25 GIUGNO: Continua il ciclo di supervisioni per gli ex-allievi con l’incontro sul tema “La fenomenologia della violenza nelle relazioni intime: aspetti psico-educativi, clinici e giuridici con R. Militello e M. Smiraglia


25.06.2015-ex-allievi

In quanto psicoterapeuti, possiamo frequentemente trovarci a dover gestire situazioni difficili di violenza familiare o su minori. Avere nel nostro bagaglio formativo gli strumenti (clinici, psicoeducativi, giuridici) idonei per riuscirci prontamente è fondamentale. Per questo l’Istituto ha pensato agli ex-allievi offrendo un seminario gratuito finalizzato ad integrare le loro conoscenze cliniche con gli ultimi contributi dell’Istituto sul fenomeno.

Vi aspettiamo!

Clicca qui per iscriverti

Condividi

Siracusa, 29 maggio 2015: AUGURI AI NUOVI SPECIALIZZATI!


Il 29 maggio scorso, presso la sede di Siracusa, hanno completato il percorso formativo diventando PSICOTERAPEUTI DELLA GESTALT:

Dott.ssa Federica Marino – Titolo Tesi “Figura e sfondo nella psicoterapia di gruppo: storia di un gruppo di agitatori di sfondo” – Relatore:  Dott.ssa Stefania Pagliazzo

 

Dott.  Andrea Assennato – Titolo Tesi “Il sostegno del paziente cardiopatico e il modello gestaltico. L’incontro con l’altro nell’esperienza della malattia” – Relatore: Dott. Pietro Andrea Cavaleri

 

Dott.ssa Alessandra Roccasalva – Titolo Tesi “Mamme che Nascono-Un Abbraccio che Contiene. Il Sostegno alla Genitorialità in una prospettiva Gestaltica” – Relatore: Dott.ssa Antonella Tavera

 

Dott. Salvatore Greco – Titolo Tesi “Estetica e co-creazione” – Relatore: Dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb

 

Ai nuovi psicoterapeuti della Gestalt un sentito augurio di buona vita e di un grande successo professionale!

 

Condividi

Seminari “In Contatto… con la Gestalt” L’AMORE IN PSICOTERAPIA DELLA GESTALT


Catania, 9 giugno 2015
Seminari “In Contatto… con la Gestalt”
L’AMORE IN PSICOTERAPIA DELLA GESTALT
con Giuseppe Sampognaro

 

IMG-20150609-WA0004Il primo seminario 2015 “In Contatto… con la Gestalt” a Catania è stato un incontro molto intenso e partecipato, in cui Giuseppe Sampognaro ha approfondito la specificità del modello gestaltico sul processo di innamoramento, che fa della relazione autentica il punto di approdo di ogni processo di cura.

Silvia Alaimo

 

IMG-20150609-WA0005 IMG-20150609-WA0006

 

Condividi

SECONDO GIORNO DEL CONVEGNO FLUSSI MIGRATORI TRA CLINICA E SOCIETÀ. METAMORFOSI CULTURALE, CONFLITTO E BISOGNO DI RADICAMENTO.


IMG-20150606-WA0009La seconda giornata del convegno si articola in maniera dinamica, dopo i saluti in apertura di Fulvio Giardina, presidente dell’Ordine Nazionale degli Psicologi, con approfondimenti clinici forniti dai relatori.

Michela Gecele, chair della giornata, introduce il lavoro di Piero Coppo, che presenta la prima relazione su “la clinica degli attaccamenti”. Portando esperienze e ricerche, collega la formazione degli operatori al contesto culturale e politico in cui siamo inseriti. Termina con una toccante narrazione di un caso clinico: una declinazione esemplare dell’approccio etnopsichiatrico all’interno della stanza di terapia, che diviene luogo di integrazione tra dimensioni personale, neurofisiologico e culturale.

Margherita Spagnuolo Lobb presenta il suo attualissimo lavoro sui “foreign fighters”, fenomeno di “migrazione al contrario” dei giovani occidentali che si arruolano come guerrieri o martiri del mondo islamico. Presentando una panoramica sull’evoluzione del sentire sociale e sui suoi risvolti nel lavoro terapeutico, propone al pubblico un’emozionante esperienza di connessione tra sentire corporeo e senso di radicamento nella relazione. Esplicita infine la necessità sociale di riconoscere la bellezza celata nella goffaggine degli adolescenti di oggi.

