POLARITÀ

Dal latino polus=estremità di un asse, polo.

“Il termine polarità può essere usato come sinonimo di opposizione, di contrario.
[…] Concepire la terapia come integrazione di polarità opposte, porsi l’obiettivo di rendere sempre più ‘fluido’ il processo che porta alla formazione della figura, costituiscono […] alcuni degli elementi che più caratterizzano l’approccio gestaltico. […] Parlando di polarità non possiamo evitare le domande relative al tipo di relazione che lega fra di loro due polarità opposte” (Cavaleri, 2003, p. 116). “Sulla base del significato che attribuiamo a tale relazione, infatti, integrare può voler dire mediare una sintesi stabile fra due polarità; favorire la loro coesistenza, mantenendo intatta la loro radicale diversità; alimentare una incessante tensione e oscillazione fra due opposti uniti da una continua reciprocità.
[…] L’attenzione di Perls verso la dialettica polare degli opposti […] è testimoniata dallo spazio che ad essa egli dedica nella parte introduttiva del suo primo libro, L’Io, la fame, e l’aggressività, […] [dove] la differenziazione in opposti [viene intesa] non solo come una ‘qualità’ della mente umana, ma anche della vita in tutte le sue espressioni” (ibidem, p. 117). “Al processo di differenziazione in polarità opposte è legata, secondo Perls, ogni forma di evoluzione […]: più l’Ego è capace di estendersi nella vasta gamma di differenziazioni polari che gli è dato raggiungere, più sarà in grado di sviluppare funzioni diverse e, quindi, di progredire. […] Esisterebbe, dunque, una stretta connessione fra capacità dell’Ego di delineare polarità sempre più differenziate e sviluppo delle sue capacità di adattamento” (ibidem, p. 118).
Zinker distingue fra polarità “ego-sintoniche”, o accettabili alla coscienza di sé, e polarità “ego-aliene”, o inaccettabili al Sé. “Spesso – egli afferma – il concetto di Sé esclude la dolorosa consapevolezza di forze polari dentro di noi. Preferisco pensarmi brillante piuttosto che scialbo, aggraziato piuttosto che goffo, dolce piuttosto che duro, gentile piuttosto che crudele” (Zinker, 1978, in Cavaleri, 2003, p. 125). “A suo giudizio la persona è sana quando è un ‘cerchio completo’, quando cioè possiede migliaia di polarità tra loro integrate ed è consapevole della maggior parte di esse, riuscendo ad accettare anche quelle che la società disapprova. Il fatto che una persona non provi essa stessa alcune polarità e tuttavia le renda oggetto sofferto della sua consapevolezza costituisce un elemento inconfutabile di salute mentale e di forza interiore” (Cavaleri, 2003, p. 125).

Bibliografia

Cavaleri P.A., (2003). La profondità della superficie. Percorsi introduttivi alla psicoterapia della Gestalt, Milano: Franco Angeli.

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polarita.txt · Ultima modifica: 2019/09/23 09:40 (modifica esterna)
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