SOSTEGNO

Il terapeuta [della Gestalt oggi] risponde sostenendo il processo fisiologico del contatto (l’id della situazione, come dice Robine, 2006): ‘Respira e senti cosa accade al confine’. Inoltre, sostiene lo sfondo dell’esperienza: individua con quali modalità di contatto acquisite il paziente mantiene la figura (o il problema).
Il terapeuta si focalizza sul sostegno al processo di contatto. In questi ultimi decenni il cosa sostenere si è evoluto: se prima essere sani implicava trovare le ragioni per vincere, per emergere nella battaglia della vita, oggi vuol dire sperimentare il calore nelle relazioni intime, e la reazione emotiva e corporea verso l’altro. Nei gruppi, il terapeuta sostiene l’autoregolazione armonica che accade quando si vive un contesto orizzontale (paritario) in cui è possibile respirare e darsi sostegno reciproco” (Spagnuolo Lobb, 2011, p. 28).
“Penso che oggi la psicoterapia abbia un duplice compito: quello di risensibilizzare il corpo, e quello del dare strumenti di sostegno relazionale orizzontale, che possano far sentire le persone riconosciute dallo sguardo dell’altro paritario” (ibidem, p. 29).

BIBLIOGRAFIA

Robine J.M. (2006). Il rivelarsi del sé nel contatto. Studi di psicoterapia della Gestalt, Milano: Angeli (ed. or. 1977; 2004, Plis et dèplis du self, Bordeaux: Institut francais de Gestalt-Therapie).
Spagnuolo Lobb M. (2011). Il now-for-next in psicoterapia. La psicoterapia della Gestalt raccontata nella società post-moderna, Milano: Franco Angeli.

Resp. di redazione - Silvia Tinaglia

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sostegno.txt · Ultima modifica: 2019/09/23 09:40 (modifica esterna)
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