L’Intenzionalità


Chi siamo? Cosa vogliamo? Gli psicoterapeuti rispondono..

Caratteristica della coscienza che tende a qualcosa di specifico. Nell’ambito dell’approccio fenomenologico, il termine intenzionalità si riferisce ad uno degli aspetti più rilevanti della coscienza. La coscienza, infatti, esiste solo nel suo “rapportarsi a” qualcosa, nel suo “in-tendere verso” un oggetto, nel suo trascendersi. È nell’atto del “trascendimento”, che si costituisce la soggettività. È nella “trascendenza” che si trova l’elemento sostanziale della coscienza. La nozione di intenzionalità, come emerge dalla fenomenologia di Husserl, implica da una parte l’impossibilità di una “realtà in sé” e dall’altra l’esclusione di una “coscienza in sé” incapace di percepire il mondo in “se stesso”. Sul piano epistemologico, un tale modo di concepire l’intenzionalità costituisce un fondamentale punto di riferimento sia per la psicologia che per la psicopatologia. Se l’uomo si costituisce essenzialmente nel trascendersi, nell’intenzionarsi, nell’entrare in contatto con quanto lo circonda, ciò implica la necessità che la psicopatologia e la psicoterapia debbano rivolgersi all’analisi di questo continuo “trascendersi”, “intenzionarsi”, “entrare in contatto”.

Occorre soprattutto indagare “come”, con quali “forme” e in quali “modi”, l’uomo si intenziona.

È a questo nucleo centrale della ricerca che si rivolgono le psicoterapie ad orientamento fenomenologico o fenomenologico-esistenziale.

La psicoterapia della Gestalt, in particolare, pone al centro dell’intervento di cura il , che in maniera consapevole e attiva elabora significati, produce intenzioni, sussiste nel suo continuo aprirsi al mondo, tanto da costituire con esso una medesima realtà. È in questa relazione col mondo, in questo “in-tendere verso” di esso, che occorre individuare l’origine della sofferenza mentale e al contempo lo spazio della cura.

M. Spagnuolo Lobb e P. A. Cavaleri

Definizione tratta da GestaltPedia, l’enciclopedia della Gestalt!

Condividi