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 +======METODO FENOMENOLOGICO=======
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 +**“Processo che, attraverso l’//​epochè//​ (astensione dal giudizio), consente di cogliere l’essenza dei fenomeni. Essa non coincide con l’introspezione (basata su una ingenua separazione fra io e mondo), ma è un modo di re-imparare a vedere il mondo, una ritrovata capacità di provare stupore di fronte al mondo.**\\
 +Il rapporto fra il metodo fenomenologico e la psicoterapia della Gestalt è complesso e diversificato. Con Jaspers, il terapeuta è teso a comprendere i vissuti del paziente attraverso l’immedesimazione,​ senza cercare spiegazioni naturalistiche;​ a questo si aggiunge l’attenzione ai vissuti controtransferali e co-costruiti. In accordo con la lezione di Merleau-Ponty,​ i vissuti corporei (costitutivamente in relazione) sono il luogo che mette in contatto paziente e terapeuta con il flusso del «mondo-della-vita» da cui emergono sensazioni, emozioni, pensieri e, quindi, la direzione terapeutica. L’essenza del metodo gestaltico è sostenere nell’incontro terapeutico l’emergere di una figura co-creata a partire dal «mondo-vissuto». Per accedere a questo livello di esperienza occorre sperimentare quella che Husserl ha chiamato la «conversione fenomenologica» attraverso l’epochè:​ questa è la sospensione dell’attitudine ingenua con cui genericamente si interagisce nel mondo mediante l’io. La concentrazione nel [[http://​www.gestalt.it/​gestaltpedia/​doku.php?​id=qui_e_ora|qui-e-ora]] attraverso il contatto con il corpo-vissuto costituisce l’applicazione dell’epochè fenomenologica al processo psicoterapeutico:​ è la presenza al [[http://​www.gestalt.it/​gestaltpedia/​doku.php?​id=confine di contatto|confine di contatto]], «terra di nessuno» in cui sgorga l’esperienza allo stato nascente, ancora prima di essersi costituita come appartenente all’io o al tu.
 +In psicoterapia della Gestalt, il terapeuta all’inizio della seduta si focalizza sull’«es della situazione» (ovvero la capacità di stare in contatto attraverso i processi corporei impliciti, non verbali e non razionali), tollerando il movimento caotico al confine e sostenendo nel paziente l’incontro con la novità emergente. La presenza così intesa diventa lo strumento terapeutico e l’esperienza vissuta il nutrimento relazionale che non necessita di interpretazione,​ ma di [[http://​www.gestalt.it/​gestaltpedia/​doku.php?​id=consapevolezza|consapevolezza]]. Questo metodo è usato anche per la ricerca qualitativa in psicoterapia della Gestalt (Spagnuolo Lobb, Francesetti,​ 2013, pp. 402-403).\\
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 +===== Bibliografia =====
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 +Spagnuolo Lobb M., Francesetti G. (2013). //Metodo fenomenologico//,​ in Nardone G., Salvini A. (a cura di), //​Dizionario Internazionale di Psicoterapia//,​ Milano: Garzanti Editore.
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 +VOCE TRATTA, PER GENTILE CONCESSIONE DEI CURATORI, DA:\\
 +**GIORGIO NARDONE E ALESSANDRO SALVINI (A CURA DI) (2013), DIZIONARIO INTERNAZIONALE DI PSICOTERAPIA,​ MILANO: GARZANTI EDITORE.**\\
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 +{{keywords>​metodo,​fenomenologico,​fenomenologia,​gestalt}}
 +{{description>​Processo che, attraverso l’//​epochè//​ (astensione dal giudizio), consente di cogliere l’essenza dei fenomeni. Essa non coincide con l’introspezione (basata su una ingenua separazione fra io e mondo), ma è un modo di re-imparare a vedere il mondo, una ritrovata capacità di provare stupore di fronte al mondo.}}
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