La fine della fine del mondo

La fine della fine del mondo, Esplorare il trauma, Anna Fabbrini

La fine della fine del mondo

Esplorare il trauma

Anna Fabbrini

Quarta di copertina

C’è un male di vivere che ha le sue origini nei traumi della storia familiare, crea fratture d’esistenza e ostacola lo sviluppo della persona. L’autrice interroga la catastrofe del danno dal punto di vista clinico, psico-sociale ed etico.

Percorre, attraverso le voci dei pazienti e dei poeti, le questioni legate alla costruzione dell’identità, al corpo, al potere, al senso di appartenenza. Alterna riflessioni sulla teoria e il metodo clinico cercando modi di contatto con i mondi bruciati attraverso pratiche terapeutiche anche eretiche. Mostra come la sana dipendenza primaria sia necessaria per la presa di autonomia mentre la violenza subita nei primi anni di vita manomette profondamente la capacità di essere-nel mondo.

Racconta che i giochi tuttavia non sono fatti una volta per tutte. Altre nascite sono possibili; è possibile tornare a vivere anche venendo da infanzie ferite. Col lavoro terapeutico il passato che diventa storia, sentito e reso pensabile, narrato e narrabile, può abitare il sé del presente, farsi conoscenza e aprire a sogni di futuro.

Nella prospettiva della Psicoterapia della Gestalt – umanistica e fenomenologica – l’autrice prende distanza dai protocolli e si affida al dialogo e al non-giudizio. Mettendosi in ascolto dei sintomi invece di tacitarli e facendo parlare il corpo, offre al paziente la possibilità di una presa di coscienza-incarnata della propria storia, capace di generare trasformazioni creative per sé stesso e per il mondo. La relazione di cura, pertanto, diventa anche atto politico.

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L'autore

Anna Fabbrini, psicoterapeuta e psicologa sociale, si è formata a Parigi all’École des Hautes Études. È didatta ordinario e supervisore della Federazione Italiana Scuole e Istituti di Gestalt (FISIG) di cui è stata co-fondatrice. È stata docente di Psicologia dello Sviluppo dell’Università Bicocca e di Psicologia Clinica dell’Università Cattolica di Milano. Fonda con Alberto Melucci nel 1979 il Centro Alia Psicoterapia e Formazione dove nasce la prima scuola in Italia di Psicoterapia della Gestalt. La sua ricerca verte sul rapporto tra società e disagio psichico, sui traumi e la memoria somatica e sulle innovazioni di metodo legate agli aspetti psico-corporei della terapia. È autrice di numerose pubblicazioni, tra le quali L’età dell’oro. Adolescenti tra sogno ed esperienza (con Alberto Melucci), Feltrinelli (1991), I giorni della quiete, Pazzini (2001), Qui e là. Visioni dai luoghi, Archinto (2006), Biografia di Melanie Klein, Enciclopedia delle donne (2024).

Indice

Introduzione

Gratitudini

Scriverne
Senza forma di parola
Ascoltarsi
L’accaduto
Andirivieni
Creare nessi

La storia rotta
Sacrifici umani
Messi al mondo
Fratture d’esistenza
Del potere
Mors tua vita mea
Limen
Esistere o appartenere
Il corpo estraneo
Trauma primario

La cura
Tessere la trama
Prendere la parola
Lavoro di memoria
Identità donata
Narrarsi

Nel buio dei fatti
Voci da luoghi remoti
Scollamenti
Ci sono? Chi sono?
Inconscio corpo
Vuoto centrale
Convocare gli assenti
Chi parla?
Dialoghi
Nodi

Trasformazioni
Viaggio nel sentire e nel sapere
Ritrovare il sé perduto
Lenta-mente
Esperienza: passare attraverso
Linee dell’agire terapeutico
Il terapeuta che cammina

Guarire
La fine della fine del mondo
Metamorfosi
Approdi
Per una clinica dell’identità
Elogio della dipendenza

Infine
Un’avventura trasformativa
Che cosa è un bambino
I giochi sono fatti?
Cosa può la psicologia
Cerchiamo piste

Bibliografia

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