GESTALT

Dal sostantivo tedesco gestalt=forma

“ ‘Gestalt’ è una parola tedesca che corrisponde al significato di ‘struttura unitaria’, ‘configurazione armonica’. Questo termine è legato a due correnti di ricerca, nate in periodi e con obiettivi diversi: la psicologia della Gestalt […] e la psicoterapia della Gestalt […]. Tuttavia il fatto che queste due scuole siano accomunate dal nome ‘gestalt’ non è casuale” (Spagnuolo Lobb, 2008, p. 1).
“Per gli psicologi della Gestalt la figura organizzata, significativa, rappresentava l’unità di misura della percezione e ad essa la ricerca doveva essere indirizzata. […] Il contributo di Kurt Lewin portò la psicologia della Gestalt fuori dal laboratorio, nella realtà molto più complessa della vita quotidiana, che egli considerò come “il campo” in cui l’individuo si muove per raggiungere i propri obiettivi. Il campo percettivo è per Lewin una sorta di sfondo, di mappa mentale da cui emergono di volta in volta figure nuove, che poi ritornano nello sfondo per lasciare il posto ad altre figure, percepite dall’organismo come rilevanti per il raggiungimento dei propri scopi” (ibidem, p. 2).
“[In psicoterapia della Gestalt] la prospettiva di campo ci consente di pensare alla percezione come a un ‘prodotto relazionale’, strettamente connesso alla pienezza della concentrazione degli individui coinvolti al confine di contatto” (Spagnuolo Lobb, 2011, p. 73). Il confine di contatto è il luogo in cui si dispiega il sé, quella funzione dell’organismo umano che ne esprime la capacità/abilità di entrare in contatto con il proprio ambiente e di ritirarsi da esso (cfr. Spagnuolo Lobb, 2001a; 2001b). “Dunque ciò che cambia nel processo terapeutico gestaltico è la percezione del confine di contatto tra il paziente e il terapeuta. E’ un cambiamento che avviene non solo nel paziente, ma anche nel terapeuta; è in effetti una co-creazione di un nuovo confine di contatto, un’esperienza nuova protesa verso il futuro, non l’esplicazione riparatrice di esperienze passate” (Spagnuolo Lobb, 2011, p. 65).

Bibliografia

Lewin K. (1935). A Dynamic Theory of Personality, New York: McGraw-Hill Book Company.
Spagnuolo Lobb M. (2001a). La teoria del sé in psicoterapia della Gestalt. In: Spagnuolo Lobb M. (a cura di). Psicoterapia della Gestalt. Ermeneutica e clinica, Milano: FrancoAngeli, 86- 110 (trad. in spagnolo: Gedisa, 2002, in francese: L'Exprimerie, 2004).
Spagnuolo Lobb M. (2001b). From the Epistemology of Self to Clinical Specificity of Gestalt Therapy. In: J.M Robine (Ed.), Contact and Relationship in a Field Perspective, Bordeaux: L’Exprimerie, pp. 49-65.
Spagnuolo Lobb M. (2008). Presentazione della Gestalt Therapy, Istituto di Gestalt HCC Italy.
Spagnuolo Lobb M. (2011). Il now-for-next in psicoterapia. lLa psicoterapia della Gestalt raccontata nella società post-moderna, Milano: FrancoAngeli.
www.etimo.it

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gestalt.txt · Ultima modifica: 2019/09/23 09:40 (modifica esterna)
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