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Presentazione
Questo libro affronta il necessario compito ermeneutico di interrogare la psicoterapia della Gestalt, cinquanta anni dopo la sua nascita, con le domande che appartengono all’orizzonte culturale e clinico del nostro tempo, con i problemi oggi ben diversi che si pongono non solo al clinico, ma anche all’uomo di cultura nel terzo millennio. Come possiamo curare i pazienti gravi ospiti in strutture psichiatriche stando nel qui e ora della relazione e mirando all’integrazione della personalità piuttosto che ad un mero addestramento sociale? Come può essere terapeutico lasciarsi andare all’incertezza di una verità momentanea con un paziente borderline o psicotico? Quali bisogni relazionali esprimono i comportamenti a volte così drammatici degli adolescenti di oggi? Come possiamo applicare nella nostra società frammentata il concetto gestaltico di gruppo, fondato sull’integrazione corale delle espressioni individuali e delle loro relazioni? La realizzazione di sé è compatibile oggi con il vivere bene nelle relazioni a lungo termine? Il libro risponde a queste domande partendo da una prospettiva sulla natura del comportamento umano di tipo relazionale, e integrando in una sintesi innovativa gli approcci psicoterapici intrapsichici e interpersonali. Esso trova così una collocazione propria rispetto alla teoria delle relazioni oggettuali che alle teorie sistemiche e supera il concetto di autoregolazione dell’organismo, caro al movimento umanistico, con il concetto di autoregolazione della relazione. Scritto da un gruppo di didatti e ricercatori dell’Istituto che ha fondato la prima scuola di psicoterapia della Gestalt in Italia, trasmette in pieno la profondità e l’originalità teorico – clinica della psicoterapia della Gestalt. E’ dedicato agli psicoterapeuti a tutti coloro che si occupano di relazioni umane nei loro aspetti più profondi.
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