Santo Di Nuovo, con l’atteggiamento brioso che lo caratterizza, mette in evidenza la scottante questione dell’accoglienza del diverso nelle dinamiche identitarie, sottolineando che siamo ancora in tempo per favorire un cambiamento culturale nella psiche dei giovani di oggi.

Daniele La Barbera espone la sua interessante relazione su come fare psicoterapia nella nostra epoca post-moderna, digitalizzata, che ha portato a ciò che Lyotard definisce il collasso della narrazione. Oggi, infatti emergono una serie di “normopatie” in tutte le fasce d’età, legate ad una dipendenza dal virtuale, che svela la condizione di solitudine che le persone vivono.

Antonio Roberto Cascio collega il tema delle emergenze alla teoria della psicoterapia della Gestalt, riprendendo testualmente l’opera di Goodman. Nella nostra società, afferma, occorre ridefinire il concetto di sicurezza poiché esistono eventi storico-cosmici che interferiscono con questa dimensione utopica che si è sviluppata nella classe medio borghese, come dice Baumann. Ecco che allora educarci al rischio ed alla sconfitta come terapeuti significa tenere viva la fiducia nella relazione, nonostante il fallimento delle precedenti, da parte di chi si rivolge a noi.

Laura Deotti, coordinatrice del Team MEDU (medici per i diritti umani), espone la sua toccante testimonianza nell’accoglienza ai migranti, dando voce alle loro emozioni e al loro vissuto di terrore.

Il convegno si conclude con una tavola rotonda dei relatori, coordinata da Margherita Spagnuolo Lobb, che chiede a loro e al pubblico: come ci sentiamo trasformati da questo convegno? Al senso di impotenza, angoscia, rabbia suscitato dalle condizioni disumane di questo esodo dalle popolazioni africane, fa eco la certezza di un valore fondamentale che sta emergendo nella nostra società: la consapevolezza del nostro limite umano e politico e della fragilità del sentire sociale dell’occidente. Stiamo vivendo un’occasione di ristrutturazione delle nostre percezioni, in cui le culture altre sostengono nuove possibilità più che rappresentare una minaccia. Guardare lo straniero con un senso di apertura al nuovo significa superare la società narcisistica, ormai obsoleta.                         Silvia Alaimo, allieva-didatta 1°anno, Siracusa

Condividi

La co-creazione del ground come radicamento


Ciò che manca nella nostra società è la capacità di stare nella relazione cominciando dal contenimento del caos iniziale, il che consentirebbe agli individui di sperimentare quel senso di sicurezza scontata che proviene dalla presenza “ovvia” dell’altro significativo e da cui può emergere la differenziazione di sé. Manca il ground relazionale su cui l’esperienza della novità può poggiarsi. Occorre supportare l’esperienza dell’emozione aggressiva con un ground relazionale, in modo che possa condurre al contatto con l’altro piuttosto che alla sua distruzione indiscriminata. Senza il senso di solidità del ground, la figura non può formarsi con chiarezza.

 

Margherita Spagnuolo Lobb

Condividi

Milano, 22 maggio 2015. Seminario gratuito: SPIRITUALITÀ E SOCIETÀ POST-MODERNA


Seminari “In Contatto… con la Gestalt”
SPIRITUALITÀ E SOCIETÀ POST-MODERNA
Margherita Spagnuolo Lobb dialoga con Don Carlo e Suor Maria Chiara

IN-CONTATTO-MI-2015

Il seminario rappresenta l’ultimo di tre incontri, tenuti dall’inizio del 2015 nella sede di Milano, riguardanti il modo in cui si intrecciano creatività e appartenenza nella quotidianità della nostra epoca liquida.
Il 13 febbraio scorso abbiamo ascoltato il dialogo tra Gianni Francesetti e Luisella Imparato su La polis: le nuove appartenenze informali, scoprendo come le reti sociali informali possono prendere creativamente forma nella pòlis per diventare e inventare nuove appartenenze;
il 10 aprile, invece, Piero Cavaleri ha dialogato con Settimo Catalano su La scuola: imparare ad appartenere e abbiamo visto come è possibile nutrire la creatività all’interno di una istituzione rigida come la scuola, perché possa essere sentita un’appartenenza vitale che sostiene la crescita. Read more…

