FUNZIONI DEL SÉ

“[Le funzioni del sé] sono gruppi di esperienze attorno a cui si organizzano degli aspetti specifici del sé” (Spagnuolo Lobb, 2011, p. 75).

“Avendo definito il sé come il sistema complesso dei contatti necessari per l’adattamento in un campo difficile, gli autori di Teoria e pratica della Terapia della Gestalt identificarono determinate ‘strutture speciali’ che il sé crea per ‘scopi speciali’ (Perls, Hefferline, Goodman, 1997, pp. 184-185). […] L’es, l’io e la personalità sono semplicemente tre delle molte strutture esperienziali possibili; sono intese come esempi della capacità della persona di relazionarsi con il mondo” (Spagnuolo Lobb, 2011, pp. 75-76).
“La funzione-es viene definita come la capacità dell’organismo di fare contatto con l’ambiente attraverso: a) lo sfondo dell’esperienza senso-motoria dei contatti assimilati; b) i bisogni fisiologici; c) le esperienze e le sensazioni corporee che sono percepite come se fossero ‘dentro la pelle’ (incluse le situazioni aperte del passato) (Perls, Hefferline, Goodman, 1997, pp. 184-185)” (Spagnuolo Lobb, 2011, p. 76).
“La funzione-personalità esprime la capacità del sé di fare contatto con l’ambiente sulla base di ciò che si è diventati. ‘La personalità è il sistema degli atteggiamenti assunti nei rapporti interpersonali; […] sostanzialmente, è una copia verbale del sé’ (Perls, Hefferline, Goodman, 1997, pp. 188-189). Pertanto la funzione-personalità è espressa dalla risposta alla domanda: ‘Chi sono io [in questo momento]?’. [Essa] esprime la capacità di fare contatto con l’ambiente sulla base di una data definizione di sé. Per esempio, se penso di essere timido o inibito, instauro un rapporto completamente diverso con il mio ambiente rispetto ad un’altra persona che si definisce coraggiosa ed estroversa. […] La funzione personalità, infatti, riguarda il modo in cui creiamo i nostri ruoli sociali (per esempio, diventiamo uno studente, un genitore, ecc.), assimiliamo i contatti precedenti e ci adattiamo creativamente ai cambiamenti imposti dalla crescita” (Spagnuolo Lobb, 2011, p. 78). “[È] dunque la definizione che ciascuno dà di se stesso a partire dalla propria storia personale. La funzione-personalità denota il sistema degli atteggiamenti che si assumono nei rapporti interpersonali e riguarda in particolar modo il formarsi delle responsabilità, gli apprendimenti avvenuti nella propria storia personale, i ruoli sociali” (Conte E., 2005, p. 182). “Possiamo immaginarla come ‘un piccolo me’, ovvero un’immagine scolpita da sempre nel nostro tempo fino ad oggi, modellata su ciò che vivendo abbiamo desiderato portare come parte di noi e ciò che invece abbiamo scartato. […] Essa, quindi, affianca tutte le prossime esperienze: in parte caratterizzandole con le definizioni che porta e in parte rendendosi disponibile a rimodellarsi su una novità esperienziale giudicata buona per sé” (Botto, 2013, pag. 138).
“La funzione-io esprime […] la capacità di identificarsi o di alienarsi da parti dell’ambiente (questo è per me, non è per me), il potere di volere e di decidere ciò che caratterizza l’unicità delle scelte individuali. […] L’io è quella funzione del sé che dà all’individuo il senso di essere attivo e deliberato. […] La funzione-io opera sulla base di informazioni provenienti da tutte le altre strutture del sé. La capacità di deliberare spontaneamente viene esercitata in armonia con la capacità di contattare l’ambiente attraverso ciò che è percepito come se fosse ‘dentro la pelle’ (funzione-es) e attraverso la definizione data alla domanda ‘chi sono io?’ (funzione-personalità). È la capacità di introiettare, proiettare, retroflettere e di stabilire un contatto pieno” (Spagnuolo Lobb, 2011, pp. 78-79).

Bibliografia

Botto S. (2013). Le funzioni del sé, il loro substrato neurofisiologico e le interruzioni di contatto. Alcune possibili ipotesi, in: Cavaleri P. A. (a cura di), Psicoterapia della Gestalt e neuroscienze. Dall’isomofismo alla simulazione incarnata, Milano: Franco Angeli.

Conte E. (2005). Glossario, in: Francesetti G. (a cura di), Attacchi di panico e postmodernità. La psicoterapia della Gestalt fra clinica e società, Milano: Franco Angeli.

Perls F., Hefferline R.F., Goodman P. (1997). Teoria e pratica della terapia della Gestalt. Vitalità e accrescimento nella personalità umana, Roma: Astrolabio.

Spagnuolo Lobb M. (2011). Il now-for-next in psicoterapia. La psicoterapia della Gestalt raccontata nella società post-moderna, Milano: Franco Angeli.

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funzioni_se.txt · Ultima modifica: 2019/09/23 09:40 (modifica esterna)
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