione. Idee in Psicoterapia. 1, 3, 41- 49.

** Si ringrazia la dottoressa Marilena Senatore per l’editing.

*** Psichiatra, psicoterapeuta della Gestalt, didatta dell’Istituto di Gestalt HCC Italy.

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Afferrare l’altro: Intervista a Vittorio Gallese di Pietro A. Cavaleri


Afferrare l’altro*.

Intervista a Vittorio Gallese** 

Pietro A. Cavaleri***

 

Tratto da Quaderni di Gestalt n.2011-2 (per info ed abbonamenti clicca qui)

 
Riassunto dell’articolo

Vedere è attivare la via visiva, ma guardare vuol dire “afferrare l’altro”, mettersi in un rapporto di apertura nei confronti dell’altro. Vediamo non solo con la vista, ma anche con il tatto, con l’udito, con l’azione. L’isomorfismo non è la riproduzione di una struttura, ma è “l’afferramento” di un corpo che si emoziona. L’emozione si è evoluta come uno strumento di negoziazione interpersonale. Emozionarsi non è solo sentirsi, ma sentire nell’esprimersi. Occorre guardare all’uomo partendo non dal cervello, ma dalla persona. L’identità è un processo di co-costruzione in cui l’altro gioca un ruolo fondamentale. Se l’altro manca, sono mutilate le potenzialità di individuazione di ognuno.

 Parole-chiave: guardare, afferrare, sentire, esprimersi, emozione, persona.


* L’intervista è stata trascritta dalla dott.ssa Maria Angela Corriero, e approvata dal professore Gallese.

**Professore ordinario di Fisiologia e coordinatore del Dottorato di Ricerca in Neuroscienze dell’Università di Parma. Neuroscienziato, tra i suoi contributi principali vi è la scoperta assieme ai colleghi del gruppo di Parma dei neuroni specchio, e l’elaborazione di un modello neuroscientifico dell’intersoggettività. Ha vinto il Premio Grawemeyer perla Psicologia per l’anno 2007 ed ha ricevuto il Doctor Honoris Causa dall’Università Cattolica di Lovanio.

***Psicologo e psicoterapeuta della Gestalt, didatta dell’Istituto di Gestalt HCC Italy. Insegna psicologia clinica pressola LUMSA, sede di Caltanissetta.

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Quaderni di Gestalt n. 2011-2: anticipazioni…


Quaderni di Gestalt - Rivista italiana di psicoterapia dal 1985

 

 

 

 

E’ uscito il n.2011-2 dei Quaderni di Gestalt, dedicato a Psicoterapia della Gestalt e Neuroscienze. Il numero raccoglie gli atti dei due convegni organizzati dall’Istituto per gli allievi della Scuola di Psicoterapia (sedi di Siracusa e Palermo) con il Professor Vittorio Gallese.

Vi presentiamo l’indice. Nei prossimi giorni pubblicheremo nel blog anche gli abstract degli articoli:

 

EDITORIALE

Psicoterapia della Gestalt e neuroscienze:

il perché di un dialogo,

di Margherita Spagnuolo Lobb e Pietro A. Cavaleri

 

DIALOGHI

Il now-for-next tra neuroscienze e psicoterapia della Gestalt.

Dialogo tra Vittorio Gallese e Margherita Spagnuolo Lobb                               

Afferrare l’altro.

Intervista a Vittorio Gallese, di Pietro A. Cavaleri                                               

Dall’hic et nunc del cervello alla bellezza della rosa,

Intervista di Mariano Pizzimenti a Marco Neppi Modona    

 

RELAZIONI

La psicologia della Gestalt e la scoperta dei neuroni specchio,

di Morris N. Eagle e Jerome C. Wakefield                                                               

La fisiologia delle passioni in Omero,

di Giuseppe Spatafora

Empatia incarnata tra psicoterapia della Gestalt e neuroscienze,

di Valeria Rubino

I luoghi della mente e la bellezza,

di Pietro A. Cavaleri

Dal triadico al quadriadico: il sé gemellare e riflessioni sulla fratria

in psicoterapia della Gestalt,

di Gina Merlo

 

LA GESTALT IN AZIONE

Dall’enteroception al sostegno dell’intenzionalità di contatto.

Simulata di una seduta dal vivo,

di Margherita Spagnuolo Lobb e Vittorio Gallese                                            

 

STUDI E MODELLI APPLICATIVI

Empatia e Teoria della Mente nei Disturbi Pervasivi dello
Sviluppo: le persone con autismo possono riconoscere le emozioni?
di Antonio Narzisi e Filippo Muratori

Sull’esperienza estetica. Il sistema dei neuroni specchio e la

comprensione del gesto pittorico,

di Alessandro Vizzi                                                                                              

 

CONGRESSI

Il dolore e la bellezza: Dalla psicopatologia all’estetica del contatto.

Terzo convegno della Società Italiana Psicoterapia Gestalt,

di Silvia Tinaglia

 

RECENSIONI

Bocian B. (2012). Fritz Perls a Berlino – 1893-1933.

Espressionismo, psicoanalisi, ebraismo,

di Henry (Zvi) Lothane

A.a.V.v. (2006). Massimiliano Cappuccio (a cura di).

Neurofenomenologia: le scienze della mente e la sfida dell’esperienza cosciente,

di Antonio Ferrara                                                                                                        

 

COMMEMORAZIONI

Un omaggio a Paul Goodman nel centenario della sua nascita,

a cura di Bernd Bocian                                                                                

In ricordo di Serge Ginger,

di Gianni Francesetti                                                                           

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