CONFLITTO

Dal latino conflictum, participio passato del verbo con-fligĕre=urtare, composto da cum=insieme e fligĕre=percuotere.

“Nella formula classica, ‘conflitti’ non sono le tensioni interne opposte, né i controlli e gli equilibri, o la saggezza del corpo; essi vengono intesi come conflitti negativi e quindi i conflitti interni devono venir sciolti. […] Tuttavia, fondamentalmente, nessun conflitto dovrebbe essere sciolto dalla psicoterapia. I conflitti ‘interni’ in particolare hanno una forte carica di energia e sono pieni di interesse e costituiscono quindi i mezzi della crescita; il compito della psicoterapia è quello di renderli consapevoli in modo tale che essi possono alimentarsi con il nuovo materiale ambientale e giungere ad una crisi” (Perls, Hefferline e Goodman, 1997, pp.164-165). “Il conflitto tra le persone, la risultante sociale dell’aggressività, è visto in psicoterapia della Gestalt come parte di un normale evolversi delle relazioni. Esso reca la possibilità di attraversare le differenze senza che nessuno emerga a scapito di altri, arrivando a una nuova e inimmaginabile realtà co-creata, in cui ognuno può emergere con la propria individualità e la soddisfazione di aver ‘conquistato’ un senso di esser-ci unico nella comunità sociale […]. All’origine del conflitto, insomma, si pone il desiderio di contribuire positivamente alla situazione. Attraversare il conflitto significa avere fiducia nell’autoregolazione delle relazioni” (Spagnuolo Lobb, 2011, p. 132). “La sofferenza emotiva è un mezzo per impedire l’isolamento del problema, in modo tale che, analizzando a fondo il conflitto, il Sé può crescere nel campo della situazione esistente. Quanto prima l’individuo è disposto a rilassare la lotta contro il conflitto distruttivo, abbandonandosi al dolore e alla confusione, tanto prima finisce la sofferenza. […] La nevrosi non consiste assolutamente in un conflitto attivo, interno o esterno, di un desiderio contro un altro, […] è invece la pacificazione prematura del conflitto; è un corpo a corpo, o una tregua o un’insensibilità volti ad evitare un ulteriore conflitto; e in un secondo momento si manifesta come un bisogno di ottenere la vittoria in scontri meschini, come se volesse distruggere l’umiliazione fondamentale. La nevrosi, brevemente, è il trionfo sul sé.” (Perls, Hefferline e Goodman, 1997, p.169). “L’interruzione prematura del conflitto, a causa della disperazione, della paura di perdere, o dell’evitare la sofferenza, inibisce la creatività del sé, il suo potere di assimilare il conflitto e di formare un complesso nuovo” (ibidem, pp.175-176). “La psicoterapia della Gestalt critica alla società la mancanza di fiducia verso la forza innovatrice ed autoregolantesi implicita nel conflitto relazionale. […] La forza aggressiva e il conflitto sono una spinta verso il cambiamento, che non è mai solo individuale: essi rappresentano la possibilità della realizzazione di sé nella comunità sociale, e allo stesso tempo la possibilità per la società di rinnovarsi. Se il conflitto viene evitato, non si può né crescere/apprendere né far crescere la società” (Spagnuolo Lobb, 2011, p. 252). “Per ritornare all’esperienza di un sano conflitto, occorre rendere i giovani capaci di sperimentare il proprio aggredire con la forza che viene dal sentire (fisiologico e psicologico) il proprio essere radicati alla terra, e da un senso di sé armonico e spontaneo. […] L’ascolto, strategia di regola proposta per la risoluzione dei conflitti, deve essere supportato oggi dall’ascolto del proprio corpo, da un tipo di sensazione - come il senso di radicamento, l’esperienza di esserci in modo confinato e forte – che, se qualche decennio fa era scontato, oggi ha lasciato il posto alla esperienza di ‘liquidità’. Diventa ancora più importante oggi sostenere tutto ciò che consente di restare concentrati su se stessi all’interno di contatti significativi (traduz. da: Spagnuolo Lobb, 2013, p.37).

Bibliografia

Perls F., Hefferline R.F., Goodman P. (1997). Teoria e pratica della terapia della Gestalt. Vitalità e accrescimento nella personalità umana, Roma: Astrolabio.
Spagnuolo Lobb M. (2011). Il now-for-next in psicoterapia. La psicoterapia della Gestalt raccontata nella società post-moderna, Milano: Franco Angeli.
Spagnuolo Lobb M. (2013). From the need for aggression to the need for rootedness: a Gestalt postmodern clinical and social perspective on conflict, British Gestalt Journal Vol. 22, No. 2, 32–39.

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conflitto.txt · Ultima modifica: 2019/09/23 09:40 (modifica esterna)
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