Condividi

Seminari “In Contatto… con la Gestalt” PRENDO IL CORPO IN PAROLA. L’ESPERIENZA CORPOREA E LA SCRITTURA CREATIVA IN PSICOTERAPIA DELLA GESTALT


Seminari-in-contatto-new99Secondo la visione della psicoterapia della Gestalt, vissuto corporeo e modalità relazionali della persona si integrano profondamente. Il corpo reca con sé la storia delle relazioni vissute in precedenza e manifesta, a partire dai processi sensoriali, le intenzionalità di contatto con l’ambiente. Nell’approccio fenomenologico anche la parola nasce dal corpo, al confine di contatto, e può costituire uno spazio per esprimere più ampiamente le potenzialità creative e la capacità integratrice del corpo stesso. Read more…

Condividi

NUOVA PUBBLICAZIONE: Quaderni di Gestalt n. 2014/2, vol. XXVII: La psicopatologia in psicoterapia della Gestalt


Abbiamo il piacere di annunciare l’uscita del numero n. 2014/2, vol. XXVII della rivista Quaderni di Gestalt, dedicato alla psicopatologia , e di offrirvi uno stralcio dall’articolo “Le esperienze depressive in psicoterapia della Gestalt”, di Margherita Spagnuolo Lobb.

[…] potremmo affermare che l’opposto dell’esperienza depressiva non è la felicità, bensì la speranza. La felicità infatti non è solo l’esperienza che consegue al raggiungimento di un obiettivo, ma è anche il vissuto che si accompagna alla speranza, caratterizzato da un’apertura al now-for-next, al movimento dell’altro. Le recenti ricerche di neuroscienze (Gallese, 2007) e la rivoluzionaria teoria di Daniel Stern (2010) confermano che ciò che muove le relazioni umane è la percezione del movimento intenzionale dell’altro. Il nostro cervello è fatto in modo da sviluppare empatia verso i movimenti intenzionali dell’altro e ciò che costituisce la nostra coscienza sono le gestalt di movimento, le forme di vitalità.

La speranza è esperienza di empatia del movimento percepito nell’altro, è partecipazione al movimento della vita. Questo conferma in qualche modo sia l’affermazione di Binswanger (1984), per cui la speranza appartiene all’ambito dell’amore, sia, in ambito gestaltico, la teoria di Erving Polster (1987) che vede la nevrosi come perdita dell’interesse, sia nel senso di essere interessato che di essere interessante. Se la speranza sboccia alla luce del faro amoroso dell’altro accudente che riconosce il movimento intenzionale dell’amato (cfr. Spagnuolo Lobb, 2008), e genera a sua volta l’esperienza di fiducia e apertura al futuro in chi è illuminato dalla sua luce, allora la depressione può essere vista come mancanza di speranza, e mancanza di amore dall’altro significativo.

  Read more…

Condividi

Palermo, 19 marzo 2015 Inizia il ciclo di SUPERVISIONI “Il confine in evoluzione”: le esperienze depressive


“In terapia incontriamo l’esperienza depressiva innanzitutto come una condizione nella quale la dinamica figura/sfondo stenta a mettersi in movimento: la figura fatica a sorgere da uno sfondo senza energia. Non vi sono interessi, né stimoli, né slanci dell’intenzionalità. Il paziente in seduta spesso si siede sulla poltrona e resta in silenzio: nulla abbozza a diventare figura, nulla è rilevante, nulla ha senso. Il senso, infatti, si sviluppa a confine di contatto nella dinamica figura/sfondo, dove la prima acquisisce dimensione, profondità e significato nel suo rapporto con lo sfondo. Non emerge intenzionalità: questa non è una proprietà dell’individuo isolato, ma emerge e si rivela nel contatto: è il moto che anima al confine di contatto il nostro incontrarci. Quando entriamo in un campo relazionale depressivo, i sensi trovano il nulla, una stasi a volte pietrificata a volte di nebbia fluida avvolgente”.

Gianni Francesetti, Jan Roubal

Read more…

Condividi