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Linea 1: Linea 1:
 +====== CONFLUENZA ======
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 +In inglese //​Confluence//​\\
 +Dal latino //​confluĕre//,​ composto da //cum=con, insieme// e //​fluĕre=scorrere//​.
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 +**“L’atto di percepire con i sensi l’oggetto percepito, un’intenzione e la sua realizzazione,​ una persona e un’altra, sono tutti confluenti quando non esiste tra di essi un confine notevole, quando non c’è nessuna discriminazione dei punti di diversità o unicità che li distinguono**.\\
 +Senza questo senso di confine – questo senso di qualcos’altro da notare, da avvicinare, manipolare, godere - non vi può essere nessuna emergenza e nessuno sviluppo del processo figura-sfondo,​ donde nessuna consapevolezza,​ nessuna eccitazione,​ nessun contatto” (Perls, Hefferline e Goodman, 1997, p. 392).\\
 +Nella recente prospettiva dello sviluppo polifonico dei domini, teorizzato da Margherita Spagnuolo Lobb, la modalità di contatto della confluenza, “la capacità di percepire e fare contatto con l'​ambiente come se non ci fossero confini, né differenziazioni fra l'​organismo e l'​ambiente” (Spagnuolo Lobb, 2012, p. 42) è considerata un dominio, “definito in psicoterapia della Gestalt come un'​area di processi e competenze per il contatto, che appartiene allo sfondo dell'​esperienza,​ e che è pronto a diventare figura in certi momenti, e ad interagire con altre capacità, o domini. [...] si riferisce a competenze chiaramente differenziate,​ che hanno uno sviluppo proprio durante tutto l'arco della vita, e che interagiscono reciprocamente dando origine all'​armonia (potremmo anche dire alla gestalt) della competenza attuale della persona” (ibidem, p. 34).
 +“Questa abilità è alla base dell'​[[http://​www.gestalt.it/​gestaltpedia/​doku.php?​id=start&​do=index|empatia]],​ ed è una qualità naturale, che oggi nelle neuroscienze viene chiamata empatia incarnata (vedi Gallese et al., 2006). [...] [Secondo] la prospettiva estetica della psicoterapia della Gestalt: la presenza piena e naturale del bambino, con tutti i sensi aperti al confine di contatto, gli garantisce un'​intuizione dell'​altro,​ anche se vi è una scarsa percezione della differenziazione al confine. Il concetto gestaltico di confluenza spiega bene l'​intuizione che esiste fra madre e bambino (e che possibilmente permane negli adulti) come sensibilità verso ciò che c'è nell'​ambiente,​ o, per usare un termine fenomenologico,​ una sensibilità verso un'"​evidenza naturale"​ (cfr. Blankenburg,​ 1998). Questo dominio rimane e può essere sviluppato per tutta la vita. Il rischio legato all'​esperienza desensibilizzata di questo dominio è la follia: una percezione senza chiarezza e - azzarderei - senza respiro” (ibidem, pp. 42-43).
 +“Per evitare l’ansia, ciò che [si] fa è stabilire un contatto attraverso stili di interruzione o resistenza alla spontaneità,​ come la confluenza: l’eccitazione non si sviluppa perché il processo di differenziazione dell’organismo dall’ambiente non inizia nemmeno” (Spagnuolo Lobb, 2011, pp. 84-85).
 +“La confluenza è un fantasma inseguito da coloro che vogliono ridurre le differenze in modo da moderare l’esperienza sconvolgente del nuovo e dell’altro. E’ una misura palliativa per mezzo della quale si stabilisce un accordo superficiale,​ un contratto per non scuotere la barca. Il buon contatto, dall’altra parte, anche nelle unioni più profonde, contiene il senso più alto e profondo dell’altro.
 +Uno dei problemi relativi alla confluenza è naturalmente il fatto che essa è una fragile base per le relazioni. Proprio come due corpi non possono mai occupare lo stesso spazio nello stesso tempo, due individui non possono mai pensarla allo stesso modo. Se è cosi difficile per due individui raggiungere la confluenza, è anche più inutile lottare per ottenere la confluenza nella famiglia, nelle organizzazioni,​ o nella società.[…] Due indizi per le relazioni confluenti disturbate sono i sensi di colpa frequenti e il rancore” (Polster e Polster, 1986, pp.88-90).
 +“La confluenza è malsana solo quando viene sostenuta come un mezzo per prevenire il contatto. Dopo che il contatto è stato raggiunto e vissuto, la confluenza acquista un significato completamente diverso” (Perls, Hefferline e Goodman, 1997, p. 392).
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 +===== Bibliografia =====
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 +Blankenburg W. (1998). //La perdita dell’evidenza naturale//, Milano: Raffaello Cortina Editore.\\
 +Gallese V., Migone P., Eagle M.N. (2006). //La simulazione incarnata: i neuroni specchio, le basi neurofisiologiche dell’intersoggettività e alcune implicazioni per la psicoanalisi//​. Psicoterapia e Scienze Umane, XL, 3: 543-580.\\
 +Perls F., Hefferline R.F., Goodman P. (1997). //Teoria e pratica della terapia della Gestalt. Vitalità e accrescimento nella personalità umana//, Roma: Astrolabio.\\
 +Polster E., Polster M., (1986). //Terapia della Gestalt integrata. Profili di teoria e pratica//, Milano: Giuffrè editore.\\
 +Spagnuolo Lobb M. (2011). //Il now-for-next in psicoterapia. La psicoterapia della Gestalt raccontata nella società post-moderna//,​ Milano: Franco Angeli.\\
 +Spagnuolo Lobb M. (2012). //Lo sviluppo polifonico dei domini. Verso una prospettiva evolutiva della psicoterapia della Gestalt//, Quaderni di Gestalt vol. XXV n. 2012/2, Milano: Franco Angeli.
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 +== Hanno contribuito alla redazione della voce: ==
 +//Resp. di redazione - Silvia Tinaglia\\
 +Collaboratori (in ordine cronologico) – Susanna Marotta, Federica Falzone, Antonella Montalbano//​
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 +{{keywords>​confluenza,​gestalt}}
 +{{description>​L’atto di percepire con i sensi l’oggetto percepito, un’intenzione e la sua realizzazione,​ una persona e un’altra, sono tutti confluenti quando non esiste tra di essi un confine notevole, quando non c’è nessuna discriminazione dei punti di diversità o unicità che li distinguono}}
  
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