Isadore From (†) – CV – Tra i fondatori della Psicoterapia della Gestalt, New York Institute for Gestalt Therapy, USA


Isadore-From

Filosofo, tra i fondatori della Gestalt Therapy, fece parte del “gruppo dei sette” intellettuali statunitensi che con Fritz Perls costituirono il primo Istituto di Gestalt a New York nel 1952. Nello stesso anno con Perls iniziò la sua attività didattica a Cleveland, dove si costituirà uno degli Istituti di Psicoterapia della Gestalt che avrà maggiore sviluppo e dove saranno formati i più autorevoli gestaltisti mondiali. Fu tra i primi pazienti di F. Perls e successivamente della moglie Laura Perls.
La sua vasta conoscenza della teoria e della pratica della Gestalt Terapia, acquisita e sviluppata in 35 anni di pratica terapeutica, è stata da lui trasmessa a parecchie generazioni di terapeuti della Gestalt, negli Stati Uniti ed anche in Europa.
Con Goodman, è considerato il principale teorico della Psicoterapia della Gestalt, depositario della sua filosofia e garante del suo rigore clinico. La base dell’orientamento teorico di From era il secondo volume di “Gestalt Therapy” scritta per lo più da Paul Goodman. “Ciò di cui la Gestalt Terapia ha bisogno è meno prestiti dalle altre tecniche e dagli altri metodi e più sviluppo proprio” (From I. b, 1985) sosteneva, prendendo le distanze dalle tecniche con cui veniva troppo spesso confusa l’essenza stessa del metodo gestaltico e contro le quali sia lui che Laura Perls non smisero mai di lottare. Unità, rigore e sobrietà nel pensiero, serietà e disciplina nell’insegnamento, furono il contributo senza pari di Isadore From all’elaborazione del corpus della Psicoterapia della Gestalt ed alla formazione di esperti competenti e coscienziosi. Così come amava la letteratura e la filosofia e poneva una cura attenta al linguaggio nel suo insegnamento e nella pratica clinica, nello stesso modo si rifiutava di scrivere. Non amava, infatti, la parola scritta: diceva che gli bastava quello che i suoi allievi scrivevano di lui o, semplicemente, che gli bastavano i suoi allievi. Influenzò profondamente la teoria e la clinica della Psicoterapia della Gestalt attraverso la parola detta (l’insegnamento e la supervisione); i suoi pochi scritti pubblicati sono, infatti, trascrizioni di discorsi o interviste. Morì il 27 Giugno 1994, per complicazioni insorte durante la cura chemioterapia che assumeva per combattere il cancro. La sua morte ha rappresentato la fine di un’era per la Psicoterapia della Gestalt, il chiudersi di un capitolo che ha compreso quasi mezzo secolo di storia.

BIBLIOGRAFIA
From I. a, Requiem for Gestalt, in Quaderni di Gestalt n. 1, 1985, pp. 22-32.
From I. b, Registrazioni su nastro, 1985.
Muller B., Il contributo di Isadore From alla teoria e alla pratica della Gestalt Terapia, in Quaderni di Gestalt, n. 15, 1992, pp. 7-23.
Peluso M., Lo sguardo e la voce, in Quaderni di Gestalt n. 18/19, 1994, pp. 63-64.
Perls F., Hefferline R., Goodman P. Teoria e pratica della Terapia della Gestalt, Astrolabio, Roma, 1971 (ed. or. 1951).
Rosenfeld E. (a cura di), Storia orale della psicoterapia della Gestalt. Parte II: conversazione con Isadore From, in Quaderni di Gestalt n. 5, 1987, pp. 11-35.

 

English:

Isadore From was a founding member and Fellow of the New York Institute For Gestalt Therapy for over forty years. He conducted training seminars throughout the United States and Europe and was importantly responsible for training many of our leading Gestalt Therapists. In so doing he made a unique contribution, especially through his emphasis on the theory of Gestalt Therapy as presented in Gestalt Therapy (Perls, Hefferline and Goodman, Volume II). He fostered an attitude of scholarship and sharp attention to detail in language and practice, and in his wit, charm and grace illuminated the theory, practice and spirit of Gestalt Therapy.

In organizing this Symposium, we thought it essential that in addition to our personal feelings of respect, affection and love for Isadore, there be a forum that emphasized a detailed and critical appreciation of his contribution to Gestalt Therapy. We believed this essential since his teaching were, with brief exceptions, given orally in training seminars and professional discussions. Abiding by his request not ot be memorialized, our emphasis has been to honor him as he honored us—to engage in a scholarly and thoughtful effort involving thorough analysis, minimizing confluence and introjection, aiming to uncover the background, to differentialte and clarify. Our effort was to do what Isadore urged be done in Gestalt Therapy: inform the client of something they do not already know and can make use of.

To achieve this end, we asked Philip Lichtenberg and Richard Kitzler to be principal speakers and to prepare papers. In addition, we asked a distinguished panel knowledgeable about Gestalt Therapy and Isadore’s work to prepare critical commentary in response. The panel included Jerry Gold, Joel Latner, Michael Miller, Elaine Rapp and Mary Lou Schack. While it was necessary to limit the speakers to approximately thirty minutes and panel members to ten minutes in their oral presentations, summaries of their work are presented here. True to Isadore’s spirit and teachings we see these comments not as a finished statement but as beginning a process of critical review that will further inform our understanding of our approach and support ongoing efforts exploring, delineating and realizing the potential of Gestalt Therapy.

 

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